Quercus
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Roverella (Quercus pubescens) |
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| Classificazione scientifica | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Plantae |
| Divisione | Magnoliophyta |
| Classe | Magnoliopsida |
| Ordine | Fagales |
| Famiglia | Fagaceae |
| Genere | Quercus L., 1753 |
| Specie | |
Quercus L., 1753, è un genere delle Fagacee. Comprende gli alberi comunemente chiamati querce.
Indice |
[modifica] Descrizione generale
Il genere Quercus comprende molte specie di alberi spontanei in Italia. In molti casi il portamento è imponente anche se ci sono specie arbustive. Le foglie, alterne, sono talvolta lobate, talvolta dentate e sulla stessa pianta possono avere forme differenti, per la differenza del fogliame giovanile rispetto a quello adulto.
Le querce sono piante monoiche, ovvero la stessa pianta porta sia i fiori maschili che quelli femminili. I fiori maschili sono riuniti in amenti di colore giallo, quelli femminili sono di colore verde. Il frutto è la ghianda, formata da una cupola di squame che circonda la base della noce.
Al genere appartengono circa 450 specie di piante rustiche, a foglie decidue o sempreverdi. Le prime specie di querce comparvero sulla Terra nel periodo Cenozoico.
[modifica] Storia delle querce europee
Lo scienziato francese Antoine Kremer ha dimostrato tramite lo studio dei geni delle querce[1] e dei pollini fossili che durante l'ultima Era glaciale le popolazioni di Quercus sono state confinate in tre zone rifugio situate in Spagna, Italia e nei Balcani per poi ricolonizzare il territorio del Continente europeo.
L'area attuale era già occupata a partire da 6.000 anni a. C.. Il confronto dei dati genetici e dei dati palinologici hanno determinato le vie di colonizzazione intraprese dai vari lignaggi. I rilievi ed in particolare le Alpi hanno a volte rallentato o deviato l'avanzata ma la traiettoria sud-nord è resa costantemente visibile. In questo modo le querce rifugiatesi nella Penisola iberica hanno colonizzato tutta la zona situata ad ovest[2], ed in maniera esclusiva le isole britanniche. Le querce rifugiatesi in Italia e nei Balcani sono progredite verso l'Europa orientale e la Russia.
Dall'analisi palinologica è emerso un dato sorprendente che riguarda la velocità di questa progressione, in media le querce sono avanzate di 380 m all'anno, con delle punte massime di 500 m all'anno in certi periodi[3].
[modifica] Querce in Italia
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Sottogenere Quercus, sezione Quercus. Stili corti; ghiande mature in 6 mesi, dolci o leggermente amare; interno della cupola della ghianda glabro.
- Quercus ilex (it.: leccio o elce), albero sempreverde maestoso, tipico delle zone submediterranee o mediterranee meno torride. Può raggiungere in condizioni ottimali i 20–30 m di altezza e si può trovare dalle macchie costiere fino in montagna (sull'Etna fino a 1800 m).
- Quercus petraea (it.: rovere), grande specie decidua, dal portamento regolare e chioma assai folta. Comune in tutte le regioni d'Italia (eccetto in Sardegna).
- Quercus pubescens (it.: roverella), è la specie più diffusa in Italia, assente solo in Pianura padana e altre pianure alluvionali. Specie molto rustica, nelle zone settentrionali preferisce comunque zone protette dal freddo. Quercia decidua (ma spesso mantiene le foglie marroni anche d'inverno) di medie dimensioni a crescita è molto lenta, vive in genere 200-300 anni ed è tipica dell’Europa centroccidentale. Alcuni esemplari possono raggiungere età molto più avanzate: la roverella che vegeta a Tricarico, in località Grottone, ha un'età stimata di 614 anni, un tronco di 6,43 metri di circonferenza ed un'altezza di circa 20 metri; è inserita nell'elenco dei monumenti naturali (alberi padri) della regione Basilicata[4].
- Quercus robur (it.: farnia), grande quercia decidua, più frequente nelle zone settentrionali e più rara nel Sud, si differenzia dalla rovere soprattutto per i lunghi peduncoli delle ghiande, le foglie sessili e il portamento più irregolare. Alcuni autori considerano Q. petraea, Q robur e Q. pubescens come tre sottospecie o varietà di un'unica specie.
Sottogenere Quercus, sezione Mesobalanus. Simile al precedente: stili lunghi, ghiande mature in 6 mesi, dolci o leggermente amare; interno della cupola della ghianda glabro.
- Quercus frainetto (it.: farnetto), specie decidua a rapido accrescimento, comune al Centro-Sud, ha foglie più grandi delle altre querce italiane, lobi più profondi e margini paralleli.
- Quercus pyrenaica (it: quercia dei Pirenei), specie decidua con foglie dal colore verde intenso e lobi profondi e stretti; si trova nelle zone più miti del Piemonte.
Sottogenere Quercus, sezione Cerris. Stili lunghi, ghiande mature in 18 mesi, molto amare; interno della cupola della ghianda glabro o leggermente peloso.
- Quercus calliprinos (it: quercia di Palestina), alberello sempreverde simile a Q. coccifera ma più alto e con peluria sugli amenti maschili e sui rami giovani. In Italia è presente in Basilicata, Puglia e nella parte meridionale della Sicilia
- Quercus cerris (it.: cerro), specie decidua e a rapida crescita, originaria delle regioni sudorientali dell’Europa ma molto diffusa anche in Italia; è una pianta maestosa dalla chioma ovoidale, molto decorativa; il legname non è particolarmente pregiato.
- Quercus coccifera (it.: quercia spinosa), diffusa solo in Liguria occidentale, in Sicilia e Sardegna, sempreverde, a portamento arbustivo (non supera i 2 m d'altezza).
- Quercus suber (it: sughera), specie sempreverde dall'aspetto simile al leccio, è invece botanicamente più vicina al cerro. Poco tollerante verso il freddo preferice le coste tirreniche e soprattutto la Sardegna; la corteccia è caratteristica e ricopre sia il tronco sia le maggiori ramificazioni; scortecciando periodicamente il tronco, si ricava il sughero che si riforma dopo qualche tempo.
- Quercus trojana (it: fragno), specie semisempreverde e arbustiva diffusa solo nella Murgia barese, nel Salento e in Basilicata.
[modifica] Legname
I legnami più pregiati di quercia sono generalmente chiamati rovere senza distinguere tra le specie botaniche. In enologia si preferiscono le seguenti varietà:
- rovere di Francia (Q. petraea) con produzioni ad Allier, Argonne, Borgogna, Nevers, Alvernia (Tronçais) e sui Vosgi, con caratteristiche differenti da zona a zona ma comunque ben bilanciato in tannini e aromi;
- rovere del Caucaso (Q. petraea), del tutto simile a quello di produzione francese ma dal prezzo leggermente più basso;
- rovere di Slavonia (Q. robur), grana del legno media, medio livello di tannini e pochi aromi;
- rovere del Limosino (Q. robur), grana del legno grossa, molti tannini e pochi aromi; usato per lo Chardonnay e il brandy;
- rovere del Portogallo (Q. garryana, d'origine americana); media grana del legno, buon aroma e prezzo molto economico.
[modifica] Usi terapeutici
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Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo: non costituiscono e non provengono né da prescrizione né da consiglio medico. Wikipedia non dà consigli medici: leggi le avvertenze. |
La quercia possiede proprietà astringenti, emostatiche, antiinfiammatorie, analgesiche del cavo orale. Utilizzato come decotto o infuso per lavarsi, diminuisce la sudorazione.[5]
[modifica] La quercia e la letteratura
È celebre la quercia sotto cui Torquato Tasso si riposava e leggeva durante il suo soggiorno a Roma. A questo proposito l'umorista Achille Campanile scrisse un gustoso raccontino La quercia del Tasso, nella raccolta Manuale di conversazione.[6]
[modifica] Simbolismo
- Il ramo di quercia era per i romani simbolo di virtù, forza, coraggio, dignità e perseveranza. Esso è sempre stato il simbolo della forza, della virilità e del valore in campo militare, come il ramo d'ulivo è simbolo della pace (entrambi compaiono nell'emblema della Repubblica Italiana).
- La quercia è stato il simbolo del Partito Democratico della Sinistra e poi dei Democratici di Sinistra.
[modifica] Note
- ^ In particolare delle due querce più diffuse sul Continente europeo Quercus Robur e Quercus petraea.
- ^ Lungo l'asse Tolosa-Colonia-Amsterdam
- ^ Antoine Kremer, L'épopée des chênes européens (The long and short of European oaks), Société d'éditions scientifiques, Paris
- ^ R. Spicciarelli, Alberi Padri, Quaderni di Basilicata Regione, 1996.
- ^ Roberto Michele Suozzi, Le piante medicinali, Newton&Compton, Roma, 1994, pag.40
- ^ Achille Campanile, Manuale di Conversazione in: Opere - Romanzi e scritti stravaganti - 1932-1974, a cura di Oreste del Buono, Ed. Bompiani, Milano, 1994 ISBN 88-452-2048-6
[modifica] Bibliografia
- Gian Lupo Osti, La macchia mediterranea, Milano, Mursia, 1986.
[modifica] Voci correlate
- Arboricoltura da legno
- Binchōtan
- Giardinaggio
- Silvicoltura
- Pianta ornamentale
- Pianta medicinale
- Specie botaniche in Italia
- Specie botaniche spontanee
- Thaumetopoea processionea (Processionaria della quercia)
- Ceratocystis fagacearum
[modifica] Altri progetti
Commons contiene file multimediali su Quercus
Wikispecies contiene informazioni su Quercus
[modifica] Collegamenti esterni
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