Ursidae

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Ursidae
Kodiak Brown Bear.jpg
Ursus arctos
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Mammalia
Sottoclasse Eutheria
Ordine Carnivora
Famiglia Ursidae
(Waldheim, 1817)
Generi

Gli Ursidi (Ursidae) sono una famiglia di mammifero dell'ordine Carnivora, solitamente noti con il nome comune di orso.

Indice

[modifica] Descrizione

Tutti gli orsi hanno in comune la pelliccia densa, una coda corta, un buon senso dell'odorato e dell'udito. Gli orsi sono in grado di alzarsi in piedi sugli arti posteriori. Hanno un muso lungo e orecchie rotonde. I loro denti sono utilizzati per la difesa e come strumenti, e il loro aspetto dipende dalla dieta dell'orso stesso. Usano gli artigli per strappare la carne e per scavare profonde buche.

[modifica] Distribuzione e habitat

Gli orsi vivono in una grande varietà di ambienti, dai tropici all'Artide e dalle foreste alla banchisa. Sono onnivori, anche se alcuni hanno una dieta basata solo sulla carne, come l'orso polare. Mangiano inoltre licheni, radici e bacche. Possono anche catturare pesci in un corso d'acqua. Cacciano soprattutto alla sera e all'alba, a meno che non ci siano esseri umani vicini.

Alcune specie, come l'orso polare (Ursus maritimus, anche detto orso bianco) e l'orso bruno (Ursus arctos), possono essere pericolose per gli esseri umani, soprattutto nelle zone più popolate.

Gli orsi hanno un'aspettativa di vita di 25–40 anni.

[modifica] Letargo

Nelle regioni temperate e fredde, gli orsi trascorrono il periodo invernale in uno stato di sonno profondo e prolungato che viene erroneamente scambiato come stadio di letargo. Infatti, anche se l'organismo non assume cibo e liquidi, durante questo periodo la temperatura corporea non si abbassa di molto e le funzioni fisiologiche, anche se ridotte, si svolgono secondo la norma. Inoltre il sonno viene interrotto da più risvegli e le femmine sono anche in grado di partorire 1-2 cuccioli riuscendo ad allattarli nonostante il freddo. A causa però di questo lungo stato di torpore, i piccoli sono di dimensioni ridotte rispetto alla mole della madre (fino ad 1/600), in questo modo si evitano elevate spese d'energia sia per il parto che per l'allattamento.

[modifica] Collegamenti esterni

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