Nefertiti
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Nefertiti (1370 a.C. – 1330 a.C.) è stata una regina egizia.
Cambiò, come il marito, il suo nome in Nefer-neferu-Aton per onorare Aton.
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Nfr t ii ti
La bella è arrivata
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Nfr Nfr.u Itn
Nefer-neferu-Aton
Indice |
[modifica] Biografia
Regnò a fianco del marito Akhenaton durante la XVIII dinastia, nel cosiddetto periodo Amarniano (da Tell el-Amarna, dove Akhenaton aveva portato la capitale). Poco si sa della vita di questa donna, anche se sembra improbabile che fosse di sangue reale. Alcuni studiosi ritengono che il padre fosse un ufficiale di nome Ay, al servizio di Amenofi III. Nefertiti diede ad Akhenaton sei figlie. Sette, se si conta il ritrovamento nella tomba di Meketaten, seconda figlia di Akhenaton. In un'incisione, all'interno della camera funeraria, è rappresentata una balia che allatta un neonato. Si è a lungo pensato che quel neonato fosse in realtà il figlio della stessa Meketaten, e che lei fosse morta di parto dandolo alla luce. Ma questa teoria è alquanto improbabile, visto che analizzando la mummia si è scoperto che la bambina aveva solo nove anni al momento della morte, ed era alta poco più di un metro. Un'ipotesi dell'archeologo ed egittologo Marc Gabolde, vuole che in realtà la neonata raffigurata fosse figlia di Nefertiti, in quanto la composizione dei titoli dei reali di Amarna è molto simile alle incisioni riportate sotto alla figura. Nel momento della creazione dell'incisione le sei figlie di Nefertiti erano già nate, quindi non può riferirsi a nessuna di loro.[1] Non ci sono tracce di eredi maschi, e la successione dopo di lei rimane incerta.
I successori di Akhenaton, Smenkhkhara e Tutankhaton (che più tardi modificò il suo nome in Tutankhamon), sono figli di un'altra moglie, Kiya, che divenne regina principale per un breve periodo dopo l'anno 12 del suo regno. Attorno al XVI anno di regno Kiya scomparve misteriosamente e nei documenti reali non venne mai indicata come vera e propria consorte reale, titolo concesso solo a Nefertiti.[1]
Cosa sia successo in questo periodo non è noto. Sono state avanzate varie ipotesi sul perché la moglie principale sia cambiata. Si suppone che Nefertiti possa essere morta in questo periodo, o che sia caduta in disgrazia. L'ipotesi della caduta in disgrazia appare oggi meno probabile. Si ritiene che in realtà sia Kiya ad essere stata marginalizzata, e che alcuni documenti siano stati mal interpretati, portando a credere che ad essere allontanata fosse Nefertiti. Una terza ipotesi sulla sua scomparsa è legata all'improvvisa apparizione di un co-reggente al fianco di Akhenaton. Alcuni studiosi sostengono che questa persona altri non sarebbe che Nefertiti. Questa interpretazione appare dubbia, benché affascinante. In ogni caso, alcuni studiosi, tra cui Jacobus Van Dijk (responsabile della sezione amarniana del museo egizio di Oxford) si dicono certi di questo fatto. Sostengono che Nefertiti sarebbe anche salita al trono per un breve periodo dopo la morte del marito.
Dall'iconografia ufficiale amarniana, appare, in ogni caso, che Nefertiti aveva assunto una importanza senza precedenti. Spesso appare intenta ad effettuare offerte al Sole, e sembra pressoché equivalente al faraone in termini di status. La regina ha senz'altro giocato un ruolo cruciale nei cambiamenti religiosi e culturali attuati dal marito, al punto che, secondo alcuni, sarebbe stata lei l'iniziatrice di tale rivoluzione. È stata certamente legata ad Akhenaton da un rapporto di profondo affetto, che ha portato a numerose raffigurazioni della coppia reale in atteggiamenti intimi e affettuosi. Akhenaton volle persino che agli angoli del sarcofago nel quale avrebbe dovuto essere sepolto ci fosse il ritratto di lei, al posto delle quattro dee tradizionalmente deputate a proteggere la mummia (Iside, Nephthys, Selkis e Neith).
Come per Akhenaton, non si aveva traccia della sua mummia. Ma oggi, recenti studi su base genetica propongono l'identificazione della Regina nella mummia 61070 e del consorte nella mummia 61072. Queste mummie "anonime", insieme ad una terza, furono trovate nella tomba di Amenhotep II KV35 nel 1898.
Alcuni gioielli col suo cartiglio sono stati trovati presso la sepoltura reale ad Akhetaton, ma non ci sono altri indizi che sia stata veramente sepolta lì.
[modifica] Le figlie
- Principessa Merytaton
- Principessa Maketaton
- Principessa Ankhesepaaton
- Principessa Neferneferuaton Tasherit
- Principessa Neferneferura
- Principessa Setepenra
[modifica] Il busto di Nefertiti
Il busto di Nefertiti, che la rappresenta di una bellezza straordinaria, è esposto dal 2006 al Neues Museum di Berlino dove è stata spostata la mostra Aegyptisches Museum und Papyrussammlung.
È in corso un contenzioso tra la Germania e l'Egitto che vorrebbe indietro il busto della regina per un'esposizone di qualche mese al Cairo[2]. Il busto si trova in Germania dal 1912, quando il responsabile dello scavo di Amarna, l'archeologo tedesco Ludwig Borchardt ve lo portò[3].
Nel 2009 uno studioso svizzero, Henri Stierlin, ha sostenuto l'ipotesi che la celebre raffigurazione della regina sia un falso realizzato nel 1912 da Gerhard Marcks, un artista chiamato da Ludwig Borchardt per realizzare una riproduzione di Nefertiti utilizzando anche pigmenti ritrovati nella tomba. Per giustificare tale tesi Stierlin parla di "resoconti assai lacunosi attorno a quella scoperta e a circostanze quantomeno controverse", "descrizioni imprecise dove l'unica cosa sicura è il perfetto stato di conservazione del busto" e fa notare anche come le spalle siano tagliate in verticale mentre nell'antico Egitto sarebbero state più orizzontali e quanto il profilo del busto sia troppo moderno[4].
[modifica] Note
- ^ a b Dr Marc Gobolde. (EN) The End of the Amarna Period. BBC. URL consultato il 6 maggio 2012.
- ^ Andrea Tarquini, La battaglia di Nefertiti, la Repubblica, 23 aprile 2007
- ^ Andrea Tarquini, Quella statua è nostra. Egitto e Germania in guerra per Nefertiti, la Repubblica, 15 giugno 2009
- ^ Stefano Bucci, Nefertiti? Un falso art déco. Giallo sul busto di Berlino, il Corriere della Sera, 6 maggio 2009
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