Secondo triumvirato
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Secondo triumvirato è il nome che gli storici danno all'alleanza stipulata tra Ottaviano Augusto, Marco Antonio e Marco Emilio Lepido.
A differenza del Primo Triumvirato, che era solo un accordo privato, il Secondo Triumvirato fu una organizzazione ufficiale, anche se extra costituzionale, che ricevette l'imperium maius.
Fu costituito per legge nel 43 a.C. 27 novembre la Lex Titia, come Triumviri Rei Publicae Constituendae Consulari Potestate (Triumviri per la Costituzione della Repubblica di Potere Consolare), abbreviato come "III Vir RPC") per la durata di 5 anni. Il patto fu stipulato su un'isoletta del Fiume Reno, presso l'allora colonia romana di Bononia, odierna Bologna. Si formò dopo che Marco Antonio, allo scadere del suo consolato del 44 a.C. (dopo la morte di Giulio Cesare) che aveva ricoperto insieme al collega Publio Cornelio Dolabella, invece di andare a ricoprire il proconsolato in Macedonia, decise di dirigersi verso la Gallia Cisalpina e la Gallia Comata, già destinate al cesaricida Decimo Bruto: inizia la Guerra di Modena. Bruto impedì ad Antonio di partire, quindi quest'ultimo rispose assediando il cesaricida nella città di Modena.
Per evitare problemi ma soprattutto per ostacolare Marco Antonio (che lo infastidiva con il suo approccio "cesariano" alla politica), il senato, utilizzando l'arma del senatus consultus ultimum, diede ai consoli l'imperium del 43 a.C., in più a Caio Ottavio (il pronipote ed erede della fortuna di Cesare), per sbarazzarsi di Antonio. Difatti quest'ultimo, sconfitto, lasciò Modena per dirigersi verso la Gallia Narbonense dall'amico Marco Emilio Lepido, grazie al cui sostegno riuscì infine a sferrare il colpo di grazia e uccidere Decimo Bruto. Nel frattempo, a Roma, non essendo rientrati i due consoli del 43 a.C. Ottavio chiedeva di essere nominato console: negatogli il consenso, Ottavio, marciato su Roma, è eletto console nel 43 a.C. In quest'anno, dopo aver ottenuto di mutare il nome in Caio Giulio Cesare Ottaviano, il console decide di riappacificarsi con i due Lepido ed Antonio con il Triumvirato costituente (cioè per la riorganizzazione dello stato).
Secondo il Triumvirato, ad Antonio sarebbe spettato il proconsolato nella Gallia Cisalpina e Comata, a Lepido la Gallia Narbonense e l'Africa, ad Ottaviano le Spagne, la Sicilia, la Sardegna e la Corsica.
Sconfitti i cesaricidi nel 42 a.C. a Filippi, i Triumviri divisero l'Impero Romano in tre aree di influenza: ad Antonio l'Oriente più le Gallie, a Lepido l'Africa, ad Ottaviano le Spagne, la Sicilia, la Sardegna, la Corsica, più il compito di concedere terre ai veterani che valorosamente avevano servito a Filippi.
Ottaviano, non essendoci più ager publicus da consegnare, quindi costretto ad espropriare, causò la rivolta di Perugia: da questa città difatti partì un'offensiva contro Ottaviano, capeggiata dalla famiglia di Antonio (41-40 a.C.). In risposta Ottaviano prese le Gallie al Triumviro e, per paura che questi si alleasse al nemico dello stato Sesto Pompeo (sopravvissuto alla Battaglia di Munda), decise di sposare una parente di quest'ultimo, Scribonia.
Antonio, che si trovava in Egitto per stipulare accordi di alleanza con Cleopatra (dalla quale ebbe poi due figli), salpò alla volta dell'Italia dove, unitosi agli altri Triumviri, stipulò a Brindisi gli omonimi accordi(40 a.C.), ratificati dal matrimonio fra Marco Antonio e Ottavia, sorella del futuro Augusto. Per gli accordi ad Antonio spettava l'Oriente, a Lepido l'Africa, ad Ottaviano l'Occidente.
Sesto Pompeo, escluso a Brindisi, compì delle scorrerie dalla Sicilia bloccando l'arrivo di rifornimenti a Roma, finché nel 39 a.C. per gli Accordi di Miseno gli furono promesse la Sicilia, la Sardegna a la Corsica, il Peloponneso. Il Peloponneso non gli fu poi concesso, per cui Sesto Pompeo ricominciò con le scorrerie, al che Ottaviano ormai stanco decise (dopo aver ripudiato Scribonia e sposato Drusilla) di riprendersi anche Sardegna e Corsica. Trovando difficoltà nella riconquista della Sicilia, fu costretto a chiedere aiuto ad Antonio: i due si incontrarono a Taranto (37 a.C.). Per questi accordi Antonio avrebbe fornito navi da guerra ed in cambio dal collega avrebbe ricevuto alcune legioni per la guerra contro i Parti (Ottaviano non rispetterà l'accordo).
Ripresa la Sicilia, Lepido, avendola rivendicata per sé, ottenne solo il sollevamento dall'incarico di Triumviro: in questo modo, di fatto il Triumvirato era finito. Ottaviano, celebrato il trionfo delle vittorie a Roma, ottenne la sacrosantitas e l'imperium magnus, cariche su cui iniziò ad impostare il principato.
I problemi fra Marco Antonio e Ottaviano non tardarono a presentarsi: infatti dopo che Antonio ebbe riconosciuto i figli avuti da Cleopatra e dopo aver ripudiato Ottavia, Ottaviano, ottenuta la cancellazione dei poteri di Triumviro del collega-rivale, si apprestò per l'invasione dell'Africa.
Il 2 settembre 31 a.C. le forze navali romane si scontrarono con quelle di Antonio e Cleopatra nella battaglia di Azio. Visto che la battaglia era persa, la regina riparò ad Alessandria con parte della flotta, seguita da Antonio.
Nell'agosto del 30 a.C. Ottaviano invase l'Egitto ed entrò nella capitale. Cleopatra si uccise e Antonio, vedendola morta, si uccise anche lui. Una leggenda dice che Cleopatra si uccise facendosi mordere da un serpente, che voleva dire essere un dio.
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