Resoconto integrale delle sedute
SEDUTA DI MERCOLEDI' 31 GENNAIO 2001
Situazione in Medio Oriente


Pannella (TDI). - Signor Presidente, signori rappresentanti della Presidenza del Consiglio, della Commissione, signor Solana, Alto rappresentante, colleghe e colleghi, ho ascoltato naturalmente tutti i discorsi e ho letto anche le relazioni. Personalmente trovo che la realtà del problema, quale i Trattati stessi costitutivi dell' Unione europea, dai Trattati di Roma in poi, quale la storia e il diritto d' Europa tratteggiano e impongono, è cancellata unanimamente dalle vostre coscienze tranne che per qualche richiamo biascicato come una litania: i diritti umani, eccetera, eccetera.

La realtà che abbiamo dinanzi a noi ci mette nella stessa situazione di complicità con il peggio, con gli assassini e i torturatori del diritto alla vita e della vita del diritto che avevamo chiaramente dinanzi a noi, sin dal 1985, in quella che è divenuta l' ex Jugoslavia. Un comportamento come quello di oggi è privo di strategia, privo di consapevolezza degli obiettivi istituzionali della nostra Unione, almeno di quelli in astratto consegnati alle carte dei diritti dell' uomo, alle carte dei diritti dei cittadini europei e degli altri. Non c' è nulla di tutto questo, presente in quello che molto felicemente, onestamente soprattutto e coraggiosamente l' Alto rappresentante Solana indicava come una politica estera dell' UE, esercizio burocratico e inefficace, privo di qualsiasi valore aggiunto in termini di concretezza e di preveggenza.

Noi abbiamo questo problema: voi così pronti, collega Morgantini & Co., a illustrarci dolori, tragedie del palestinese, della donna e dell' uomo palestinesi, della donna e dell' uomo arabi, del Medio Oriente; così eloquenti, così accaniti, così incalzanti, con la coscienza così lucida ed esigente, voi conoscete l' uomo e la donna arabi e palestinesi solo se incontrano una pallottola israeliana; allora gli date almeno l' onore della sepoltura, l' onore del riconoscimento. Dinanzi ai cittadini palestinesi, arabi, del Medio Oriente, che quotidianamente muoiono, assassinati dai loro regimi - sauditi, basisti di destra, di sinistra - dall' alleanza storica, forte degli sceicchi e del potere mediorientale, alleato delle grandi multinazionali del petrolio e di voi, sinistra più o meno comunista; dinanzi alla realtà curda, che non è solo quella turca, ma anche quella irachena e degli altri; dinanzi alla concreta vita delle donne e degli uomini sauditi, palestinesi, voi ve ne occupate solo se accade che la parte israeliana si scontri, a volte con gravi errori nei loro confronti. Vi accorgete dell' esistenza dell' umanità palestinese solo quando vi serve per denunciare il vostro continuo nemico di oggi, si chiami Stati Uniti d' America, si chiami Israele, si chiami Unione europea, attiva rispetto ad alcuni valori, come rispetto a Belgrado di Milosevic, come rispetto a tutta la realtà jugoslava.

Dobbiamo quindi, signor Presidente, dire questo: il più grave pericolo che viene alla pace è la debolezza oggettiva di Israele. Israele magari rischia - ed è per questo che il popolo israeliano sembra sorprendentemente preferire il vecchio leone Sharon al saggio, ragionevole e coraggioso Barak - ma sente che ogni concessione può rischiare di essere eccessiva rispetto alla pace conquistanda. Questo è il problema: quando in un territorio abbiamo cento, centocinquanta chilometri da attraversare, un chilometro in più di concessione può rappresentare in effetti una trincea più avanzata per fare la guerra a partire da una cattiva pace. Questo temono. Ma chi teme? Teme la democrazia israeliana, ma a voi non fotte nulla! Perdinci, ma che Europa è questa?! Semmai il diritto all' indipendenza nazionale e l' indipendenza è non avere il 60 percento del danaro speso negli eserciti dei dittatori di lì, speso per la corruzione e il controllo di classe, burocratico e militare e di estrema destra, delle donne e degli uomini di tutte le parti! Ma dove sta scritto che l' Unione europea si rende garante degli Stati nazionali, della loro indipendenza e della loro conquista? Non esiste in nessun posto, oggi, scritto nei cuori e nella cultura, il diritto allo Stato nazionale ottocentesco: esiste quello dei diritti civili, politici, umani, nei confronti di qualsiasi autorità statale, centrale o centralizzata, e di questo non avete nessuna nozione!

Israele dev' essere il territorio, il confine dell' Unione europea. Anche Israele non lo comprende, che non può continuare a difendersi come Stato nazionale, piccola testa di ponte della democrazia ma costretto in cinquant' anni, ogni giorno di più, a rischiare la propria vita, la propria pace e quella degli altri. Questo quindi, signor Presidente, noi ci auguriamo. Abbiamo una dichiarazione scritta che stiamo preparando, già sottoscritta da trenta parlamentari, per chiedere la piena partecipazione di Israele alla nostra Unione: battaglia da fare a Bruxelles e a Tel Aviv, ma urgente. Questo è quanto ci sforzeremo, come Radicali, di conquistare, come riflessione saggia e conquista di libertà.