DIBATTITO SUI RISULTATI DEL CONSIGLIO EUROPEO DI STOCCOLMA
Strasburgo, mercoledì 4 aprile 2001.
Intervento di Olivier Dupuis

Dupuis (TDI). - Signora Presidente, signor Presidente del Consiglio, signor Presidente della Commissione, cari colleghi, il Presidente Prodi ha manifestato la sua preoccupazione per lo stato della stampa, dei mass media nella Russia. Io credo che il Presidente della Commissione pianga sul latte versato. Piange su qualcosa che è la conseguenza di una politica che egli stesso ha contribuito a costruire. Questa politica dell'Unione europea nei confronti della Russia è una politica di tolleranza, da "casa di tolleranza", signor Presidente. Quello cui stiamo assistendo oggi per i mass media lo vediamo già nell'Asia centrale in questi paesi ex sovietici nei quali il Presidente Putin sta ristabilendo una politica postcoloniale, una regione di cui l'Europa, l'Unione europea non vede l'importanza strategica, come non vede l'importanza strategica della regione del Caucaso.
Ringrazio il presidente Poettering che ha manifestato la preoccupazione del gruppo PPE. Inviterei però il presidente Poettering a parlare con il collega Oostlander che è stato l'autore di una relazione che andava piuttosto nella direzione della politica proposta della Commissione, una politica tutta incentrata sul fatto che l'Unione deve garantire innanzitutto i rifornimenti in gas e in petrolio della Russia, lasciando in secondo piano la costruzione e il rafforzamento dello Stato di diritto nella Russia stessa. Ieri, in questa stessa Aula, signor Presidente della Commissione, ho per l'ennesima volta, col collega Posselt, chiesto al Commissario Nielson di avere finalmente una politica per la Cecenia, una politica quanto meno umanitaria, signor Presidente. Noi da mesi, anzi da un anno e mezzo chiediamo al Commissario Nielson di andare in Cecenia: solo questo, di andare in Cecenia. Dal canto suo il Commissario Nielson ci dice e ci ripete che la situazione non lo consente. Ieri gli ho chiesto, visto che lui nutre questa preoccupazione, di andare in Georgia, di andare in Azerbaigian per aprire quanto meno in queste zone, che non sono sotto la diretta influenza della Russia, degli ospedali, come chiede il Ministro della sanità ceceno Oumar Khambiev, almeno per far sì che, invece di pagare migliaia di dollari per farsi curare in un ospedale di Baku, i ceceni possano beneficiare di un'assistenza sanitaria. Su questo il Commissario Nielson non ha risposto. Io, signor Presidente della Commissione, sono veramente stufo e le chiedo formalmente di togliere al Commissario Nielson il mandato sugli aiuti umanitari. Il Commissario Nielson è un burocrate, signor Presidente: la sua agenda di viaggio è già fissata per i prossimi quattro o cinque anni; fa i suoi giretti per assicurare lo svolgimento della politica di cooperazione allo sviluppo della Commissione, ma non ha nessuna vera attenzione per i problemi veri in termini umanitari. Non le chiedo di cacciarlo dalla Commissione; le chiedo soltanto di togliergli questo portafoglio e di affidarlo a qualcuno che sappia avere queste attenzioni, che sappia finalmente affrontare la questione della Cecenia. Quanto avviene oggi in Cecenia è una vergogna. Non differisce per nulla da quanto avveniva ed è avvenuto in Bosnia, nel Kosovo, cose dinanzi alle quali, finalmente, dopo anni e anni, il Parlamento, l'Unione europea si sono ribellati. Noi dobbiamo investire in termini politici, signor Presidente del Consiglio, signor Persson. Io vorrei che le pratiche umilianti che usiamo nei confronti dei membri del governo del Presidente Mashkadov vengano abbandonate. Non è possibile che un Ministro del governo Mashkadov debba richiedere dei visti e debba farlo mese dopo mese; non è possibile che l'Unione europea non sia in grado di dare un permesso di soggiorno a tempo indeterminato a coloro che domani dovrete visitare, che dovrete convincere a sedere al tavolo con i russi. Questi sono gli interlocutori di domani e noi non troviamo di meglio che trattarli in modo umiliante. E tutto ciò mentre il Dipartimento di Stato riceve - e lo ha fatto la settimana scorsa - Akhmadov, il Ministro degli esteri del governo ceceno. L'integrità territoriale non è un concetto teorico, è un concetto pratico: un concetto che vede l'integrità come l'insieme del territorio che va garantito, non il permesso di fare di tutto.