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Emma Bonino
Deputata al Parlamento Europeo.
Commissione Affari Esteri, i Diritti dell'Uomo, la Sicurezza Comune e
la Politica di Difesa.
Membro del Board di International Crisis Group (ICG)
Università Americana del Cairo, Visiting Professor
Nata a: Bra (Cuneo), Italia, il 9 marzo 1948
Nazionalità: Italiana
Stato Civile: Nubile
Studi: Laureata in Lingue e letteratura moderna all'Università
Bocconi di Milano, 1972
Carriera
politica nazionale
Eletta alla Camera dei Deputati nel
1976; eletta in tutte le tornate successive (1979, 1983, 1987,
1992, 1994). Ha esercitato la funzione di presidente del gruppo parlamentare
radicale ed è stata membro dell'Ufficio di Presidenza del Parlamento.
- Nel 1975 ha fondato il CISA, Centro
Informazione sulla Sterilizzazione e l'Aborto, e ha promosso il referendum
che ha introdotto la legislazione in materia di aborto in Italia.
- Promotrice di un referendum contro il nucleare
(1986) che ha portato al rifiuto del programma di utilizzo dell'energia
nucleare per fini civili in Italia.
- Promotrice, dal 1979, di iniziative
per la legalizzazione delle droghe, in particolare del referendum
del 1991 che ha condotto all'abolizione del carcere per i consumatori.
Carriera politica internazionale
- Eletta al Parlamento Europeo nel 1979;
rieletta nel 1984 e nel 1999.
- Presidente (1991-1993) e Segretaria (1993-1994)
del Partito Radicale Transnazionale.
- Nominata, nel 1994, Commissario Europeo
responsabile della Politica dei Consumatori, della Politica della Pesca
e dell'Ufficio Europeo per l'Aiuto Umanitario d'Urgenza (ECHO). Nel
1997 le sue competenze sono state allargate in materia di protezione
della salute dei consumatori e di sicurezza alimentare.
- Nominata, nel novembre 2002, Rappresentante
del governo italiano alla Conferenza Intergovernativa della Comunità
delle Democrazie a Seul.
Campagne su tematiche
legate alla società civile promosse a livello internazionale
Da quasi trent'anni l'attività politica di Emma Bonino è stata caratterizzata
dalla rigorosa applicazione della pratica "nonviolenta", definita e adottata
dal Mahatma Gandhi ed ora praticata dal Partito radicale Transnazionale.
Questo spiega la sua frequente partecipazione a scioperi della fame e
della sete, così come in atti di disobbedienza civile, che hanno accompagnato
le principali campagne del suo partito. L'obiettivo dell'attivista nonviolento
è quello di esercitare pressione affinché le istituzioni rispettino loro
stesse e le proprie leggi. Atti di disobbedienza civile mirano a mostrare
l'inadeguatezza e l'iniquità di una legge particolare, e la necessità
di cambiarla non contestandola a parole, ma applicandola "fino alle sue
estreme conseguenze", per esempio confessando che la si è violata e affrontando
quindi il processo che ne deriva e che avrà un valore esemplare per la
collettività. Fortemente impegnata contro ogni forma di discriminazione,
in particolare rispetto alla condizione delle donne, ai comportamenti
sessuali e alla libertà religiosa. Ha promosso e organizzato diverse campagne,
tutte tendenti alla soluzione dei principali problemi sociali, usando
il metodo della "regolamentazione e legalizzazione", metodo che essa considera
il più idoneo a porre un freno agli interessi criminali e il più adeguato
a superare i pericolosi divari tra la società, la legge e le istituzioni.
Attraverso questo metodo e questo concetto, battaglie contro la proibizione
del divorzio e contro l'aborto clandestino sono state vinte in Italia.
La stessa metodologia è applicata tutt'ora nella lotta contro ogni proibizionismo
in materia di droghe.
- Fondatrice (1978) e Segretaria dell'associazione
"Food and Disarmament International", che ha lanciato una campagna
contro la fame nel mondo basata sul "Manifesto dei Premi Nobel" (firmato
da 113 Nobel).
- Promotrice di una campagna internazionale (1987)
a favore dei diritti civili e politici nell'Europa dell'Est.
- 1990/2002 Promotrice delle campagne internazionali
in favore dei tribunali ad hoc contro i crimini di guerra nell'ex
Yugoslavia e in Ruanda; per l'istituzione di una Corte Penale
Internazionale permanente (Conferenza Diplomatica di Roma e approvazione
dello Statuto nel 1998), per la moratoria sulla pena di morte nonché
per l'intensificazione della lotta contro l'AIDS.
- E' tra i fondatori delle ONG Non c'è Pace Senza
Giustizia e Nessuno Tocchi Caino.
- 1997/1998 Promotrice, in qualità di Commissario
Europeo, della campagna al Parlamento Europeo "Un fiore per le donne
di Kabul" (in collaborazione con "Medici del Mondo" e col supporto
di ONG europee e americane), contro la discriminazione in generale in
Afghanistan e, in particolare, per consentire alle donne afgane l'accesso
agli aiuti umanitari.
- 2000/2002 E' tra i promotori di una campagna
internazionale (in collaborazione con la Commissione Europea, il Parlamento
Europeo, il Comitato Inter-Africano contro le pratiche tradizionali
e un network di NGO europee) per lo sradicamento delle mutilazioni
genitali femminili (FGM) e delle altre "pratiche tradizionali" in
25 paesi africani e mediorientali in cui sono praticate e per il riconoscimento
da parte degli Stati membri dell'UE del diritto di asilo per le donne
e le ragazze che rischiano di essere vittime delle MGF.
E' tra gli organizzatori della Conferenza Internazionale (giugno 2003)
sugli "Strumenti Legali per l'eliminazione delle MGF" che si è tenuta
al Cairo, dove attualmente vive: i lavori della conferenza sono stati
aperti da S.E. Suzanne Mubarak, S.E. l'Imam della Moschea di Al-Azhar
Sheikh Mohamed Sayed Tantawi, dal Vescovo Moussa, Vescovo in rappresentanza
di Papa Shenouda III Patriarca della Chiesa Copta. Alla conferenza hanno
partecipato i rappresentanti dei governi e delle ONG dei 28 paesi Afro-Arabi
affetti dalla pratica delle MGF.
- Dicembre 2001 Promotrice della campagna
internazionale per l'inclusione delle donne nel Governo ad interim
dell'Afghanistan.
Riconoscimenti
- Insignita della "Gran Cruz de la Orden de Mayo"
(1995) dal Presidente argentino
- Nominata "Personalità Europea dell'Anno" (1996)
dal settimanale cattolico "La vie"
- Nominata "Comunicatore Europeo dell'Anno" (1997)
dal settimanale inglese "PR Week"
- Insignita del "Premio Principe de Asturias"
(1998) per la cooperazione internazionale da S.A.R. il Principe
Filippo di Spagna
- Insignita dell'onorificenza del "Ordine del
Principe Branimir" (2002) dal Presidente della Repubblica di Croazia
"per il suo contributo all'indipendenza della Croazia e alla promozione
della democrazia"
- Insignita del "Gonfalone d'Argento" (2002)
dalla Regione Toscana per la sua attività a favore dei Diritti Umani,
in particolare contro la pena di morte.
- Insignita del "Premio Presidente della Repubblica"
(2003) per il suo impegno nella promozione dei diritti umani e civili
nel mondo
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