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Intervento di Kok Ksor al 1° Congresso
di Radicali Italiani, 4-7 luglio 2002-07-08
Signore e Signori, cari amici: prima di tutto vorrei esprimere il mio
rispetto e sincera simpatia per l'iniziativa non violenta di Marco Pannella,
la cui generosità è grande almeno quanto la sua forza morale e fisica.
Vorrei estendere i miei sinceri ringraziamenti anche a Radicali italiani
per avermi invitato qui a Roma al loro primo Congresso.
A nome dei 600.000 Montagnard che vivono sugli altipiani centrali del
Viet Nam, vorrei estendere il loro grazie a voi per la vostra amicizia
con il mio popolo.
Come potete sapere, il mio popolo, all'interno degli altipiani centrali
del Viet Nam, soffre oggi di oppressione e di legge marziale, emanata
dal Viet Nam.
Dal 1975, il mio popolo ha sofferto continuatamene nelle mani del governo
comunista vietnamita e solo recentemente, e grazie all'aiuto del Partito
Radicale Transnazionale, la condizione del mio popolo comincia ad essere
conosciuta dalla comunità internazionale, dalle Nazioni Unite e dal Parlamento
Europeo.
Vorrei ringraziare ancora il PRT per l'opportunità concessami che, a sua
volta, mi permetterà di essere alle Nazioni Unite a Ginevra la settimana
prossima per presentare un rapporto sulle violazioni dei diritti politici
e civili in Viet Nam, prima della sessione del Comitato sui Diritti Umani.
Vorrei inoltre ringraziare Marco Perduca e Matteo Mecacci per il loro
lavoro e assistenza.
Nel 1975, il nostro territorio divenne zona militare chiusa e solo nel
1993 le province negli altipiani centrali furono aperte. Il mio popolo
ha sempre avuto la sensazione che noi tutti fossimo stati dimenticati.
Non vi ringrazierò, perciò, mai abbastanza per l'aiuto che date alla causa
del mio popolo affinché possa essere conosciuta qui, in Europa.
Ho sperimentato la brutalità della violenza in prima persona durante la
guerra del Viet Nam. Ho combattuto con le Forze Speciali USA e con l'esercito
USA. Non è un segreto.
Venni ferito ed ho visto molti del mio popolo morire. Le tribù del mio
popolo che vivevano in collina vennero intrappolati dalla politica che
ha regolato la guerra in Viet Nam - una guerra che noi non abbiamo mai
capito.
Più di un quarto dell'intera popolazione morì. Il 40% della nostra popolazione
maschile è morta nella guerra del Viet Nam.
Nel 1975, il regime comunista cominciò la sua vendetta di assimilazione
forzata e di confisca delle nostre terre. La brutalità continua oggi.
Oggi, il regime vietnamita continua ad arrestare e torturare i pastori
di fede cristiana, distruggono le nostre chiese e i Montagnard vengono
privati della loro terra e condannati alla povertà.
Se protestiamo veniamo arrestati, torturati, imprigionati o anche giustiziati.
Recentemente, i nostri rifugiati in Cambogia sono stati sottoposti a elettroshock,
percossi e rivenduti al Viet Nam che ne ha pagato il "riscatto".
Mio zio, Senatore, venne giustiziato dai comunisti nel 1975. Mia madre
è stata ricoverata nel 2001 dopo essere percossa dalle Forze di Sicurezza
vietnamite. 1000 dei nostri rifugiati hanno sofferto nei campi per rifugiati
cambogiani.
Nel febbraio dello scorso anno, centinaia e centinaia di Montagnard hanno
dato vita ad una serie di dimostrazioni pacifiche per denunciare la sistematica
violazione dei loro diritti fondamentali e contro la persecuzione religiosa
diretta contro il nostro popolo.
Lo scorso anno, per la prima volta, decidemmo di organizzarci in maniera
non violenta, usando uno dei metodi che è anche il metodo che il Partito
Radicale Transnazionale usa nelle sue campagne.
Abbiamo dimostrato in modo pacifico chiedendo al governo vietnamita di
rispettare i nostri diritti, le sue stesse leggi così come la sua stessa
Costituzione.
Capisco Marco Pannella che sta facendo oggi, qui a Roma, con il suo drammatico
sciopero della sete.
Vorrei ringraziare Marco Pannella e Emma Bonino per aver impegnato i Montagnard
in un'altra azione non violenta.
Infatti, lo scorso dicembre, dozzine di Montagnard che vivono negli Stati
Uniti, rifugiati in Cambogia e 170.000 persone negli altipiani centrali
hanno partecipato al satyagraha per l'inclusione delle donne nel governo
afgano ed hanno digiunato per un giorno.
La non violenza è una delle ragioni per la quale sono diventato membro
del Partito Radicale Transnazionale, perché credo che sia lo strumento
che può permetterci di rispettare le regole chiamando gli altri allo stesso
rispetto.
Ci sono almeno altri 100 Montagnard che vivono negli USA che vogliono
unirsi al PRT in futuro. Spero che la prossima volta che ci incontreremo
mi sarà possibile confermare la loro decisione di diventare membri, con
i loro nomi e con il loro denaro.
E' una cifra di denaro importante ma so che il costo della globalizzazione
della libertà e della democrazia è alto. Molto alto.
Per concludere, vorrei dire che se qualcosa è avvenuto oggi per i Montagnard,
è perché, all'inizio dell'anno scorso, è stato possibile far conoscere
il nostro caso alla pubblica opinione.
La nostra lotta è andata avanti per anni ma nessuno la conosceva prima
che la BBC e la Reuteurs si interessassero. Eravamo clandestini.
Oggi, grazie al potere dell'informazione, siamo stati in grado di raggiungere
centinaia di persone.
Se la loro reazione sarà simile a quella del Partito Radicale Transnazionale,
c'è la speranza che la situazione dei diritti civili e politici in Viet
Nam cambierà.
Molte grazie.
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