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TESTO DELLA MOZIONE SULLA LIBERTA' SESSUALE PRESENTATA AL QUARTO CONGRESSO NAZIONALE DEL PARTITO RADICALE (FIRENZE, NOVEMBRE 1967) DA MAURO MELLINI, MARIA RICCIARDI RUOCCO, GABRIELLA PARCA, CLAUDIO MOFFA ED ALTRI. APPROVATA CON TRE VOTI CONTRARI E TRE ASTENSIONI (5.11.67) SOMMARIO: Dopo aver constatato che il
Partito radicale, grazie alla sua concezione antiideologica della politica,
si distingue nettamente dalle altre forze della sinistra per la sua capacità
di porre al centro del suo impegno la libertà della persona come
premessa per l'emancipazione della società, la mozione indica i
concreti obiettivi e le specifiche iniziative attraverso le quali il PR
può contribuire al superamento di quegli ostacoli che impediscono
al cittadino l'affermazione delle libertà sessuali. Premesso che: a) una moderna
visione politica della società non può prescindere dalla
considerazione attenta della vita sessuale dell'uomo, che influisce profondamente
sull'organizzazione sociale, pur essendo da questa a sua volta condizionata. Constatato che: 1 ) nell'arco delle forze politiche della sinistra, il Partito Radicale, in una concezione antiideologica della politica è impegnato nella difesa dei diritti civili, considerati strumento per la realizzazione di una concreta libertà del cittadino - e che inoltre il PR si distingue dalle altre forze della sinistra italiana specialmente per la sua matrice laica e libertaria. 2) La libertà sessuale - intesa non solo in senso negativo, cioè come libertà da una legislazione retrograda, non a caso aggravata nel suo complesso dalla dittatura fascista; ma anche nella sua funzione positiva di strumento non esclusivo ma certamente indispensabile per il perseguimento della felicità dell'individuo è un diritto fondamentale della personalità umana, in quanto ciascuno deve poter disporre liberamente della propria sessualità secondo propri principi morali, che possono non coincidere con quelli della «moralità» ufficiale e della maggioranza. 3) Pur senza fondarsi su una nuova ideologia «chiusa» pansessualistica, si deve riconoscere che, come l'esperienza storica e sociologica insegna, nella maggior parte dei casi l'autoritarismo nelle sue varie manifestazioni ad ogni livello (famiglia patriarcale, scuola autoritaria, stato di polizia) si è accompagnato e si accompagna ad una educazione sessuorepressiva, che, insomma, esiste una correlazione evidente fra tutte le forme di oppressione sociale e la repressione sessuale. 4) Che, infine, su un piano più concreto ed attuale, in Italia, la tradizionale legislazione basata sui concetti di «onore», di «famiglia indissolubile» ecc., l'assenza di una politica demografica, la mancanza di educazione sessuale (col pericolo imminente che l'introduzione di questo insegnamento nella scuola, di qui a poco, anziché fattore di emancipazione diventi un nuovo strumento di potere dei clericali), l'attivo e quotidiano avvelenamento dello sviluppo naturale dei bambini, la persecuzione dei rapporti amorosi che non abbiano ricevuto la sanzione di una autorità, i ricorrenti «scandali» della vita italiana (dalla vicenda della «Zanzara», al ventennale sabotaggio di ogni forma di divorzio, ai vari episodi della censura) sono tutti fenomeni che rivelano anche essi, il carattere non solo individuale ma sociale del problema sessuale. Il congresso impegna il partito in ogni sua istanza a creare le premesse e lo sviluppo di concrete iniziative per il superamento di quegli ostacoli che di fatto impediscono al cittadino l'affermazione delle libertà sessuali. Queste iniziative dovranno essere volte a: a) diffondere una coscienza sessuale, laica e libertaria, per superare tabù e inibizioni di cui la chiesa nella sua tradizione storica millenaria, è la massima portatrice; b) individuare e combattere i centri di repressione sessuale che le forze politiche dominanti sfruttano a fine elettorale (quali ad esempio le grandi organizzazioni di massa cattoliche - in particolare quelle giovanili e femminili - o il monopolio clericalecanonistico del matrimonio o della famiglia o talune grandi reti editoriali della stampa femminile); c) promuovere e sostenere riforme della legislazione vigente per gran parte in contrasto con la realtà del mondo contemporaneo. (Si vedano a questo proposito gli articoli concernenti il cosiddetto «delitto d'onore», il «matrimonio riparatore» dei delitti di violenza carnale, la «corruzione» dei minori, anche quando s'ignori l'età della «vittima», la nozione di atto «osceno», per la quale è osceno tutto ciò che offende un non meglio specificato «pudore», la interpretazione di «luogo pubblico»; si vedano gli articoli concernenti l'aborto e il controllo delle nascite, considerati «delitto contro l'integrità e la sanità della stirpe», la punibilità dell'adulterio, e perfino il rifiuto di uno dei coniugi all'accoppiamento, l'«abuso» dei mezzi di «correzione», ecc.). |