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Spagna, si ai matrimoni gay la legge approvata alle Cortes
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Zapatero: "Rispetto il Papa, ma andiamo avanti". Per la prima volta in un paese a maggioranza cattolica. Il Pp si opporrà al Senato, ma il testo potrebbe essere varato a giugno.
MADRID Non più «marito e moglie» , ma semplicemente «coniugi», scompaiono «padre e madre» per essere sostituiti dall'espressione «genitori». Sedici articoli del Codice civile modificati per permettere a due persone dello stesso sesso di contrarre matrimonio. Nonostante le proteste delle organizzazioni delle famiglie cattoliche e dei vertici della Conferenza episcopale, il Parlamento di Madrid ha dato il suo primo «sì» alle nozze gay con un voto a grande maggioranza. I gruppi omosessuali hanno subito festeggiato davanti alle Cortes. Tra gli striscioni srotolati uno recitava «Habemus matrimonium», provocatoriamente diretto al nuovo Papa Benedetto XVI, che quando era ai vertici della Congregazione della dottrina della fede si era opposto alle nozze gay. Al Pontefice ha fatto riferimento anche il premier Zapatero, poco prima dell'approvazione del progetto di legge: «Se il nuovo Papa dice qualcosa, sono pronto a rispettare qualunque cosa dica». «Per fortuna ha aggiunto una delle garanzie della democrazia è la libertà religiosa e di opinione, così come la libertà di portare avanti un progetto politico con i voti dei cittadini» . Quello di ieri mattina alla Camera era solo il primo passo di un iter non brevissimo ma dall'esito già scontato: la nuova legge passerà ora al Senato dove potrebbe essere bocciata per la presenza di un'opposizione molto più forte da parte del Partito popolare, in grado di raccogliere i consensi necessari per diventare maggioranza tra le frange più conservatrici dei nazionalisti catalani e baschi. Il testo tornerebbe in questo caso alla Camera, dove il governo è in grado di farlo approvare in maniera definitiva forse prima dell'estate. La Spagna sarà così il primo paese a maggioranza cattolica a consentire le nozze agli omosessuali. Si specula che, con una mossa propagandistica, il varo della legge potrebbe avvenire a fine giugno,in coincidenza con le giornate del Gay pride, quando più di un milione di persone sfilano per i diritti degli omosessuali nel centro di Madrid. Secondo il ministro della Giusti zia, Juan Fernando Lopez Aguilar, questo progetto voluto fortemente dal premier Zapatero e inserito fin dall'inizio tra le promesse da mantenere nel più breve tempo possibile serve per superare «le barriere di discriminazione, molte delle quali con profonde radici storiche, che colpiscono i diritti e le libertà». Ma se su questa linea il governo socialista sembra raccogliere un consenso ampio nella società spagnola, più controversa è la questione dell'adozione: secondo il codice, attualmente è consentita non solo ai coniugi e alle coppie di fatto eterosessuali, ma anche ai single, siano essi etero o gay. Se,così, dovesse essere proibito alle coppie di omosessuali sposati di adottare figli, un diritto riconosciuto a un gay quando vive da solo gli verrebbe negato nel momento in cui decida di contrarre matrimonio. Per questo il ministro Lòpez Aguilar sostiene che il diritto alla «adozione congiunta» ci sarà. Con i deputati del Partito popolare, che si oppongono duramente a questa eventualità, il “Foro spagnolo della famiglia", un'organizzazione di cattolici conservatori. In poche settimane hanno raccolto mezzo milione di firme, che hanno presentato alla giunta elettorale centrale poche ore prima del voto del Parlamento: dicono che la legge sui matrimoni gay è anticostituzionale. Ieri dalla Camera hanno ricevuto un'altra cattiva notizia: i deputati hanno approvato definitivamente anche la riforma della legge sul divorzio. Eliminato il lungo passaggio della separazione, ora sarà possibile sciogliere un matrimonio in quindici giorni, al massimo un mese.
MADRID Non più «marito e moglie» , ma semplicemente «coniugi», scompaiono «padre e madre» per essere sostituiti dall'espressione «genitori». Sedici articoli del Codice civile modificati per permettere a due persone dello stesso sesso di contrarre matrimonio. Nonostante le proteste delle organizzazioni delle famiglie cattoliche e dei vertici della Conferenza episcopale, il Parlamento di Madrid ha dato il suo primo «sì» alle nozze gay con un voto a grande maggioranza. I gruppi omosessuali hanno subito festeggiato davanti alle Cortes. Tra gli striscioni srotolati uno recitava «Habemus matrimonium», provocatoriamente diretto al nuovo Papa Benedetto XVI, che quando era ai vertici della Congregazione della dottrina della fede si era opposto alle nozze gay. Al Pontefice ha fatto riferimento anche il premier Zapatero, poco prima dell'approvazione del progetto di legge: «Se il nuovo Papa dice qualcosa, sono pronto a rispettare qualunque cosa dica». «Per fortuna ha aggiunto una delle garanzie della democrazia è la libertà religiosa e di opinione, così come la libertà di portare avanti un progetto politico con i voti dei cittadini» . Quello di ieri mattina alla Camera era solo il primo passo di un iter non brevissimo ma dall'esito già scontato: la nuova legge passerà ora al Senato dove potrebbe essere bocciata per la presenza di un'opposizione molto più forte da parte del Partito popolare, in grado di raccogliere i consensi necessari per diventare maggioranza tra le frange più conservatrici dei nazionalisti catalani e baschi. Il testo tornerebbe in questo caso alla Camera, dove il governo è in grado di farlo approvare in maniera definitiva forse prima dell'estate. La Spagna sarà così il primo paese a maggioranza cattolica a consentire le nozze agli omosessuali. Si specula che, con una mossa propagandistica, il varo della legge potrebbe avvenire a fine giugno,in coincidenza con le giornate del Gay pride, quando più di un milione di persone sfilano per i diritti degli omosessuali nel centro di Madrid. Secondo il ministro della Giusti zia, Juan Fernando Lopez Aguilar, questo progetto voluto fortemente dal premier Zapatero e inserito fin dall'inizio tra le promesse da mantenere nel più breve tempo possibile serve per superare «le barriere di discriminazione, molte delle quali con profonde radici storiche, che colpiscono i diritti e le libertà». Ma se su questa linea il governo socialista sembra raccogliere un consenso ampio nella società spagnola, più controversa è la questione dell'adozione: secondo il codice, attualmente è consentita non solo ai coniugi e alle coppie di fatto eterosessuali, ma anche ai single, siano essi etero o gay. Se,così, dovesse essere proibito alle coppie di omosessuali sposati di adottare figli, un diritto riconosciuto a un gay quando vive da solo gli verrebbe negato nel momento in cui decida di contrarre matrimonio. Per questo il ministro Lòpez Aguilar sostiene che il diritto alla «adozione congiunta» ci sarà. Con i deputati del Partito popolare, che si oppongono duramente a questa eventualità, il “Foro spagnolo della famiglia", un'organizzazione di cattolici conservatori. In poche settimane hanno raccolto mezzo milione di firme, che hanno presentato alla giunta elettorale centrale poche ore prima del voto del Parlamento: dicono che la legge sui matrimoni gay è anticostituzionale. Ieri dalla Camera hanno ricevuto un'altra cattiva notizia: i deputati hanno approvato definitivamente anche la riforma della legge sul divorzio. Eliminato il lungo passaggio della separazione, ora sarà possibile sciogliere un matrimonio in quindici giorni, al massimo un mese.
Members and contributors 2013
| Giuseppe R. Roma | 590 € |
| Salvatore P. Capistrello | 200 € |
| Giancarlo B. Torino | 30 € |
| Marco B. Merano | 20 € |
| Davide B. Prato | 50 € |
| Giuseppe P. Grottammare | 50 € |
| Maurizio T. Roma | 1.000 € |
| Rosa A. Firenze | 590 € |
| Giuliano G. Sondrio | 590 € |
| Sergio Pasquale R. Cremona | 500 € |
| Total SUM | 326.746 € |










