| Sciopero
della fame di Radhia Nassraoui: lettera aperta a Romano Prodi, Presidente
della Commissione europea Alla cortese attenzione del Prof. Romano Prodi Presidente della Commissione europea Bruxelles, 11 Luglio 2002 Signor Presidente,
Dal momento del suo arresto Hamma Hammami che è vittima di maltrattamenti e i cui diritti sono stati più volte violati, è stato detenuto in una cella d'isolamento nel braccio dei condannati a morte. Ha avviato uno sciopero della fame per ottenere di essere trasferito in un'altro settore. Non ha praticamente potuto incontrare i propri avvocati fin dal suo arresto. Radhia Nasraoui, sua moglie, non ha avuto diritto a visitarlo dopo il 6 aprile scorso. Le condizioni in cui si sino svolte le rare visite dei familiari sono state particolarmente rigide: due griglie lo separavano dai suoi cari e la visita si è svolta in presenza di diverse guardie. Non ha ancora potuto vedere sua figlia Sarra, nata mentre si trovava in clandestinità. Inoltre la sua famiglia subisce da anni una persecuzione costante e brutale da parte delle autorità: la figlia Nadia ha subito un tentativo di rapimento mentre la figlia Oussaima è stata più volte terrorizzata da agenti della polizia politica. L'ultima nata, Sarra, ha avuto l'onore di una sorveglianza poliziesca davanti all'asilo nido! A più riprese il domicilio della famiglia di Hamma Hammami e di Radhia Nasraoui è stato soggetto a effrazioni e a "perquisizioni" da parte delle forze dell'"ordine". Tutte le denuncie presentate da Radhia Nasraoui a questo riguardo sono rimaste senza seguito. Signor Presidente, da anni tentiamo di attirare l'attenzione delle istituzioni responsabili dell'Unione sulla deriva poliziesca e antidemocratica in corso in Tunisia, un paese che l'Unione continua nonostante tutto a presentare come modello e con il quale ha concluso il primo Accordo d'Associazione "mediterraneo". Ma senza alcun risultato. Mentre la situazione degenera quotidianamente in Tunisia, ivi compreso dal punto di vista economico, l'Unione continua ad accordare il proprio indefesso sostegno al regime di Ben Ali, persino dopo che la Tunisia è divenuta ufficialmente, dopo la farsa referendaria del mese scorso, un regime dittatoriale "a vita". Signor Presidente, facciamo appello a Lei oggi, nel momento in cui Radhia Nasraoui inizia la sua terza settimana di sciopero della fame, in primo luogo perché Lei intervenga con forza presso le autorità di Tunisi affinché cessino tutte le persecuzioni contro Hamma Hammami e la sua famiglia. Ma anche perché la Commissione da Lei presieduta prenda urgentemente tutte le iniziative in suo potere perché sia posto fine alla politica di sostegno incondizionato alla dittatura di Cartagine e perché la politica dell'Unione sia finalmente fondata sull'affermazione della democrazia e dello Stato di Diritto. Nell'attesa di conoscere la Sua risposta, La preghiamo di gradire i nostri più distinti saluti. Emma Bonino Daniel Cohn-Bendit Harlem Désir Benedetto Della Vedova Olivier Dupuis Hélène Flautre Monica Frassoni Cecilia Malmstrom Pasqualina Napoletano Roseline Vachetta François Zimeray Tel. 02-284.71.98 Fax. 02-284.91.98 |