Secondo il memo ufficioso britannico Bush ha già scelto invece la guerra decisa per il 10 marzo


(Estratto dal "January 2003 memo" scritto da David Manning -consigliere diplomatico di Tony Blair -- che registra tutti i punti del meeting di due ore tenutosi il 31 gennaio nell´Oval Office).
All'incontro, Bush fu accompagnato da Condoleeza Rice, allora consigliere nazionale per la sicurezza; Dan Fried, assistente della Rice; ed Andrew Card jr, il capo dello staff della Casa Bianca. Oltre a Manning, Blair era accompagnato da altri esperti assistenti: Jonathan Powell, il suo capo dello staff e Matthew Rycroft, consigliere per la politica estera e autore del Downing Street memo.

La data d'inizio della campagna militare è appuntata a matita per il 10 marzo" scrive Manning, citando il presidente. "Quello è il giorno in cui dovranno avere inizio i bombardamenti".
Il memo dimostra inoltre che il presidente e il primo ministro accettano che in Iraq non fossero state trovate armi di distruzione di massa. Di fronte alla possibilità di non scovare alcunché prima dell'attacco militare ormai pronto, Bush para di alcuni sistemi per provocare lo scontro, tra cui l'idea di disegnare un piano di sorveglianza degli USA sotto mandato ONU nella possibilità di far scattare la scintilla o di assassinare Saddam Hussein.
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Alcuni funzionari della GB sono preoccupati per la determinazione mostrata dagli USA a voler invadere l'Iraq e del fatto che "l'intelligence e i fatti erano riportati in modo da giustificare la politica" dall'amministrazione Bush di esaudire il desiderio di entrare in guerra.
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Bush e Blair hanno espresso forti dubbi sulla possibilità di trovare armi chimiche, batteriologiche o nucleari in Iraq nelle settimane successive. Il presidente si esprimeva come se l'invasione fosse inevitabile. I due discussero una possibile tabella di marcia per la guerra, i dettagli della campagna militare e i piani per la fase successiva alla fine del conflitto.
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"Gli USA – si legge nel memo - stanno progettando di far volare sull'Iraq gli aerei da ricognizione U2, con copertura pronta ad aprire il fuoco, sotto mandato ONU" attribuendo l'idea a Bush. "Se Saddam facesse fuoco contro di loro, commetterebbe una violazione."
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In merito alle ADM, il presidente avrebbe inoltre detto: "gli USA potrebbero anche far emergere un disertore che parli pubblicamente delle ADM di Saddam".
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Una piccola clausola nel memo fa poi riferimento ad una terza possibilità, menzionata da Bush, ovvero l'idea di assassinare Saddam Hussein. Nel memo non v'`e traccia di come e se Blair abbia risposto a tale proposta.
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in caso di fallimento [di una seconda risoluzione Onu], l'azione militare sarebbe seguita."
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"probabilmente, la campagna durerà quattro giorni, durante i quali colpiremo 1500 obiettivi circa. Molta attenzione ad evitare i civili innocenti. Bush riteneva che l'impatto dell'attacco aereo avrebbe garantito il rapido crollo del regime di Saddam. Considerando la tabella di marcia stabilita, si doveva arrivare alla seconda in tempi molto brevi e ciò significava subito dopo la presentazione del successivo rapporto di Blix al Consiglio di Sicurezza di metà febbraio."
Il memo si chiude con Manning che conserva ancora l'ultimissima speranza che gli ispettori scovassero le ADM o perfino che Saddam lasciasse l'Iraq di sua volontà. Manning scrisse di essere preoccupato perché questo non poteva verificarsi a causa della tabella di marcia di Bush.
Scriveva: “questo rende i tempi molto stretti”.

Data inizio: 
31/01/2003
Immagine evento: 
Partito Radicale Nonviolento transnazionale e transpartito

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