Unione Sovietica
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| Questa voce è parte della serie Storia della Russia |
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L'Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche (URSS) (in russo: Союз Советских Социалистических Республик - CCCP[?] ascolta[?·info], [sʌjus sʌ'vʲɛtskɪx səʦɪəlɪ'stiʧɪskɪx rʲɪ'spublɪk], Sojuz Sovetskich Socialističeskich Respublik - SSSR, nelle altre lingue parlate nelle repubbliche sovietiche, si veda Nomi ufficiali dell'Unione Sovietica), anche nota come Unione Sovietica (in russo: Сов́етский Со́юз[?], [sʌ'vʲɛtskɪj sʌjus], Sovetskij Sojuz), fu uno stato federale comunista dell'Eurasia nordorientale. Sorse il 30 dicembre 1922 sulle ceneri del vecchio Impero zarista, e si sciolse ufficialmente il 26 dicembre 1991.
La lista delle repubbliche costituenti la federazione subì nel corso del tempo numerose variazioni. Negli anni precedenti il suo scioglimento ne facevano parte 15 Repubbliche Socialiste Sovietiche (RSS).
La più grande per superficie, economia e popolazione e la più importante sul piano politico era la Repubblica Socialista Sovietica Russa, l'odierna Russia. Anche il territorio dell'Unione Sovietica subì vari mutamenti, e nel periodo più recente corrispondeva approssimativamente a quello del tardo Impero Russo, senza tuttavia Polonia, Finlandia e con l'occupazione di Estonia, Lettonia e Lituania. L'organizzazione politica del paese prevedeva un solo partito politico ufficialmente riconosciuto, il Partito Comunista dell'Unione Sovietica (PCUS), guidato da un segretario generale e dal Politburo.
Indice |
[modifica] Storia
| Per approfondire, vedi le voci Storia dell'Unione Sovietica e Costituzione dell'Unione Sovietica. |
La Russia era uno dei pochi paesi europei a non avere vissuto nel corso del XIX secolo una trasformazione politica, oltre che economica e sociale, in senso democratico.
Le tensioni tra le esigenze di cambiamento espresse da una parte della popolazione e un modello politico statico, basato su una monarchia autocratica, furono all'origine di tre rivoluzioni. La prima, senza esito, ebbe luogo nel 1905, successiva alla sconfitta nella guerra contro il Giappone. La seconda e la terza avvennero invece nel 1917, rispettivamente a marzo (febbraio secondo il calendario giuliano, seguito dalla Chiesa ortodossa russa e, ai tempi, in vigore in Russia) e novembre (ottobre), innescate da gravi problemi politico-sociali, da un diffuso malcontento nei confronti della monarchia e dalla tremenda crisi sofferta dall'Impero russo durante la prima guerra mondiale.
[modifica] La rivoluzione di febbraio
| Per approfondire, vedi la voce Rivoluzione di febbraio. |
Nel febbraio 1917 Pietrogrado insorse contro il regime zarista e venne costituita la Duma (un governo provvisorio multipartitico), presieduta dal principe L'vov, che rimase in carica solo alcuni mesi. Fu la Rivoluzione di Febbraio. Il 15 marzo lo Zar Nicola II fu costretto ad abdicare.
Il 7 maggio durante la VII conferenza panrussa del Partito Operaio Socialdemocratico Russo, la componente bolscevica propose di trasferire tutto il potere ai soviet degli operai, dei soldati e dei contadini che nel frattempo si andavano formando in tutto il paese. Si formò poi un nuovo governo guidato da Kerenskij, mentre fallì il tentativo controrivoluzionario del generale Kornilov.
[modifica] La rivoluzione d'ottobre
| Per approfondire, vedi la voce Rivoluzione d'ottobre. |
La terza rivoluzione, iniziata con la presa del Palazzo d'Inverno il 7 novembre 1917, ebbe successo e passò alla storia sotto il nome di Rivoluzione Russa o, più precisamente, di Rivoluzione d'ottobre. Venne formato un governo rivoluzionario, il Consiglio dei commissari del popolo, presieduto da Lenin.
Il 18 gennaio 1918 venne sciolta l'assemblea costituente e il 3 marzo venne firmata la pace di Brest-Litovsk, che portava il paese fuori dalla prima guerra mondiale. La decisione di firmare la pace provocò tensioni all'interno del Partito Operaio che si trasformò in Partito Comunista Russo e provocò altresì le dimissioni dei commissari non bolscevichi.
Sempre nel 1918 nacque l'Armata rossa, che sostituì il vecchio e disgregato esercito. La reazione delle forze escluse dal potere e delle potenze straniere non si fece attendere. Nella primavera del 1918 gli inglesi occuparono i porti di Murmansk e Arcangelo, mentre i giapponesi si impadronirono del porto di Vladivostok. In seguito intervennero anche Francia e Stati Uniti. In Ucraina, Finlandia, Estonia, Lettonia e Lituania si instaurarono regimi nazionalistici con l'aiuto tedesco, mentre in Russia nacquero ben 18 governi opposti al governo sovietico. La guerra civile, che durò dal 1918 al 1921, vide l'Armata rossa, guidata da Trockij, combattere in particolare contro gli eserciti dell'Armata bianca, guidati dall'ammiraglio Kolčak in Siberia e del generale Denikin nella Russia meridionale.
A partire dal 1919 l'Armata rossa riuscì a prevalere, conquistando la Crimea alla fine del 1920 e nel 1921 il Caucaso settentrionale, la Georgia, l'Armenia e l'Azerbaijan. La guerra civile durò però fino al 1923 con la sconfitta degli ultimi eserciti contadini, detti "verdi". Mentre dovette soccombere in Estonia, Lettonia e Lituania che diventeranno stati indipendenti, anche se poi verranno occupati e forzatamente annessi all'Urss, dalla fine della seconda guerra mondiale al 1991
[modifica] Dalla fondazione alla morte di Stalin
| Per approfondire, vedi la voce Storia dell'Unione Sovietica (1922-1953). |
La guerra finì con la vittoria dell'Armata Rossa e la fondazione dell'Unione Sovietica, il primo stato socialista del mondo, il 30 dicembre 1922, sotto la guida di Lenin. L'Unione Sovietica succedette all'Impero Russo, ma la sua estensione fu inferiore a causa dell'indipendenza di Polonia, Finlandia e degli stati baltici: Estonia, Lettonia e Lituania. Lenin mise in atto una politica per la quale a queste cinque ex-Gubernija dell'Impero russo(province dell'Impero Russo), i cosiddetti Governatorati baltici, venne garantita l'indipendenza, mentre a molte altre entità venne concessa un'ampia autonomia.
Dopo la morte di Lenin, nel 1924, ci fu una lotta per la conquista del potere all'interno della leadership del partito tra chi sosteneva la necessità di un allargamento della rivoluzione ad altri paesi (Germania, (soprattutto) e chi teorizzava la possibilità e la necessità (dai primi ritenuta incoerente con il principio marxista dell'internazionalismo) del "socialismo in un solo paese". Il segretario del Partito Iosif Vissarionovič Džugašvili, detto Stalin, fautore del socialismo nazionale, emerse come nuovo capo contrapponendosi a Lev Trockij, leader dell'Opposizione di sinistra.
Stalin avviò un programma di rapida industrializzazione e di riforme agricole forzate, utilizzando lo stato come leva dell'accumulazione capitalistica russa, mantenendo un'impalcatura ideologica socialista. Per fare ciò ampliò drasticamente la portata della polizia segreta di stato (prima NKVD, poi GPU, e infine KGB), e fece sì che, durante il suo governo, decine di milioni di persone che non appoggiavano la sua politica, venissero uccise o mandate nei Gulag. Particolarmente famoso è il periodo 1936-1939, conosciuto come periodo delle Grandi purghe.
Tra il 1938 e il 1940 l'Unione Sovietica, dopo aver firmato il patto segreto Molotov-Ribbentrop con la Germania nazista, aggredì, invase e occupò le repubbliche baltiche di Estonia, Lettonia, Lituania, e alcuni territori di Finlandia, Polonia, Romania, e Mongolia. Sotto Stalin, l'Unione Sovietica uscì dalla seconda guerra mondiale (conosciuta in Unione Sovietica come la grande guerra patriottica) come una delle principali potenze mondiali, con un territorio che inglobava gli Stati baltici e una porzione significativa della Polonia ante-guerra, unitamente ad una sostanziale sfera d'influenza nell'Europa orientale (vedi Impero Sovietico). Il confronto politico tra l'Unione Sovietica e gli Stati Uniti persistette per molti anni e viene denominato con il termine di guerra fredda.
[modifica] Da Chruščёv a Brežnev
| Per approfondire, vedi la voce Storia dell'Unione Sovietica (1953-1985). |
Dopo la morte di Stalin si scatenò una nuova lotta per il potere, della quale Nikita Chruščёv risultò vincitore.
Uno dei momenti peggiori nelle relazioni USA-URSS fu la crisi dei missili di Cuba, quando Khruščёv iniziò ad installare missili nucleari a medio raggio sull'isola di Cuba, in cui era da poco stato instaurato un regime socialista simile a quello sovietico.
Khruščёv, che per tutto il suo periodo al potere oscillò tra i poli opposti di una radicale destalinizzazione (conosciuta come distensione) e di una difesa del vecchio ordine (come nel caso dell'invasione dell'Ungheria nel 1956), fu rimosso nel 1964 da un blitz interno al partito, guidato da Leonid Brežnev, che prese il potere e governò fino alla morte nel 1982. Questo evento inaugurò quella che sarebbe stata conosciuta negli anni seguenti come "epoca della stagnazione".
[modifica] Perestrojka e glasnost'
| Per approfondire, vedi le voci Storia dell'Unione Sovietica (1985-1991), Perestrojka e Glasnost'. |
Subito dopo il breve interregno di Konstantin Ustinovič Černenko - esponente della vecchia guardia del Partito ed ex braccio destro di Breznev - il nuovo presidente Michail Gorbačëv, negli anni ottanta, riformò drasticamente la natura oppressiva del governo sovietico con il suo programma di aperture detto glasnost, grazie al quale ad esempio la popolazione non veniva più imprigionata per aver esercitato diritto di parola contro la politica statale. Le sue riforme economiche, dette perestrojka (ristrutturazione), significarono la fine dell'espansionismo russo; l'esercito russo si ritirò dall'Afghanistan, negoziò con gli Stati Uniti una riduzione degli armamenti, e il governo russo cessò di interferire negli affari degli altri Paesi est-europei, i cui regimi comunisti furono rimpiazzati, tra la fine del 1989 e la prima metà del 1990, da governi democratici. I Paesi baltici: Estonia, Lettonia e Lituania inglobati forzatamente nel dopoguerra e ancora occupati dai sovietici, poterono esprimere apertamente il loro dissenso all'annessione. Anche la Germania Est, dopo la caduta del Muro di Berlino, si staccò dall'influenza sovietica e dai suoi vecchi accordi (Comecon, Patto di Varsavia), e nel 1990 confluì nella Repubblica Federale.
Il 1º luglio 1991 venne sciolto ufficialmente il Patto di Varsavia.
[modifica] Dissoluzione dell'Unione Sovietica
| Per approfondire, vedi le voci Putsch di Mosca e Dissoluzione dell'Unione Sovietica . |
Nell'agosto 1991 (fra il 19 e il 21), l'Unione Sovietica si dissolse dopo un fallito colpo di stato, tentato da alcuni elementi dei vertici militari e dello Stato (Janaev, Jazov e altri), che osteggiavano la direzione verso cui Gorbačëv stava guidando la nazione e il nuovo patto federativo delle repubbliche sovietiche che doveva essere siglato dopo poche settimane. Forze politiche liberali e democratiche guidate da Boris Eltsin usarono il colpo di stato per mettere in un angolo Gorbačëv (che era formalmente impegnato contro gli ideali dello stalinismo), bandendo il Partito Comunista e spezzando l'Unione. L'8 dicembre 1991 i presidenti di Russia, Ucraina e Bielorussia firmarono a Belavezha il trattato che sanciva la dissoluzione dello Stato sovietico.
In seguito l'Unione Sovietica venne sciolta formalmente dal Soviet Supremo, il 26 dicembre 1991. Il giorno prima Gorbačëv aveva rassegnato le proprie dimissioni da presidente dell'URSS.
Già in precedenza, prima l'11 marzo 1990 la Lituania, e poi nel corso del 1991, furono prima le repubbliche baltiche poi le altre repubbliche a dichiarare la propria indipendenza:
- 9 aprile - Georgia
- 20 agosto - Estonia
- 21 agosto - Lettonia
- 24 agosto - Russia e Ucraina
- 25 agosto - Bielorussia
- 27 agosto - Moldavia
- 30 agosto - Azerbaijan
- 1 settembre - Uzbekistan
- 21 settembre - Armenia
L'eredità politica e militare dell'Unione Sovietica fu raccolta dalla Russia, tanto da subentrarle già nel 1991 nelle Nazioni Unite e nel suo Consiglio di Sicurezza come membro permanente.
[modifica] Politica
Dopo la rivoluzione il Partito Comunista dell'Unione Sovietica (PCUS) mise fuori legge tutti gli altri partiti politici. Il governo della nazione doveva, in teoria, essere portato avanti da soviet locali e regionali eletti democraticamente. In pratica, invece, ogni livello di governo era controllato da un corrispondente gruppo del Partito (vedi centralismo democratico). Il più alto organo legislativo era il Soviet supremo. Il più alto organo esecutivo era il Politburo. (Ulteriori informazioni sulle organizzazioni politiche dell'URSS si possono trovare nell'articolo: Partito Comunista dell'Unione Sovietica).
Il capo del Partito Comunista era il Segretario Generale del PCUS (dal 1953 al 1966 il capo fu il Primo Segretario, il quale a partire da Stalin divenne l'effettivo capo dell'Unione Sovietica nonostante l'esistenza del Presidente del Consiglio dei Commissari del Popolo (poi Presidente del Consiglio dei ministri), carica che poteva talvolta ricoprire così come quella di Presidente dell'Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche.
[modifica] Capi di governo e di Stato dell'Unione Sovietica
| Per approfondire, vedi la voce capi di governo e di Stato dell'Unione Sovietica. |
In ordine cronologico, i leader dell'Unione Sovietica furono:
- Vladimir Il'ic Uljanov "Lenin" (1917-1924)
- Josif Vissarionovic Dzhugashvili "Stalin" (1924-1953)
- Georgij Maksimilianovič Malenkov (marzo 1953 - febbraio 1955)
- Nikolaj Aleksandrovič Bulganin (febbraio 1955 - marzo 1958)
- Nikita Sergeevič Chruščëv (marzo 1958-ottobre 1964)
- Leonid Il'ič Brežnev (1964-1982)
- Jurij Vladimirovič Andropov (1982-1984)
- Konstantin Ustinovič Černenko (1984-1985)
- Mikhail Sergeevič Gorbačëv (1985-1991)
[modifica] Repubbliche
| Per approfondire, vedi la voce repubbliche dell'Unione Sovietica. |
Nei decenni finali della sua esistenza l'Unione Sovietica era costituita da 15 Repubbliche Socialiste Sovietiche (RSS).
La tabella contiene l'evoluzione delle repubbliche sovietiche, gli stati attuali e l'anno della loro adesione ad organismi sovranazionali.
| Stato attuale | EURASEC | GUUAM | OSC | |||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
RSS Russa |
1922–56 | RSS Russa |
1956–91 | Russia |
1991 | – | – | 2002 | – | 1996 |
RSS Carelo-Finlandese |
1940–56 | |||||||||
RSS Bielorussa |
1922–91 | Bielorussia |
1991 | – | – | 2002 | – | – | ||
RSS Estone |
1940-41/1944–91 per occupazione | Estonia |
– | 2004 | 2004 | – | – | – | ||
RSS Lettone |
1940-41/1944–91 per occupazione | Lettonia |
– | 2004 | 2004 | – | – | – | ||
RSS Lituana |
1940-41/1944–91 per occupazione | Lituania |
– | 2004 | 2004 | – | – | – | ||
RSS Moldava |
1940–91 | Moldavia |
1991 | – | – | Oss. | 1997 | – | ||
RSS Ucraina |
1922–91 | Ucraina |
1991 | – | – | Oss. | 1997 | – | ||
RSS Transcaucasica 1922–36 |
RSS Armena |
1936–91 | Armenia |
1991 | – | – | Oss. | – | – | |
RSS Azera |
1936-91 | Azerbaijan |
1991 | – | – | – | 1997 | – | ||
RSS Georgiana |
1936–91 | Georgia |
1993-08 | – | – | – | 1997 | – | ||
RSS Kazaka |
1936–91 | Kazakistan |
1991 | – | – | 2002 | – | 1996 | ||
RSS Kirghiza |
1936–91 | Kirghisistan |
1991 | – | – | 2002 | – | 1996 | ||
RSS Tagica |
1929–91 | Tagikistan |
1991 | – | – | 2002 | – | 1996 | ||
RSS Turkmena |
1925–91 | Turkmenistan |
1991-05 | – | – | – | – | – | ||
RSS Uzbeca |
1925–91 | Uzbekistan |
1991 | – | – | – | 1999–05 | 2001 | ||
[modifica] Geografia
L'Unione Sovietica copriva l'area delle 15 nazioni menzionate nella sezione precedente, per una superficie totale di 22 402 200 chilometri quadrati (in totale circa un sesto delle terre emerse del pianeta), e si estendeva su undici fusi orari. I paesi baltici erano stati occupati e annessi forzatamente, nel 1940. Il territorio sovietico era esteso 5.571.000 km² in Europa e 16.831.000 km² in Asia. L'U.R.S.S. era composta da 15 repubbliche. L'Unione Sovietica, con oltre 271 milioni di abitanti, era un mosaico di popoli di oltre cento diverse nazionalità differenti tra loro per origine, storia, cultura, tradizioni, e caratteristiche fisiche. Fra i tanti gruppi etnici, appartenenti alla razza dei bianchi e dei mongolidi, predominava quello degli slavi, che raggruppava più del 75 per cento della popolazione.
[modifica] Economia
| Per approfondire, vedi la voce Economia dell'Unione Sovietica. |
L'Unione Sovietica fu la prima nazione a basare la sua economia sui principi del comunismo, in cui lo stato possedeva tutti i mezzi di produzione e l'agricoltura era collettivizzata.
Dai primi articoli della costituzione si ha un'idea precisa di come funzionava il sistema economico in Unione Sovietica:
| « ARTICOLO 4 - La base economica dell'U.R.S.S. è costituita dal comunismo allo stadio primario e dalla proprietà socialista degli strumenti e mezzi di produzione, affermatisi in seguito alla liquidazione del sistema capitalista, all'abolizione della proprietà privata dei mezzi di produzione e scambio ed all'eliminazione dello sfruttamento dell'uomo da parte dell'uomo.
ARTICOLO 5 - La proprietà socialista nell'U.R.S.S. ha la forma di proprietà di Stato oppure la forma di proprietà cooperativa. ARTICOLO 6 - La terra, il sottosuolo, le acque, i boschi, le officine, le fabbriche, le miniere, le cave, i trasporti ferroviari, acquei ed aerei, le banche, i mezzi di comunicazione, le grandi aziende agricole organizzate dallo Stato e così pure le aziende comunali e la parte fondamentale del patrimonio edilizio nelle città e nei centri industriali, sono proprietà dello Stato sovietico. ARTICOLO 7 - Le aziende sociali dei colcos e delle organizzazioni cooperative, con le loro scorte vive e morte, la produzione fornita dai colcos e dalle organizzazioni cooperative, come pure i loro immobili sociali, sono proprietà socialista, dei colcos e delle organizzazioni cooperative. In conformità con lo statuto dell'artel agricolo, ogni famiglia appartenente a un colcos, oltre al provento fondamentale dell'economia collettiva del colcos, ha in godimento personale un piccolo appezzamento di terreno attinente alla casa, e ha in proprietà personale l'impresa ausiliaria impiantata su tale appezzamento, la casa d'abitazione, bestiame produttivo, animali da cortile e l'attrezzamento agricolo minuto. ARTICOLO 8 - La terra occupata dai colcos viene loro attribuita in godimento gratuito e per una durata illimitata, cioè in perpetuo. ARTICOLO 9 - Accanto al sistema socialista dell'economia, che è la forma economica dominante nell'U.R.S.S., è ammessa dalla legge la piccola azienda privata dei contadini non associati e degli artigiani, fondata sul lavoro personale, escludente lo sfruttamento del lavoro altrui. ARTICOLO 10 - Il diritto di proprietà personale dei cittadini sui proventi del loro lavoro e sui loro risparmi, sulla casa di abitazione e sull'impresa domestica ausiliaria, sugli oggetti dell'economia domestica e di uso quotidiano, sugli oggetti di consumo e di comodo personale, come pure il diritto di eredità della proprietà personale dei cittadini - sono tutelati dalla legge. ARTICOLO 11 - La vita economica dell'U.R.S.S. viene determinata e diretta da un piano statale dell'economia nazionale, allo scopo di aumentare la ricchezza sociale, di elevare costantemente il livello di vita materiale e culturale dei lavoratori, di consolidare l'indipendenza dell'U.R.S.S. e di rafforzare la sua capacità di difesa. » |
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(dalla Costituzione dell'URSS)
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[modifica] Demografia
| Per approfondire, vedi la voce demografia dell'Unione Sovietica. |
L'Unione Sovietica fu una delle nazioni più diversificate del mondo, dal punto di vista etnico, con oltre 100 distinte etnie nazionali che vivevano all'interno dei suoi confini. La popolazione totale venne stimata a 293 milioni nel 1991. L'Unione Sovietica era talmente estesa che anche dopo che tutte le sue repubbliche ottennero l'indipendenza, la Russia rimase la più grande nazione per superficie, ed è ancora abbastanza differenziata dal punto di vista etnico, comprendendo ad esempio minoranze di Tatari, Udmurti, e molte altre etnie non russe.
[modifica] Religione
| Per approfondire, vedi la voce religione in Unione Sovietica. |
La separazione tra Stato e Chiesa venne decisa in URSS il 23 gennaio 1918 dai soviet. Lo Stato divenne ufficialmente ateo (vedi ateismo di Stato) e di conseguenza per esso era come se gli ecclesiastici e la religione non esistessero: la religiosità venne ridotta a semplice scelta privata e la chiesa ortodossa costretta a rinunciare a tutti i privilegi come l'esenzione dalle tasse e dal servizio militare ecc. Con la Costituzione sovietica del 1918 venne permesso di svolgere "propaganda religiosa e non-religiosa", ma solo quest'ultima veniva finanziata dallo Stato.
Coloro i quali non svolgevano lavori socialmente utili (ecclesiastici, privati, ecc.) venivano esclusi dal voto e non pagati. Quindi questi ultimi una volta esaurite le risorse di cui erano dotati, dovettero svolgere un altro lavoro per sostentarsi. Venne introdotta infine l'obbligatorietà del matrimonio civile, vennero distrutte le chiese che occupavano suolo pubblico e lasciate solo quelle che sorgevano in desolate campagne, vennero inoltre abolite tutte le feste religiose come ad esempio il Natale.
Con Stalin il processo di laicizzazione dello Stato fu completato. Le costituzioni del 1924 e del 1936 non affermarono più la libertà di propaganda religiosa e antireligiosa, ma solo la libertà di culto in privato. Inoltre Stalin stabilì che il condividere superstizioni religiose (ovvero fare processioni, credere ai miracoli, ecc....) era punito con la prigione, o con la deportazione nei gulag (nel caso di reiterazione), o con la fucilazione se nei gulag il prigioniero opponeva resistenza (quest'ultima regola valida per tutti i deportati). Infine solo in alcune località remote venne concesso di svolgere cerimonie religiose. Ne derivò che delle 54.000 chiese presenti nel territorio dell'URSS nel 1917, nel 1939 ne rimanevano 700. Durante la seconda guerra mondiale Stalin diede una tregua alla campagna antireligiosa e chiese al patriarca Sergio I di Mosca (in seguito ad un incontro avvenuto tra i due) di supportare moralmente i soldati al fronte contro i nazisti. Nello stesso periodo Sergio I rientrò a Mosca e morì nel 1944.
Con Nikita Khruščёv riprendono le misure più restrittive verso la Chiesa, e si riprende l'ateismo di Stato dopo la tregua iniziata nel 1943 e durata sino al 1954. Soltanto negli anni '80 vi fu una tregua nella lotta antireligiosa. La situazione perdurò fino al 1990, ovvero fino a quando Gorbačëv permise la libera propaganda religiosa. Il governo sovietico non fece mai delle ricerche sulla percentuale di popolazione religiosa presente sul territorio.
[modifica] Cultura
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[modifica] Scienza e tecnologia
L'Unione Sovietica possedeva un ben organizzato sistema educativo. Molti furono gli scienziati formatisi negli istituti universitari statali, e 16 cittadini sovietici furono nel corso degli anni insigniti del Premio Nobel.
Nel 1957 l'Unione Sovietica realizzò e mise in orbita il primo satellite artificiale nella storia dell'umanità: lo Sputnik 1.
Nel 1961 il sovietico Jurij Gagarin fu il primo uomo nello spazio. L'Unione Sovietica vantava anche un moderno esercito, anche se spesso carente di fondi. Le unità antiaeree e corazzate probabilmente erano tecnologicamente superiori a quelle statunitensi nella seconda metà della guerra fredda. Negli anni 80' l'Unione Sovietica mise in orbita la prima vera e propria stazione spaziale a lunga durata: la MIR, che in russo significa sia mondo che pace.
La MIR era stata progettata per durare massimo 5 anni, ma nonostante i carenti fondi e le mille difficoltà la MIR rimase in orbita per ben 15 anni. Gli ICBM sovietici (come quelli russi oggi) erano i più potenti e potevano coprire distanze maggiori di qualsiasi altro missile.
L'Unione Sovietica fu a lungo all'avanguardia anche nello sfruttamento civile dell'energia nucleare e varò nel 1957 la prima nave di superficie a propulsione atomica, il rompighiaccio Lenin. Come in altri campi della scienza e della tecnologia anche in quello nucleare il declino economico dell'URSS provocò ritardi e malfunzionamenti che culminarono, almeno a livello mediatico, nel disastro di Černobyl' del 1986.
[modifica] Festività
| Data | Nome italiano | Nome locale | Note |
|---|---|---|---|
| 1º gennaio | Capodanno | Новый Год | |
| 23 febbraio | Giorno dell'esercito sovietico | День Советской Армии и Военно-Морского Флота | Rivoluzione di febbraio 1917, costituzione dell'Armata Rossa, 1918 |
| 8 marzo | Giornata Internazionale della Donna | Международный Женский День | |
| 12 aprile | Giorno del primo volo nello spazio | День Космонавтики | Il giorno in cui Jurij Gagarin fece il primo volo nello spazio. |
| 1 maggio | Festa del lavoro | Первое Мая - День Солидарности Трудящихся | |
| 9 maggio | Giorno della vittoria | День Победы | Capitolazione della Germania Nazista, 1945 |
| 7 ottobre | Giorno della Costituzione dell'URSS | День Конституции СССР | Proclamazione della nuova Costituzione sovietica nel 1977 |
| 7 novembre - 8 novembre | Grande Rivoluzione Socialista di ottobre | Седьмое Ноября | La Rivoluzione d'Ottobre 1917; viene attualmente chiamata День Примирения (Giorno della Riconciliazione) |
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
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| Europa orientale comunista | |
|---|---|
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| Comunità degli Stati Indipendenti (CSI) | ||
|---|---|---|
| Nazioni slavofone | |
|---|---|
| Slave occidentali | |
| Slave orientali | |
| Slave meridionali | |
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2012-05-25 10:49:31 Lo Spread dei diritti. Quale governance democratica in Italia e in Europa? 










