Urbano Rattazzi
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| Urbano Rattazzi | |
|---|---|
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| Presidente del Consiglio dei ministri del Regno d'Italia | |
| Durata mandato | 3 marzo 1862 – 8 dicembre 1862 |
| Capo di Stato | Vittorio Emanuele II |
| Predecessore | Bettino Ricasoli |
| Successore | Luigi Carlo Farini |
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| Durata mandato | 10 aprile 1867 – 27 ottobre 1867 |
| Predecessore | Bettino Ricasoli |
| Successore | Luigi Federico Menabrea |
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| Dati generali | |
| Partito politico | Sinistra storica |
| Urbano Rattazzi | |
|---|---|
| Parlamento del Regno d'Italia Camera del Regno d'Italia |
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| Luogo nascita | Alessandria |
| Data nascita | 29 giugno 1810 |
| Luogo morte | Frosinone |
| Data morte | 5 giugno 1873 |
| Titolo di studio | Laurea in Giurisprudenza |
| Professione | Avvocato |
| Legislatura | VIII, IX, X, XI |
| Gruppo | Sinistra storica |
| Collegio | Alessandria (dalla VIII alla XI Legislatura), Tortona (IX Legislatura) |
| Incarichi parlamentari | |
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Presidente della Camera dall'11 marzo 1861 al 7 settembre 1865 |
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| Pagina istituzionale | |
| on. Urbano rattazzi | |
|---|---|
| Parlamento del Regno di Sardegna Camera del Regno di Sardegna |
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| Legislatura | I, II, III, IV, V, VI, VII |
| Gruppo | Sinistra storica |
| Collegio | Alessandria I (dalla I alla VII Legislatura), Bioglio (II Legislatura) |
| Incarichi parlamentari | |
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Urbano Rattazzi (Alessandria, 30 giugno 1808 – Frosinone, 5 giugno 1873) è stato un politico italiano.
Indice |
[modifica] Esordi
Originario di Masio (provincia di Alessandria) si laureò in giurisprudenza a Torino e cominciò ad esercitare come avvocato a Casale Monferrato. Poco dopo aver intrapreso la libera professione, si lasciò distrarre dalla passione politica e, nel 1848, fu tra coloro che firmarono una richiesta a Carlo Alberto per maggiori concessioni, simili a quelle adottate per Firenze e Roma.
[modifica] Il parlamento subalpino
Deputato nel primo parlamento subalpino (aprile 1848) nelle file della sinistra storica per il collegio di Alessandria 1, rimase alla camera per 11 legislature.
Fu un politico energico e battagliero e si distinse sostenendo, nel giugno 1848, un progetto favorevole alla convocazione della Costituzione prima dell'unione tra Piemonte e Lombardia.
Venne nominato ministro della Pubblica Istruzione nel Governo Casati (27 luglio-agosto 1848), reggendo per pochi giorni anche il dicastero dell'Industria, dell'Agricoltura e del Commercio (4 agosto); si dimise sostenendo la necessità di una ripresa delle ostilità contro l'Austria. In seguito alla crisi del 1848 e all'avvento al potere nel dicembre di Vincenzo Gioberti, diventò sino al febbraio 1849 ministro di Grazia e Giustizia in quel governo e poi, nel gabinetto Chiodo, ministro dell'Interno.
Spettò a lui informare la Camera della ripresa delle ostilità contro l'Austria, e della sconfitta di Novara.
Caduto, dopo la sconfitta di Novara, il ministero Chiodo, prese le distanze dalla sinistra estrema e formò quel "Centro-sinistro". Fu rieletto il 9 dicembre 1849.
Nel 1852, il centro-sinistra si alleò con il centro-destra del conte di Cavour con la formula del Connubio. Conseguentemente, l'11 maggio 1852 venne eletto Presidente della Camera dei deputati, restando in carica fino all'ottobre 1853.
Rattazzi entrò nel ministero Cavour per assumere, dapprima, il dicastero di Grazia e Giustizia e poi dal maggio 1855 sino al gennaio 1858, quello degli Interni. Per sua iniziativa fu varata la legge sulla soppressione delle corporazioni religiose.
[modifica] L'unità d'Italia
Dimessosi, tornò a ricoprire la presidenza della Camera nel 1859, che lasciò quasi subito per entrare nel governo La Marmora come ministro degli Interni durante un periodo di guerra, grazie quale al governo vengono concessi poteri straordinari. Ne approfittò per ridisegnare i confini amministrativi del Piemonte (annessione della Provincia di Novi e brevemente della ex Provincia di Bobbio, senza il bisogno di passare per la Camera (Regio Decreto 3702 del 23 ottobre 1859, detto Decreto Rattazzi).
Successivamente Rattazzi divenne, il 18 febbraio 1861 primo Presidente della Camera dopo l'Unità d'Italia e, in quella veste diresse la discussione parlamentare sulla proclamazione del Regno d'Italia[1] e poi quella dell'intitolazione degli atti del governo.
[modifica] La questione romana
| Per approfondire, vedi la voce questione romana. |
Il 3 marzo 1862, caduto il ministero Ricàsoli, assunse, con la presidenza del Consiglio, l'interim dell'Interno. Durante gli eventi che precedettero la crisi di Aspromonte, non fu capace di fermare con sufficiente tempismo Giuseppe Garibaldi, fu costretto a ricorrere ad una spedizione militare che dovette affrontarlo in campo aperto all'Aspromonte: travolto dalla crisi, l'8 dicembre 1862 fu sostituito da Luigi Carlo Farini.
Solo cinque anni dopo, tornato al potere il 10 aprile 1867, succedendo di nuovo a Ricasoli (come nel '62), dovette affrontare nuovamente la questione romana: profittando della immensa popolarità derivatagli dalla vittoria di Bezzecca, Garibaldi stava ritentando l’impresa (battaglia di Mentana). Rattazzi questa volta agì preventivamente, facendo arrestare Garibaldi, ma quando il generale sfuggì rocambolescamente da Caprera e sbarcò in Toscana, Rattazzi fu costretto dal Re a rassegnare le dimissioni (27 ottobre 1867), e terminò la sua carriera politica.
Sposò nel 1863, Maria Wyse Bonaparte (1833-1902), al suo secondo matrimonio, figlia del diplomatico inglese Thomas Wyse e di Maria Letizia Bonaparte, nipote di Napoleone.
[modifica] Note
[modifica] Altri progetti
Commons contiene file multimediali su Urbano Rattazzi
[modifica] Bibliografia
- Francesco Cacciabue, Bartolo Gariglio, Gustavo Mola di Nomaglio, Roberto Sandri Giachino, Sandro Gastaldi, L'alto di Masio atleta - Studi su Urbano Rattazzi (1808-1873), la sua famiglia, il suo paese. Masio, 2008.
[modifica] Voci correlate
[modifica] Onorificenze
| Cavaliere dell'Ordine Supremo della Santissima Annunziata | |
| — 1867 |
| Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro | |
| — 1867 |
| Presidenti della Camera dei deputati | |
|---|---|
| Regno d'Italia | Rattazzi (1861-1862) · Tecchio (1862-1863) · Cassinis (1863-1865) · Mari (1865-1867) · Lanza (1867-1868) · Mari (1868-1869) · Lanza (1869-1869) · Biancheri (1870-1876) · Crispi (1876-1877) · Cairoli (1878-1878) · Farini (1878-1880) · Coppino (1880-1880) · Farini (1880-1884) · Coppino (1884-1884) · Biancheri (1884-1892) · Zanardelli (1892-1894) · Biancheri (1894-1895) · Villa (1895-1897) · Zanardelli (1897-1897) · Biancheri (1898-1898) · Zanardelli (1898-1899) · Chinaglia (1899-1899) · Colombo (1899-1900) · Gallo (1900-1900) · Villa (1900-1902) · Biancheri (1902-1904) · Marcora (1904-1906) · Biancheri (1906-1907) · Marcora (1907-1919) · Orlando (1919-1920) · De Nicola (1920-1924) · Rocco (1924-1925) · Casertano (1925-1929) · Giuriati (1929-1934) · Ciano (1934-1939) · Grandi (1939-1943) · Vittorio Emanuele Orlando (1943-1945) |
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| Predecessore | Ministro degli Esteri del Regno d'Italia | Successore | |
|---|---|---|---|
| Bettino Ricasoli | 4 marzo 1862 - 31 marzo 1862 | Giacomo Durando |
| Predecessore | Ministro dell'Interno del Regno d'Italia | Successore | |
|---|---|---|---|
| Bettino Ricasoli | 3 marzo 1862 - 8 dicembre 1862 | Ubaldino Peruzzi | I |
| Bettino Ricasoli | 10 aprile 1867 - 27 ottobre 1867 | Filippo Antonio Gualterio | II |
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