Unione per il Mediterraneo

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Unione per il Mediterraneo
EU27-2008-Union for the Mediterranean.svg
Paesi membri
Sede istituzionale Barcellona
Presidenti dell'Unione per il Mediterraneo (2008-2010) Nicolas Sarkozy (Francia), Hosni Mubarak (Egitto)
Segretario Generale dell'Unione per il Mediterraneo da nominare
Superficie 29.757.900 km² (1º*)
Popolazione (2005)
 - Densità
771.503.274 (177º*)
66,6 ab./km²
Fusi orari UTC da -1 a +2
Inno non istituito
PIL totale (2003)
 - Pro capite
1.515? miliardi $ (16º nel mondo)
1.896? $ per ab.
Fondazione
 - del Processo di Barcellona
 - dell'Unione
 
28 novembre 1995
14 luglio 2008
Sito ufficiale non istituito
* se considerata come un unico paese

L'Unione per il Mediterraneo (in francese Union pour la Méditerranée, in arabo الاتحاد من أجل المتوسط) è un organismo internazionale che intende avvicinare i rapporti fra l'Unione europea e le nazioni che si affacciano sul mar Mediterraneo.

È stata istituita a Parigi il 13 luglio 2008 su proposta del presidente francese Nicolas Sarkozy. L'Unione costituisce un tentativo di rilancio del Processo di Barcellona, che dal 1995 ha intenzione di avvicinare l'UE alle nazioni mediorientali e africane.

Indice

[modifica] Storia

Dopo varie esperienze di collaborazione tra le Comunità europee e gli stati del Mediterraneo meridionale, i primi obiettivi di cooperazione euro-mediterranea su base regionale furono specificati il 27 ed il 28 novembre del 1995, quando i quindici paesi membri dell'Unione Europea ed altre nazioni mediterranee presero parte al Processo di Barcellona e crearono il Partenariato Euro-Mediterraneo, con la volontà comune di realizzare un mercato di libero scambio.

Il Processo di Barcellona si scontrò tuttavia con i persistenti problemi legati alla pace in Medio Oriente e al conflitto israelo-palestinese. Gli attentati dell'11 settembre 2001 e l'inizio della seconda intifada allontanarono sempre più gli obiettivi di Barcellona.

Dopo l'allargamento dell'Unione europea verso est, nel 2004 venne lanciata la Politica europea di vicinato. L'idea di combinare la politica di vicinato con un rilancio di un partenariato regionale venne proposta da Nicolas Sarkozy durante la sua campagna elettorale del 2007. Dopo la sua vittoria, fu proprio la Francia a prendere l'iniziativa. A Roma il 20 dicembre del 2007 José Zapatero, Nicolas Sarkozy e Romano Prodi - rispettivamente primi ministri spagnolo, francese ed italiano - firmarono un accordo che rimetteva in moto il processo di avvicinamento euro-mediterraneo. Il 13 marzo 2008 il Consiglio Europeo approvò ufficialmente il progetto, e cominciarono i lavori preliminari.

Dal luglio 2008 la presidenza di turno del Consiglio europeo e del Consiglio dell'Unione Europea spettava alla Francia, che organizzò un vertice a Parigi il 13 ed il 14 luglio, istituendo così la nascita dell'Unione. Il vertice vide la partecipazione dei primi ministri e dei presidenti delle quarantatré nazioni aderenti, ad eccezione del presidente libico Gheddafi che espresse notevoli critiche al progetto e preferì indicare la Libia come membro osservatore. Precedentemente all'incontro anche l'Algeria aveva mostrato alcune riluttanze alla partecipazione, temendo che la divisione degli incarichi l'avrebbe esclusa dai ruoli principali (secondo alcuni quotidiani il segretariato generale sarebbe stato affidato al Marocco e alla Tunisia la sede[senza fonte]).

[modifica] Partecipanti

Al momento l'Unione tiene un summit biennale che prevede la riunione dei primi ministri delle nazioni aderenti; annualmente invece si tiene un consiglio dei ministri degli esteri delle stesse nazioni. La presidenza è affidata a turno a due nazioni, e le riunioni dei primi ministri si tengono in date alternate all'Unione Europea ed in una delle nazioni aderenti. Inoltre è stato istituito un segretariato generale, con l'incarico di gestire i fondi comuni e di controllare i progetti.

Le nazioni che hanno firmato il documento istitutivo sono quarantatré: i paesi membri dell'Unione Europea e le nazioni che si affacciano sul Mediterraneo, ad eccezione della Libia che ha preferito costitursi come osservatore. Fra i partecipanti che in realtà non si affacciano sul mare Mediterraneo, oltre a molte nazioni dell'Unione Europea, è da menzionare la Mauritania. La Macedonia, già candidata formale all'UE e aderente alla carta del processo di Barcellona, potrebbe accedervi successivamente.

[modifica] Obiettivi

Membri del Processo di Barcellona (in blu l'Unione europea, in ciano i candidati all'UE, in verde i paesi partner, in giallo il paese osservatore).

Riprendendo gli scopi istitutitivi del processo di Barcellona, l'obiettivo dichiarato è la promozione della cooperazione tra le due sponde del mare interno; le sue priorità sarebbero la risoluzione delle problematiche relative all'immigrazione dai paesi meridionali verso quelli settentrionali, la lotta al terrorismo, il conflitto israelo-palestinese, la tutela del patrimonio ecologico mediterraneo. In particolare è stata data priorità a sei iniziative concrete: il disinquinamento del Mediterraneo, la costruzione di autostrade marittime e terrestri per migliorare le fluidità del commercio fra le due sponde, il rafforzamento della protezione civile, la creazione di un piano solare comune, lo sviluppo di un'università euromediterranea (già inaugurata a Portorose, in Slovenia), e un'iniziativa di sostegno alle piccole e medie imprese.

[modifica] Critiche

Alcuni analisti hanno interpretato il progetto come un tentativo di risolvere la questione dell'adesione della Turchia all'Unione Europea, molto osteggiata dal presidente francese[senza fonte]; lo stesso presidente ha però tranquillizzato il governo turco definendo i due progetti differenti e complementari[senza fonte].

[modifica] Presidenza

La presidenza è affidata ai primi ministri di due nazioni membre. Per i primi due anni è stata garantita alle nazioni meridionali la possibilità di elezione di un presidente; l'opzione è cessata nel 2010, in maniera non rinnovabile.

[modifica] Note

  1. ^ Siria: “Via dall’Unione per il Mediterraneo. Ci orienteremo ad est” | Blitz quotidiano

[modifica] Altri progetti

[modifica] Bibliografia

[modifica] Collegamenti esterni