Notizie
  Roma, 14 luglio, 1998 - EDIZIONE SPECIALE SUL TRIBUNALE PENALE INTERNAZIONALE
   
  ULTIMA GIORNATA DI NEGOZIATI E POI IL TESTO DEFINITIVO.

Volgono ormai al termine i negoziati per lo statuto del Tribunale penale internazionale. Nella giornata di ieri molti paesi hanno dichiarato le proprie preferenze per le opzioni relative alla giurisdizione della corte e al rapporto che questa dovrà avere con il Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite. E' ormai chiaro che il blocco dei favorevoli ad una istituzione immediata della Corte si sta allargano sempre più ed è deciso a mantenere ferma la propria posizione sulle questioni fondamentali relative all'efficacia, l'indipendenza e l'equità del tribunale.

La discussione finale del documento riassuntivo delle opzioni rimaste in ballo ha creato nei giorni scorsi diversi incidenti 'diplomatici' e ha costretto il Presidente Kirsch a riunioni notturne interminabili per non isolare paesi o gruppi di paesi dal dibattito. Una dura reazione al testo dell'ufficio di Presidenza è stata quella del gruppo dei non allineati - 113 paesi del cosiddetto sud del mondo - capeggiati da Colombia, Iran, India, Cuba e Pakistan che hanno quasi posto un 'aut aut' per la riuscita della conferenza, pretendendo l'inclusione dell'aggressione come quarto crimine principale e la proibizione dell'atomica tra le armi utilizzabili in conflitti internazionali.

Alcuni paesi devono ancora esprimersi sul documento della Presidenza, l'Italia interverrà oggi pomeriggio con il Ministro Dini in plenaria per affermare l'impegno attivo del paese ospite. Il documento finale dovrà essere terminato per la mattinata di domani per essere poi inoltrato al Comitato editoriale per la redazione definitiva nelle sei lingue ufficiali.

Molti paesi, per lo più i non favorevoli alla Corte, hanno già fatto sapere che non firmeranno il trattato se non verranno tenute in considerazione le loro proposte. Per bilanciare questo tipo di atteggiamento, altri paesi hanno proposto la possibilità di poter esprimere, al momento della firma, delle riserve su aspetti specifici dello statuto e di convocare, a scadenza determinata, una conferenza di revisione per prendere in considerazione parti sostanziali dello statuto. Solo verso giovedì si capirà quale sarà l'orientamento finale delle 162 delegazioni.

 

Top

 

Torna all'indice