Tropicalizzazione del mar Mediterraneo

modify Updated 08-05-2012, 12:52
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Per tropicalizzazione del mar Mediterraneo si intende il processo di insediamento in Mediterraneo di specie provenienti da aree tropicali o sub-tropicali precedentemente estranee a questo mare.

Parablennius pilicornis o bavosa africana

Indice

[modifica] Cause

Similmente al fenomeno della meridionalizzazione del mar Mediterraneo la causa di questo spostamento/ampliamento di areale è stata attribuita al riscaldamento globale. In effetti si è assistito ad un aumento degli ingressi delle specie tropicali in Mediterraneo negli ultimi anni, parallelamente al progressivo aumento della temperatura globale.

[modifica] Biogeografia

Le specie tropicali penetrate in Mediterraneo appartengono a due classi principali in base alla provenienza: in alcuni casi si tratta di organismi passati attraverso il Canale di Suez, provenienti dal Mar Rosso (in questo caso si parla di migrazione lessepsiana dal nome di Ferdinand de Lesseps, promotore ed esecutore del progetto del Canale di Suez) in altre di specie provenienti dalle coste africane dell'Oceano Atlantico, giunte attraverso lo Stretto di Gibilterra. Esiste anche un forte contingente di specie introdotte nel Mediterraneo, sia volontariamente (ad esempio la vongola Tapes philippinarum) che per caso, soprattutto attraverso le acque di sentina delle navi, che spesso vengono scaricate in mare senza nessuna precauzione.

[modifica] Esempi

Molte specie tropicali di recente ingressione si sono perfettamente ambientate al punto di arrivare a soppiantare le specie autoctone e di essere comunemente pescate e commercializzate. Fra le specie di origine atlantica ricordiamo: la ricciola fasciata (Seriola fasciata) e altre ricciole di origine africana (Seriola rivoliana e Seriola carpenteri), la bavosa africana ed il pesce palla (Sphoeroides pachygaster). Tra i lessepsiani si è assistito tra l'altro ad una rapidissima colonizzazione del bacino orientale da parte della triglia (Upeneus moluccensis), del pesce scoiattolo (Sargocentron rubrum) e a varie specie del genere Siganus. La rapida diffusione dei migranti lessepsiani nell'est Mediterraneo è da attribuirsi alla povertà faunistica dei bacini orientali di questo mare, dovuta a vicissitudini biogeografiche, che ha lasciato numerosissime nicchie ecologiche libere. In effetti solo una minoranza di queste specie si è stabilita anche nel bacino occidentale, popolato da molte più specie di origine atlanto-mediterranea.

Anche i vegetali sono soggetti a questo tipo di espansione di areale, ben due alghe del genere Caulerpa (C.taxifolia e C.racemosa) entrambe di origine tropicale sono state accidentalmente introdotte e si sono diffuse nel Mediterraneo, mettendo a rischio habitat importanti come le praterie di Posidonia oceanica. Perfino un'angiosperma marina (Halophila stipulacea) è da annoverarsi tra i migranti lessepsiani.

Merita infine di essere menzionata la presenza del nudibranco Melibe fimbriata, specie originaria dell'oceano Indiano, segnalata per la prima volta nel Mediterraneo nel 1984 [1].

[modifica] Note

  1. ^ Francesco Turano. Melibe fimbriata - Emigrante lessepsiano in MondoMarino.net

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

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