Robbie McEwen
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| Robbie McEwen | ||
|---|---|---|
| Dati biografici | ||
| Nome | Robbie McEwen | |
| Paese | ||
| Nazionalità | ||
| Passaporto | ||
| Altezza | 171[1] cm | |
| Peso | 68[1] kg | |
| Ciclismo |
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| Dati agonistici | ||
| Specialità | Strada | |
| Categoria | ||
| Record | ||
| Ranking | º | |
| Best ranking | º | |
| Ruolo | ||
| Società | ||
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| Carriera | ||
| Giovanili | ||
| Squadre di club | ||
| 1996-1999 | ||
| 2000 | ||
| 2001 | ||
| 2002-2004 | ||
| 2005-2006 | ||
| 2007 | ||
| 2008 | ||
| 2009-2010 | ||
| 2011 | ||
| 2012- | ||
| Nazionale | ||
| 1996- | ||
| Carriera da allenatore | ||
| Incontri disputati | ||
| Palmarès | ||
| Argento | Zolder 2002 | In linea |
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| Dati agonistici | ||
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| Palmarès | ||
Robbie McEwen (Brisbane, 24 giugno 1972) è un ciclista su strada australiano che corre per la GreenEDGE Cycling Team.
Velocista puro, uno dei migliori negli anni 2000, in carriera ha vinto più di 200 corse, comprese 12 tappe al Tour de France e altrettante al Giro d'Italia;[1] ha partecipato a nove Giri d'Italia, dodici Tour de France e a quattro Vuelta a España, facendo sua per tre volte (2002, 2004 e 2006) la classifica a punti nella corsa francese. È infine stato tre volte campione australiano su strada e ha vinto per cinque volte, di cui quattro consecutive, la Parigi-Bruxelles.
Indice |
[modifica] Carriera
[modifica] I primi anni
Già campione nazionale nella BMX, Robbie McEwen passò al ciclismo su strada nel 1990, all'età di 18 anni, e nel 1992 fu integrato nell'Australian Institute of Sport (AIS) di Canberra dove migliorò sotto la guida dell'allenatore Heiko Salzwedel. Nel 1994 iniziò a partecipare con successo alle corse europee: vinse tre tappe della Corsa della Pace, una tappa al Tour de l'Avenir e terminò il Tour de Rhénanie-Palatinat come migliore sprinter. Nel 1995 vinse tre tappe al Rapport Toer in Sud Africa, una al Regio-Tour e una al Tour de l'Avenir, diventando anche campione australiano su strada.
Nel 1996 firmò il primo contratto da professionista con la Rabobank. Nello stesso anno partecipò con alla prova in linea dei Giochi olimpici di Atlanta, classificandosi ventitreesimo. Duranti i primi anni da prof vinse regolarmente diverse frazioni in corse a tappe di meno di una settimana. Il suo primo successo importante arrivò nel 1999 quando vinse la volata dell'ultima tappa del Tour de France sugli Champs-Élysées.
Dopo due stagioni meno ricche di successi alla Farm Frites (nel 2000 fu diciannovesimo nella prova in linea dei Giochi olimpici di Sydney), passò alla formazione belga Lotto nel 2002.
[modifica] 2002-2008: gli anni alla Lotto
Con la Lotto, diretta da Joseph Braeckevelt, debuttò già nel gennaio 2002 aggiudicandosi il secondo titolo nazionale, ma fu in luglio che conquistò i suoi principali successi, sulle strade del Tour de France: forte di due vittorie di tappa, tra cui ancora la volata finale sugli Champs-Élysées, si aggiudicò la maglia verde, mettendo fine al dominio del velocista tedesco Erik Zabel. Nella stessa stagione vinse anche due semi-classiche belghe, la Parigi-Bruxelles e il Grand Prix de l'Escaut, oltre alla classifica finale dell'Étoile de Bessèges e del Circuit Franco-Belge. Concluse la stagione con la medaglia d'argento ai Campionati del mondo di Zolder, battuto da Mario Cipollini, e con il quarto posto nel ranking mondiale della UCI.
Iniziò il 2003 aggiungendo la Dwars door Vlaanderen, una corsa nelle Fiandre, al suo palmarès. Come nella stagione precedente, vinse due tappe al Giro d'Italia, precedendo in entrambe l'italiano Alessandro Petacchi, vincitore di sei tappe in quella edizione. Al Tour de France battagliò a lungo per la maglia verde con il connazionale Baden Cooke, riuscendo a sfilargli il simbolo al termine della diciottesima tappa salvo poi perderlo sul traguardo degli Champ-Élysées, superato dallo stesso Cooke per due soli punti[2].
Nel 2004 ottenne ventisei vittorie, tra cui due tappe al Tour, in cui si aggiudicò anche, per la seconda volta, la maglia verde. Alla fine della corsa confessò di essersi fratturato due vertebre nelle prime tappe, ma che aveva continuato a correre nonostante i forti dolori alla schiena per arrivare a Parigi. Nel mese seguente prese il via alla prova su strada dei Giochi olimpici di Atene, chiudendo undicesimo. Arrivò ancora primo nella classifica a punti della Grande Boucle nel 2006, quando si aggiudicò tre tappe e concluse la stagione con tredici vittorie.
Iniziò il 2007 con la dodicesima vittoria personale al Tour Down Under (nessuno ha mai vinto tanto nella corsa a tappe australiana). In primavera seguirono una vittoria di tappa alla Tirreno-Adriatico, il quarto posto alla Milano-Sanremo (miglior risultato personale) e i piazzamenti all'Omloop Het Volk, alla Gand-Wevelgem ed al Grote Scheldeprijs. A maggio conseguì invece una vittoria di tappa al Giro di Romandia e al Giro d'Italia, oltre ad altri quattro piazzamenti nei primi dieci. Dopo un successo al Tour de Suisse, partì per il Tour de France; qui cadde nella prima tappa, in Inghilterra, riuscì comunque a vincere quella frazione con arrivo a Canterbury, ma dovette infine ritirarsi, dopo una settimana di corsa, a causa delle contusioni riportate. Nel prosieguo di stagione si aggiudicò una tappa all'Eneco Tour ed il quarto successo alla Parigi-Bruxelles; chiuse con otto successi stagionali all'attivo.
Nel 2008, a digiuno di vittorie fino al Giro di Romandia di inizio maggio, per la prima volta dopo sei anni non riuscì ad ottenere nessun successo di tappa al Giro d'Italia. Si riscattò al Tour de Suisse con una doppia vittoria che lo proiettò al Tour de France. Qui, però, non riuscì a centrare il successo; si riscattò a settembre, vincendo nel giro di pochi giorni la Vattenfall Cyclassics e la quinta Parigi-Bruxelles. Alla fine della stagione lasciò la Lotto per la Katusha, nuova squadra del circuito UCI ProTour.
[modifica] Dal 2009: Team Katusha
Il 2009 iniziò nel migliore dei modi, con la vittoria della Cancer Council Classic in Australia. Al Challenge de Mallorca di febbraio terminò secondo la prima prova, riportando il giorno successivo il secondo successo stagionale. In maggio una caduta al Grote Scheldeprijs gli impedì di partecipare al Giro d'Italia. Tornò a vincere al Tour de Picardie, conquistando una tappa. Il 28 maggio cadde nuovamente al Giro del Belgio, rompendosi la tibia. Tornò alle corse il 27 luglio al criterium di Aalst, in cui finì secondo alle spalle del britannico Mark Cavendish. Interruppe anticipatamente la stagione 2009, per prepararsi per la successiva.
Nel 2010 debutta al Tour Down Under, terminando quarto nella classifica generale e tra i primi dieci in quasi tutte le tappe; vince poi una delle gare del Challenge de Mallorca e una frazione dell'Eneco Tour. Al termine della stagione annuncia la sua volontà di unirsi ad un'ambiziosa squadra australiana, la Pegasus Sports, che punta ad una licenza ProTour. La squadra si vede però negata sia la licenza ProTour sia quella Professional e McEwen preferisce trasferirsi alla RadioShack di Lance Armstrong assieme al compagno Robert Hunter[3]. McEwen ha annunciato che quella con la RadioShack sarà la sua ultima stagione prima del ritiro[4].
Per il 2012 firma per la neonata formazione australiana GreenEDGE Cycling Team.
[modifica] Palmarès
[modifica] Altri successi
[modifica] Piazzamenti
[modifica] Grandi Giri
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[modifica] Classiche monumento
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[modifica] Competizioni mondiali
[modifica] Riconoscimenti
- Inserito nella Top ten sprinters of all time della rivista Cyclingnews nel 2011[5]
[modifica] Note
- ^ a b c (EN) Robbie McEwen Bio | Team Radioshack. www.livestrong.com. URL consultato il 30 marzo 2011.
- ^ (EN) «Stage 20 - Sunday, July 27: Ville d'Avray - Paris Champs-Elysées, 152 km». Cyclingnews.com, 27 7 2003. URL consultato in data 25-3-2010.
- ^ «RadioShack, ecco McEwen e Hunter». Spaziociclismo.it, 24 dicembre 2010.
- ^ «RadioShack, McEwen pronto a vivere il suo ultimo anno tra i pro». Spaziociclismo.it, 24 dicembre 2010.
- ^ Hedwig Kröner. «The top ten sprinters of all time». Cyclingnews.com, 21 dicembre 2011. URL consultato in data 23 dicembre 2011.
[modifica] Altri progetti
Commons contiene file multimediali su Robbie McEwen
[modifica] Collegamenti esterni
- (EN) Profilo su Sports-reference.com
- Profilo su Cyclebase.nl
- (FR) Piazzamenti su Les-sports.info
- (FR) Profilo su Memoireducyclisme.net
- Profilo su Museodelciclismo.it
- Profilo su Sitodelciclismo.net
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