Personaggi secondari di Warcraft
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Qui di seguito è riportata una lista, completa di descrizioni, dei personaggi secondari più rilevanti dell'universo di Warcraft creato da Blizzard Entertainment. I componenti sono suddivisi per la razza d'appartenenza; nel caso di personaggi che sono appartenuti a più di una razza si prende come riferimento quella definitiva.
Indice |
[modifica] Demoni
[modifica] Azgalor
Azgalor è uno dei demoni più potenti della Legione Infuocata, e appartiene ad una razza di demoni nota come annihilan, detti anche signori delle cripte.
All'inizio era il luogotenente del demone Mannoroth[1]; in seguito alla morte di quest'ultimo per mano di Grom Hellscream, Azgalor prese il suo posto come generale dei signori delle cripte e come prima missione diresse le forze di terra della Legione nella battaglia del Monte Hyjal[1]. Durante questa battaglia affrontò il druido elfo della notte Broll Bearmantle e usò la sua spada per distruggere l'Idolo di Remulos, un manufatto del druido, e corromperlo, causando così la morte della giovane figlia di Broll Anessa[2]. Nonostante la sconfitta subita dalla Legione quel giorno, Azgalor riuscì a fuggire nell'Ade Vorticoso per riprendersi e organizzare la sua vendetta contro i mortali[1]. Sebbene non sia astuto e ingegnoso come Mannoroth, Azgalor ha un'attitudine verso la distruzione e per la violenza che è leggendaria anche tra i demoni[1].
[modifica] Balnazzar
Balnazzar è un nathrezim, fratello di Varimathras e Detheroc. Con i suoi fratelli, era stato incaricato da Kil'jaeden di controllare il Flagello dei non morti a Lordaeron. Il Flagello tagliò i ponti con la Legione Infuocata poco dopo la Terza Guerra, scacciando i tre nathrezim dalle sue terre. Quando Arthas lasciò Lordaeron per raggiungere il Re dei Lich a Northrend, Balnazzar e i suoi fratelli ne approfittarono per prendere il controllo di gran parte delle Terre Infette. I tre nathrezim vennero poi aggrediti dalle forze di Sylvanas Windrunner, che costrinse Varimathras ad unirsi a lei e ad uccidere Balnazzar. Varimathras finse di uccidere il fratello, Balnazzar sparì dalla circolazione e s'impossessò del corpo di Saiden Dathroan, capo della Crociata Scarlatta[3][4]. Da quel momento Balnazzar cominciò a manipolare i ranghi della Crociata a piacimento e utilizzarla per combattere le forze del Flagello. Fu lui ad ordire il complotto che portò alla morte dell'Alto Signore Alexandros Mograine per mano di suo figlio Renault[5][6]. Venne successivamente smascherato a Stratholme, e apparentemente ucciso[7]. La Crociata Scarlatta venne ridotta a brandelli durante gli eventi di Wrath of the Lich King; Balnazzar ne sterminò quindi tutti i membri restanti e li fece risorgere come non morti riunendoli nei "Risen", un'organizzazione sotto il suo controllo, per poi essere confrontato nuovamente da avventurieri e sconfitto una volta per tutte[4].
[modifica] Magtheridon
Magtheridon era un signore delle cripte che aveva ottenuto il dominio sulle Terre Esterne in seguito alla distruzione causata da Ner'zhul. Con i clan orcheschi gettati nel caos, per Magtheridon non fu difficile far valere il suo potere e radunare gli orchi sopravvissuti sotto la sua bandiera, e il demone dichiarò sé stesso governatore delle Terre Esterne. Con gli anni Magtheridon portò legioni di demoni nelle Terre Esterne attraverso i portali che Ner'zhul aveva aperto, e continuò ad attaccare senza sosta chiunque gli si opponesse, come i draenei Spezzati della tribù di Akama.
Dopo vent'anni dalla distruzione di Draenor Illidan Stormrage e le sue forze giunsero nelle Terre Esterne. Dopo aver chiuso molti dei portali che rifornivano le file di Magtheridon, essi misero sotto attacco il Black Temple (o Cittadella Nera) dove lui risiedeva e lo sconfissero. Dopo la sua caduta, Illidan prese il suo posto come signore delle Terre Esterne, e Magtheridon fu trasportato nella Penisola Hellfire e rinchiuso in una stanza apposita sotto la Cittadella di Hellfire: questo perché il suo sangue era necessario per creare gli orchi del caos per l'esercito Illidan. Dopo la riapertura del Portale Oscuro, il piano venne scoperto da alcuni avventurieri e Magtheridon venne ucciso[8].
[modifica] Mal'Ganis
| « Kirel narak! Io sono Mal'Ganis. IO SONO ETERNO! » | |
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(Mal'Ganis, rivelando la propria identità in Wrath of the Lich King.)
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Il nathrezim Mal'Ganis era stato scelto dal Re dei Lich per trasformare il principe di Lordaeron Arthas Menethil nel suo campione. Istigato prima da Kel'Thuzad e poi dallo stesso Mal'Ganis, Arthas seguì il signore delle tenebre con ossessione, sterminando gli abitanti di Stratholme infettati dalla piaga della non morte e salpando poi per il continente di Northrend. Recuperata la spada runica Frostmourne, Arthas divenne una marionetta del Re dei Lich, e su suo ordine uccise Mal'Ganis, dando il via al progetto del Re dei Lich di liberarsi dal controllo della Legione Infuocata. Sopravvissuto al tradimento, Mal'ganis prese il controllo del corpo dell'ammiraglio Barean Westwind, sfruttando i membri della Scarlet Onslaught - la parte della Crociata Scarlatta a Northrend - per i suoi scopi, ad imitazione di Balnazzar. Smascherato ad Icecrown, Mal'Ganis venne rispedito al mondo natale dei nathrezim, ma non ucciso.
[modifica] Tichondrius
Tichondrius era il leader dei nathrezim della Legione Infuocata, e aveva il compito di sorvegliare la creazione del Flagello a Lordaeron[9]. Fu tra i coordinatori dello spargimento del grano infetto dalla piaga della non morte nel continente[9], e diresse poi anche le azioni del neo-cavaliere della morte Arthas Menethil fra cui l'uccisione di Uther the Lightbringer e la distruzione di Quel'Thalas e Dalaran. Guidò le forze della Legione a Kalimdor in vista della battaglia del Monte Hyjal, e corruppe la foresta di Felwood utilizzando il Teschio di Gul'dan. Su indicazione di Arthas, Illidan Stormrage consumò il potere del Teschio, uccidendo poi Tichondrius. Alla morte, la leadership dei nathrezim passò a suo fratello Anetheron.
[modifica] Varimathras
Assieme ai fratelli Detheroc e Balnazzar, Varimathras era uno dei nathrezim incaricati di sorvegliare il Flagello a Lordaeron. Dopo il tradimento dello stesso e la partenza di Arthas per Northrend, Varimathras e i suoi fratelli presero il controllo delle Radure di Tirisfal, solo per essere attaccati poco dopo dai Reietti di Sylvanas Windrunner. Sconfitto e sottomesso, Varimathras fu costretto a giurare fedeltà a Sylvanas, e causò la finta morte di suo fratello Balnazzar. Sylvanas lo pose poi a capo dei deathstalker, la gilda degli assassini di Undercity. Varimathras pianificò la sua vendetta contro Sylvanas fino agli eventi successivi l'uscita di Wrath of the Lich King dove, assieme al Gran Farmacista Putress, tradì Sylvanas prendendo il controllo di Undercity[10]. Il nathrezim, Putress e le loro forze vennero sconfitti durante la battaglia per Undercity[11], che segnò una definitiva rottura dei rapporti fra Orda e Alleanza.
[modifica] Draghi
[modifica] Azuregos
Azuregos è un drago blu, custode delle rovine di Eldarath situate nella regione di Azshara da tempo immemorabile[12]. Di personalità piuttosto bizzarra ed eccentrica, Azuregos venne scelto da Malygos per conservare uno dei frammenti dello Scettro delle Sabbie Mobili in seguito alla guerra contro l'Antico Dio C'Thun e i suoi qiraji[12]. Dopo un po' di tempo che lo sorvegliava, si rese conto che quel frammento attirava ogni genere di individuo alla sua ricerca, disturbando la quiete necessaria per i suoi studi, così decise di darlo in pasto ad un grosso squalo[12][13].
Dopo la morte di Malygos nella Guerra del Nexus Deathwing inviò i suoi assassini per sterminare il resto dello stormo blu; di Azuregos, tuttavia, si erano perse le tracce da tempo. Venne infine ritrovato nel mondo degli spiriti in compagnia di una spirit healer, Anara, con cui aveva intrecciato una relazione[14], e convinto ad aiutare Kalecgos nella sua lotta con lo stormo nero ad Azshara[14]. Saputo che Kalecgos era stato designato come nuovo Aspetto della magia, si dichiarò per nulla d'accordo e vi si oppose fermamente[15].
[modifica] Eranikus
| « Per così a lungo, sono stato perduto... La corruzione dell'Incubo mi ha consumato... Ed ora, voi... tutti voi... mi avete salvato. Liberato dalle sue grinfie. » | |
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(Eranikus, dopo essere stato purificato da Elune[16].)
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Eranikus è un drago verde, consorte di Ysera e fratello di Itharius. Fu uno dei draghi a cui Anachronos affidò un pezzo dello Scettro delle Sabbie Mobili[17], dopo che venne spezzato da Fandral Staghelm.
Quando Ysera scoprì che i troll Atal'ai stavano cercando di evocare il dio Hakkar, fece sprofondare il Tempio di Atal'Hakkar nelle acque della Palude delle Pene, ed inviò Eranikus e Itharius assieme ad altri draghi più giovani (Dreamscythe, Weaver, Hazzas e Morphaz) a interrompere i piani dei troll[17]. I draghi distrussero la forma corporea di Hakkar e credettoro di essere riusciti nell'impresa. Tuttavia avevano sottostimato Hakkar, e vennero contaminati dall'energia dell'Incubo di Smeraldo[17]. La sua "ombra" venne distrutta dall'elfa della notte Shiromar all'interno del Tempio (rimpiazzata dai giocatori in World of Warcraft), che su ordine di Malfurion Stormrage si recò poi a Moonglade, dove il custode Remulos aprì un portale per il Sogno di Smeraldo che permise ad Eranikus di rientrare fisicamente ad Azeroth[16]. In seguito ad un combattimento, Eranikus venne purificato da alcune sacerdotesse di Elune guidate da Tyrande Whisperwind, per poi fare ritorno nel Sogno di Smeraldo per aiutare Ysera, Malfurion e Cenarius nella lotta contro l'Incubo[16].
Quando la guerra contro l'Incubo raggiunse il suo climax ed Ysera venne da esso imprigionata, Eranikus, assieme a Lucan Foxblood, andò a liberarla, venendo ostacolato dal drago corrotto Lethon. Per paura di essere nuovamente corrotto dall'Incubo, Eranikus gettò sé stesso e Lethon in un vortice di energia che uccise quest'ultimo e fece sparire anche Eranikus stesso. Sebbene la sua morte non sia esplicitata, molti personaggi, fra cui Ysera e Malfurion, lo credono deceduto.
[modifica] Nefarian
Nefarian, chiamato anche Blackwing e noto come lord Victor Nefarius quando in forma umana, è un drago nero e il figlio maggiore di Deathwing[18] e Sintharia. Dopo la sconfitta e la presunta morte di Deathwing in seguito alla battaglia a Grim Batol, occorsa dopo la Seconda Guerra, i suoi figli presero le redini dello stormo; Nefarian si stabilì a Blackrock Spire, nel Monte Blackrock, prendendo il controllo dell'Orda Oscura. Da lì cominciò a sperimentare col sangue degli altri stormi di draghi sulle uova fornitegli dalla sorella Onyxia, creando così i draghi cromatici. Sia i draghi cromatici che Nefarian vennero distrutti prima della riapertura del Portale Oscuro[19][20]. In seguito al Cataclisma, Nefarian è ritornato in forma di non morto, riprendendo i suoi esperimenti con lo stormo cromatico e resuscitando anche Onyxia.
[modifica] Onyxia
Onyxia, nota come lady Katrana Prestor nella sua forma umana, è una femmina di drago nero, figlia di Deathwing e Sintharia e sorella di Nefarian, Sabellian e Neltharaku. Sì stabili in un periodo non precisato nelle caverne del Dragonmurk, negli Acquitrini di Dustwallow, scacciando gli ogre del clan Stonemaul che le abitavano; scelse quel posto per poter crescere senza disturbi i suoi numerosi figli, che di lì a poco infestarono la zona circostante. Dopo la scomparsa del padre in seguito alla Seconda Guerra, Onyxia e Nefarian presero le redini dello stormo nero, e Onyxia fornà al fratello parte della sua prole per i suoi esperimenti con i draghi cromatici.
Onyxia prese le sembianze umane di lady Katrana Prestor per confondersi fra i nobili di Stormwind, acquisendo ben presto una tale posizione di potere da cominciare a sabotare il regno dall'interno e nascondendo l'attività di suo fratello nel Monte Blackrock. Riuscì addirittura a far rapire re Varian Wrynn, prendendo il controllo della politica del regno. Dopo aver separato in due entità distinte Varian, Onyxia tenne con sé a Stormwind quella più facilmente manovrabile, e lasciò al suo destino l'altra, sicura che sarebbe stata uccisa. Invece, Onyxia venne smascherata da Reginald Windsor, Varian, Valeera Sanguinar, Broll Bearmantle e Thargas Anvilmar e costretta alla fuga, non prima di avere incenerito Windsor e rapito Anduin Wrynn, il figlio del re. Varian e gli altri, assieme a Jaina Proudmoore, andarono a stanarla direttamente nel Dragonmurk, riuscendo ad ucciderla; la sua testa venne appesa ai cancelli di Stormwind.
Dopo il Cataclisma, il corpo di Onyxia venne recuperato da Nefarian che la resuscitò come non morta; in Cataclysm è presente come boss all'interno dell'instance di Blackwing Descent.
[modifica] Tyrygosa
Tyrygosa, chiamata anche Tyrigosa, o Tyri[21] quando in forma mortale, è una giovane femmina di drago blu, pretendente compagna di Kalecgos. Quando Kalecgos venne inviato da Malygos ad investigare su delle anomalie magiche riguardanti il Pozzo Solare, Tyrygosa lo seguì arrivando giusto in tempo per salvare lui e Anveena Teague dal Flagello. Assieme al paladino Jorad Mace, i tre viaggiarono fino a Quel'Thalas dove vennero aggrediti dalle forze di Dar'Khan Drathir e scoprirono che Anveena era in realtà la personificazione del Pozzo Solare. Sconfitto Dar'Khan, Kalecgos decise di restare a Quel'Thalas per proteggere Anveena, mentre Tyrygosa se ne andò con Jorad. Poco tempo dopo la riapertura del Portale Oscuro, lei e Jorad viaggiarono nel Netherstorm per studiare le origini dei draghi di netherwing[21].
Per cercare di ridare ad alcuni draghi di netherwing le loro energie, Tyrygosa li portò al Nexus, la dimora di Malygos nella Tundra Boreana dove, per una serie di eventi e fraintendimenti, essi vennero assorbiti da Malygos stesso. Dopo ciò, Tyrygosa fece ritorno nelle Terre Esterne, per vegliare su una nuova covata dei draghi netherwing.
[modifica] Elfi alti
[modifica] Alleria Windrunner
Alleria Windrunner era un importante membro dei ranger elfici di Quel'Thalas durante la Seconda Guerra. Sorella maggiore di Sylvanas, Vereesa e Lirath Windrunner, fu una dei pochi elfi a capire subito il pericolo che l'Orda rappresentava e a fornire supporto alla neonata Alleanza[22], e in seguito convinse anche re Anasterian Sunstrider a fornire pieno sostegno ad essa[23]. Durante la guerra, l'Orda fece strage dei suoi parenti[24], diciotto fra cui suo fratello Lirath: da quel momento Alleria si votò alla vendetta contro gli orchi, sterminando gran parte del clan Bleeding Hollow[24]. Alleria si unì in seguito ad una spedizione guidata da Khadgar, che comprendeva anche gli umani Danath Trollbane e Turalyon e il nano Kurdran Wildhammer, per inseguire gli orchi nelle Terre Esterne[24]. Da Turalyon ebbe un figlio, Arator, che non portò con sé nelle Terre Esterne. Dopo la distruzione del Portale Oscuro gli eroi rimasero bloccati a Draenor e su Azeroth vennero dati per dispersi. Con la riapertura del Portale in The Burning Crusade, Danath, Khadgar e Kurdran sono stati ritrovati, mentre di Alleria e Turalyon non si è avuta alcuna notizia.
[modifica] Dath'Remar Sunstrider
Dath'Remar Sunstrider era uno degli Eletti, i servitori elfi della notte di Azshara durante la Guerra degli Antichi. Dopo aver rifiutato l'offerta di Xavius di essere trasformato in un satiro, cominciò a dubitare della bontà delle azioni della regina e degli altri Eletti. Con un gruppo di altri Eletti suoi seguaci, liberò Tyrande Whisperwind dal palazzo di Azshara e assieme fuggirono verso la resistenza degli elfi della notte. Assistette alla creazione del nuovo Pozzo dell'Eternità da parte di Illidan Stormrage e fu, assieme a Jarod Shadowsong, l'unico a sopravvivere all'attacco di Illidan quando tentarono di fermarlo.
Divenne poi il leader degli Eletti sopravvissuti alla guerra, che subirono il divieto di Malfurion Stormrage di continuare a praticare la magia arcana. Sofferenti per l'astinenza dalla magia da cui erano dipendenti, gli Eletti cercarono di far cambiare idea a Malfurion scatenando una tempesta magica sulla foresta di Ashenvale, venendo invece esiliati per questo. Guidati da Dath'Remar, gli Eletti presero il largo arrivando sulle coste delle Radure di Tirisfal, accampandosi lì: una magia oscura presente nel luogo (probabilmente l'influsso di un Antico Dio) costrinse gli Eletti, rinominatisi elfi alti, a lasciare Tirisfal, raggiungendo quindi Quel'Thalas e fondando lì un nuovo regno, di cui Dath'Remar divenne re. La sua dinastia continuò a guidare gli elfi, terminando con Anasterian Sunstrider, ucciso durante la Terza Guerra, e suo figlio Kael'thas, che tradì infine la sua gente alleandosi con la Legione Infuocata.
[modifica] Vereesa Windrunner
| « Usa i tuoi occhi e non chiamarmi con un nome tanto maledetto quanto quello, draenei! » | |
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(Vereesa ad Iridi, che l'aveva chiamata "elfa del sangue", in La notte del drago.)
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Vereesa Windrunner è una ranger elfa alta, che lottò durante la Seconda e la Terza Guerra. È sorella di Alleria, Sylvanas e Lirath Windrunner. Inizialmente Vereesa era ignara del destino di Sylvanas, divenuta regina dei Reietti, credendola morta. Una volta saputa la verità, pianse il fato della sorella.
Vereesa fu assegnata dai suoi superiori a scortare il mago Rhonin durante un viaggio, finendo per liberare la regina dei draghi rossi Alexstrasza da Grim Batol assieme al mago e al nano Falstad Wildhammer. Tempo dopo, sposò Rhonin da cui ebbe due figli gemelli, Giramar e Galdarin. Suo cugino Zendarin tentò di rapire i bambini (non riuscendoci), portando Vereesa a ritornare a Grim Batol per vendicarsi di lui, stavolta accompagnata dalla draenei Iridi e dai draghi Kalecgos e Korialastrasz. Riappare in World of Warcraft: Cataclysm, dove è la leader dei Silver Covenant, un gruppo di elfi alti che si oppone all'inclusione degli elfi del sangue nel Kirin Tor e all'accesso dell'Orda a Dalaran; Vereesa cova infatti una certa animosità verso gli elfi del sangue[25], dovuta anche alla sua fedeltà verso le tradizioni degli elfi alti.
Nonostante l'antipatia, Vereesa rispose alla chiamata di Halduron Brightwing recandosi nelle Ghostlands, per aiutare Vol'jin a fermare i piani dei troll Zandalari di riunire tutte le tribù di troll in un solo impero[26].
[modifica] Elfi del sangue
[modifica] Lady Liadrin
| « La nostra gente ha percorso un sentiero buio, e il mio era tra i più oscuri di tutti. Ma la Luce mi ha mostrato che non ero perduta. Mi ha aiutato a trovare la forza per sopravvivere a dispetto di tutto quello che era successo e di tutto il male che avevo causato. » | |
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(Lady Liadrin[27])
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Lady Liadrin è il capo dei Cavalieri del Sangue (Blood Knights), il corrispettivo degli elfi del sangue dei paladini. Liadrin era una sacerdotessa che, come molti altri, perse la fede nella Luce Sacra in seguito alla caduta di Quel'Thalas durante la Terza Guerra. Quando il naaru M'uru venne portato prigioniero a Silvermoon come dono da Kael'thas, seguendo gli insegnamenti del principe il Magister Astalor Bloodsworn propose di utilizzare l'energia del naaru per conferire ad alcuni elfi del sangue i poteri dei paladini: Liadrin fu la prima a proporsi, divenendo così la leader dei neonati Cavalieri del Sangue. Quando, successivamente, Kael'thas attaccò Silvermoon e rapì M'uru portandolo all'isola di Quel'Danas, Liadrin capì che gli insegnamenti del principe avevano condotto gli elfi del sangue su una cattiva strada, e viaggiò fino a Shattrath City per scusarsi con A'dal, il leader dei naaru, per le azioni dei Cavalieri del Sangue[28]. A'dal le rivelò quindi che sia lui che M'uru sapevano già quanto sarebbe accaduto, in quanto era stato predetto dal profeta Velen[28]. Liadrin, a nome dei Cavalieri del Sangue, strinse quindi alleanza con la Shattered Sun Offensive, la forza combinata di Shattrath per combattere Kael'thas e Kil'jaeden[28].
Dopo la sconfitta di Kil'jaeden da parte dei giocatori di World of Warcraft: The Burning Crusade, Lady Liadrin accompagnò Velen al Sunwell Plateau, dove assistette alla ristorazione del Pozzo Solare tramite il cuore di M'uru[29]. Da quel momento è sempre presente al Sunwell Plateau, dove incontra i pellegrini venuti a vedere il Pozzo Solare[27]. Dopo la serie di missioni che i giocatori dell'Orda possono eseguire durante la "settimana dei bambini" a Shattrath, una lettera dalla bambina elfa del sangue Salandria li informa che Lady Liadrin l'ha presa sotto la sua custodia[30].
[modifica] Lor'themar Theron
Lor'themar Theron era il secondo in comando di Sylvanas Windrunner, capo ranger di Silvermoon, e combatté durante la Seconda Guerra a fianco delle forze dell'Alleanza[31]. Dopo la caduta di Quel'Thalas (durante la quale perse l'occhio sinistro), Lor'themar prese il posto di Sylvanas e assunse anche la temporanea leadership degli elfi alti, rimanendo a lottare contro i non morti[32]. Al suo ritorno, Kael'thas proclamò la nascita degli elfi del sangue, e scelse Lor'themar come reggente di Quel'Thalas[32], allontanandosi per cercare il supporto dell'Alleanza; Lor'themar venne aiutato nel compito da Halduron Brightwind. Tempo dopo, aiutò i draghi blu Kalecgos e Tyrygosa a proteggere Anveena Teague, l'avatar del Pozzo Solare, dal traditore Dar'Khan Drathir. Con la morte di Dar'Khan in World of Warcraft: The Burning Crusade per mano dei giocatori Lor'Themar, supportato da Sylvanas, riuscì a far entrare a pieno titolo gli elfi del sangue fra le forze dell'Orda[33]
Dopo il tradimento di Kael'thas, Lor'themar è diventato il capo a tutti gli effetti degli elfi del sangue[32], pur rifiutando il titolo di "re". Alla fine della serie di missioni per risanare la spada Quel'Delar, quando un giocatore non elfo del sangue immerge la spada nell'acqua del Pozzo, Lor'themar lo ringrazia per averla riportata ai legittimi proprietari e tenta quindi di prenderla, solo per essere respinto violentemente dalla spada stessa[34].
[modifica] Valeera Sanguinar
Valeera Sanguinar è un'elfa del sangue, amica e alleata di re Varian Wrynn. La sua famiglia venne sterminata da dei banditi, e per sopravvivere Valeera divenne una ladra[35]. Venne in seguito catturata e incarcerata quando cercò di rubare il talismano di uno sciamano orco, per poi essere venduta come gladiatrice a Rehgar Earthfury[35]. Assieme con il druido elfo della notte Broll Bearmantle e l'umano Lo'gosh (cioè Varian Wrynn colpito da amnesia), Earthfury la fece combattere nell'arena di Dire Maul[35]; il trio di gladiatori uscì vincente da tutti i combattimenti a cui prese parte, e alla fine Earthfury vendette Valeera a Helka Grimtotem, nipote di Magatha, per il suo team di sole gladiatrice donne[35]. Giunta al seguito di Helka fino alla Costa dei Mercanti, nelle Terre Aride, Valeera riuscì a fuggire con una viverna, andando alla ricerca di Broll e Varian, a loro volta liberatisi da Earthfury. Li salvò da un assassino che li stava seguendo negli Acquitrini di Dustwallow, e stremata dalla lotta venne salvata da Aegwynn[36]. Riunita ai due compagni, Valeera decise di accompagnarli a Stormwind per reclamare il trono di Varian[36].
Durante il viaggio nel Grande Mare combatté contro dei naga, ma durante la lotta assorbì le energie di un tridente magico, risvegliando in lei la dipendenza dalla magia[37]. Arrivati nelle Terre Umide, si scontrarono con il warlock Vendellin Soulfire, che impose su Valeera il marchio di Kathra'Natir, causando la possessione dell'elfa del sangue da parte del demone omonimo[38] e portando così a livelli incontenibili la sua sete di magia. Varian e Broll la lasciarono ad Ironforge perché recuperasse il controllo di sé, cosa che riuscì a fare grazie all'intervento di Aegwynn[39]. Raggiunti i compagni a Stormwind, li aiutò a smascherare la dragonessa Onyxia che agiva sotto le mentite spoglie di lady Katrana Prestor, causando nel contempo sia la fuga della stessa Onyxia che il rapimento da parte sua del principe Anduin Wrynn[39]. Valeera e gli altri tornarono quindi a Dustwallow, dove uccisero la dragonessa e salvarono Anduin[40].
Valeera e Anduin convinsero Varian e tentare di creare una pace definitiva tra Alleanza e Orda[41], ma il summit a Theramore fu rovinato irrimediabilmente dagli emissari del clan Twilight's Hammer[40]. Valeera fece in seguito un patto con Garona Halforcen, promettendole che l'avrebbe aiutata a salvare suo figlio Med'an (rapito dai Twilight's Hammer), se lei avesse collaborato a svelare l'identità dei suoi padroni[40]. Garona accettò, così Valeera assieme a Meryl Felstorm si recò ad Ahn'Qiraj per salvare Med'an. Qui furono però attaccati da Cho'gall, e Valeera lasciò che Kathra'Natir la possedesse completamente per cercare di salvare gli altri; Meryl teletrasportò via sé stesso, Valeera e Med'an, quindi trasferì su di sé il marchio di Kathra'Natir, così da liberare Valeera. Più tardi, in seguito agli eventi accaduti alla battaglia della Porta dell'Ira, Valeera accompagnò le armate dell'Alleanza fino all'entrata di Undercity, pur non partecipando alla battaglia seguente.
[modifica] Elfi della notte
[modifica] Broll Bearmantle
Broll Bearmantle è un potente druido elfo della notte; quando nacque, aveva già le corna (tratto tipico dei druidi molto potenti). Broll divenne un druido, particolarmente versato nelle trasformazioni, ma senza particolari abilità. Al fine di incoraggiarlo allo scoprire il suo potenziale, il custode del bosco Remulos gli donò un idolo, il quale era connesso allo spirito di un drago verde. Broll però non riusciva a scovare il suo potenziale inespresso, e cominciò a risentirne. Durante la Terza Guerra combatté valorosamente al fianco delle forze unite di Orda, Alleanza e Sentinelle, assieme a sua figlia Anessa: il Signore delle Cripte Azgalor riuscì però a distruggere l'idolo, che esplose uccidendo Anessa. Divorato dal rimorso per il fallimento, Broll si ritrovò incapace di evocare gli spiriti animali, ad eccezione dell'orso. La sua ira divenne leggendaria, ed egli decise di allontanarsi dai suoi fratelli e di diventare un gladiatore al servizio di Rehgar Earthfury, periodo in cui conobbe Valeera Sanguinar e Lo'gosh (Varian Wrynn colpito da amnesia). Dopo le prime vittorie, Broll fuggì assieme a Lo'gosh, mentre Valeera venne venduta ad un'altra squadra. Broll raggiunse la foresta di Ashenvale, dove scatenò la sua furia su un gruppo di guerrieri dell'Orda invasori. Sua cugina Telandria gli rivelò dove si trovava l'idolo, e assieme a Lo'gosh recuperò il manufatto risanandolo dalla tana dei furbolg Timbermaw. Una volta riavuto l'idolo, Broll riacquisì le sue capacità di trasformazione, e strinse una solida amicizia con Valeera, che si era frattanto liberata. Dopo aver riportato l'idolo a Darnassus, a Fandral Staghelm, egli aiutò Lo'gosh a scoprire la sua identità, e in cambio divenne guardia personale del Re assieme a Valeera. Assieme a lei lo accompagnò ad Undercity per la battaglia per la città, a cui però non prese parte. Fece succssivamente ritorno a Darnassus, per aiutare Hamuul Runetotem, Naralex e pochi altri druidi a risanare Teldrassil dalla sua corruzione. Scoperto che la causa di ciò era Fandral Staghelm, Broll si adoperò di persona insieme a Tyrande Whisperwind per liberare Malfurion dall'Incubo di Smeraldo e sconfiggere Fandral. Una volta compiuta tale azione, egli scoprì il suo vero potenziale, abbattendo le barriere che gli impedivano di scoprire il suo vero potere. Successivamente si spostò ad Hyjal per combattere le forze di Ragnaros e dei Twilight's Hammer che cercavano di distruggere Nordrassil.
[modifica] Fandral Staghelm
Fandral Staghelm (chiamato dai qiraji Kar'sis, che significa "mano della terra"[42]) nacque circa 1000 anni in seguita alla Frattura[43], e divenne uno degli aiutanti più importanti di Malfurion Stormrage; ebbe un figlio, Valstann, per cui stravedeva. Quando avvenne la Guerra delle Sabbie Mobili, Fandral e suo figlio comandarono le armate degli elfi della notte contro quelle dei qiraji, domandando aiuto anche ai draghi che però rifiutarono di intervenire[44]. Sebbene numerosissimi, i qiraji erano in svantaggio contro gli elfi della notte, fino a che gli imperatori gemelli di Ahn'Qiraj, Vek'nilash e Vek'lor, attirarono Valstann in una trappola a Southwind Village, a Silithus, devastando completamente il villaggio e catturando Valstann, che venne giustiziato dal generale Rajaxx di fronte alle armate degli elfi e agli occhi dello stesso Fandral[44]. Con Fandral devastato dalla perdita del figlio, le armate degli elfi furono costrette ad una tragica ritirata, mentre i qiraji dilagavano per Silithus, il Cratere di Un'Goro e Tanaris, arrivando a minacciare le Caverne del Tempo e causando così l'intervento dei draghi bronzei che li respinsero definitivamente[44]. Alla fine della guerra il drago Anachronos diede a Fandral lo Scettro delle Sabbie Mobili, l'unico strumento che avrebbe potuto riaprire i cancelli di Ahn'Qiraj. Fandral però, furioso e addolorato per la morte del figlio, non volendo avere più nulla a che fare con Silithus, i qiraji e i draghi, scagliò via lo scettro spezzandolo[44].
Dopo la distruzione di Nordrassil durante la battaglia del Monte Hyjal, Fandral propose di creare un nuovo Albero del Mondo, per ridare agli elfi l'immortalità perduta. Malfurion rifiutò seccamente, dicendo che la natura non avrebbe mai benedetto un tale atto di egoismo. Quando Malfurion rimase intrappolato nel Sogno di Smeraldo, Fandral gli succedette come arcidruido degli elfi della notte, e come prima cosa fece piantare Teldrassil sull'isola di Kalidar, al largo di Darkshore, sui cui venne poi costruita Darnassus; come Malfurion aveva sostenuto, però, i draghi rifiutarono di benedire Teldrassil, che cominciò a cadere preda di una crescente corruzione[44]. Fandral ha comunque agito come degno sostituto di Malfurion, sebbene la sua arroganza e le sue mire espansionistiche gli abbiano inimicato buona parte dei sostenitori di Malfurion, in primis la sacerdotessa Tyrande Whisperwind, con la quale ha avuto diversi litigi su come guidare gli elfi della notte[44]. Ignoto a tutti, Fandral era stato corrotto tempo prima dall'Incubo di Smeraldo, che gli appariva sotto le sembianze di suo figlio Valstann: nei panni di Valstann, l'Incubo guidato da Xavius l'aveva convinto ad avvelenare lentamente Malfurion con un'erba chiamata Morrowgrain (che in World of Warcraft i giocatori vengono mandati a raccogliere con la scusa di ricerche per il Cenarion Circle[45]), e causare la corruzione stessa di Teldrassil infondendo parte del potere dell'Incubo nell'Albero mentre cresceva. In seguito Fandral indisse un summit di druidi a Teldrassil, fra cui anche Broll Bearmantle, Hamuul Runetotem e Naralex, cercando di usare i loro poteri per far "resuscitare" il falso Valstann. Runetotem, Naralex e Shandris Feathermoon scoprirono ben presto della follia di Fandral, ma con un incantesimo l'arcidruido impedì loro di rivelarlo. Venne comunque smascherato subito dopo da Malfurion, risvegliato da Broll e Tyrande, che distrusse anche il finto Valstann proprio di fronte a Fandral. La "seconda morte" di suo figlio devastò ancora di più l'animo di Fandral, che venne portato dai druidi a Moonglade per riprendersi, nonostante molti credano che la sua mente sia stata troppo provata e danneggiata perché ciò accada[46].
Successivamente, in un periodo precedente Cataclysm, Fandral venne spostato in una prigione nel Monte Hyjal, dove però i cultisti del clan Twilight's Hammer cercarono di usarlo per i loro scopi. I giocatori vennero così incaricati di consegnarlo alla femmina di drago verde Alysra, perché lo riportasse a Moonglade[47]. Alysra era però corrotta, e consegnò invece Fandral ai Twilight's Hammer[48]. Insieme ad altri druidi, fra cui sua nuora Leyara, Fandral si messo al servizio di Ragnaros, creando la congrega dei druidi delle fiamme e divenendo maggiordomo personale del Signore Elementale. Tentò di eliminare Thrall separando il suo spirito nei quattro piani elementali[49]; fallito l'intento a causa del salvataggio di Thrall[50], si ritirò nelle Firelands, presso la fortezza di Ragnaros, dove venne infine ucciso da avventurieri[51].
[modifica] Shandris Feathermoon
Shandris Feathermoon è un'elfa della notte, l'attuale generale delle Sentinelle; dirige inoltre una rete di spie. Ha un'abilità portentosa con l'arco, comparabile soltanto a quella di Sylvanas Windrunner e lady Vashj.
Shandris abitava nel villaggio di Ara-Hinam all'inizio della Guerra degli Antichi. La sua intera famiglia venne uccisa durante l'attacco dei demoni, e lei fu una dei pochi superstiti che riuscirono a fuggire a sud e a riunirsi alla resistenza elfica guidata da Kur'talos Ravencrest. Venne trovata, solitaria fra i rifugiati, da Tyrande Whisperwind, che la prese con sé, divenendo ben presto la sua eroina. Da Tyrande imparò le arti curative della Sorellanza di Elune, ma la sacerdotessa le proibì di prendere parte alle battaglie, cosa che Shandris desiderava ardentemente fare; Shandris, già molto esperta con l'arco, le disobbedì più volte. Seguendo di nascosto Tyrande durante il caos causato dal tradimento di Neltharion appena perpetrato, la trovò priva di sensi e alla mercé di lord Xavius e dei suoi satiri, con Malfurion Stormrage che cercava di intervenire. Scoccò diverse frecce a Xavius, dando a Malfurion il tempo di sistemarlo, e uccise molti altri satiri, ma ne lei né Malfurion riuscirono ad impedire il rapimento di Tyrande. Nella tempesta causata immediatamente dopo dalla rabbia di Malfurion, Shandris venne salvata in extremis da una frana dal drago Korialastrasz. Shandris rimase al centro delle battaglie fino alla fine della guerra, sopravvivendo alla successiva Frattura e intrecciando una relazione con Jarod Shadowsong.
Rimase a fianco di Tyrande durante la Lunga Veglia, divenendo il capo di un gruppo d'élite di Sentinelle chiamate "Shadowleaf". Lei e le sue Sentinelle, diecimila anni dopo la Guerra degli Antichi furono le prime ad accorgersi della presenza degli orchi che abbattevano gli alberi nella foresta di Ashenvale, partendo subito all'attacco. Quando gli orchi riuscirono ad uccidere Cenarius, Shandris e le Sentinelle si ritirarono, correndo ad avvertire Tyrande del pericolo, e poi furono costrette a respingere un attacco di non morti del Flagello al loro accampamento. Quando Tyrande andò in missione per risvegliare i druidi per la guerra imminente, lasciò Shandris ad occuparsi della difesa del Monte Hyjal e dell'Albero del Mondo Nordrassil; quando iniziò la battaglia del Monte Hyjal, Shandris rimase sempre in prima linea.
Dopo la guerra, Shandris fece ritorno a Feralas, nella fortezza di Feathermoon Stronghold su Sardor Isle, quartier generale delle Sentinelle, dove può essere trovata in World of Warcraft. Quando Tyrande, durante gli eventi del romanzo Stormrage di Richard A. Knaak, si avventura nel Sogno di Smeraldo alla ricerca di Malfurion, lascia Shandris a dirigere Darnassus. In quello stesso periodo presenzia agli incontri tra Fandral Staghelm e altri druidi per risanare Teldrassil, e quando Hamuul Runetotem comprende che Staghelm è impazzito, lui, Shandris e il druido Naralex vengono colpiti magicamente da Staghelm, che impedisce loro di rivelarlo: l'arrivo di Malfurion subito dopo risolve la situazione. Con Sardor Isle pesantemente danneggiata dal Cataclisma occorso in seguito, Shandris ha fatto ricostruire la fortezza sulla terraferma.
[modifica] Nani
[modifica] Brann Bronzebeard
Brann Bronzebeard è il più giovane dei fratelli Bronzebeard. È il più noto esploratore dell'universo di Warcraft, ed uno dei più importanti membri della Gilda degli Esploratori, di cui è uno dei fondatori; è inoltre linguista, guerriero, archeologo ed altro[52]. Sebbene membro dell'Alleanza, Brann ha avuto contatti, collaborato e stretto amicizia anche con diversi membri dell'Orda, così come di altre fazioni. Blizzard Entertainment ha riutilizzato il personaggio facendogli "firmare" la maggioranza dei manuali del gioco di ruolo di Warcraft dove si descrivono i territori.
Le prime menzioni degne di nota che si hanno di Brann sono durante la Seconda Guerra, dove lottò a fianco delle armate dell'Alleanza assieme a suo fratello Muradin dopo la liberazione di Khaz Modan dagli orchi[53], fungendo da messaggeri fra le armate di Lothar e Turalyon e Khaz Modan[52]. Con la conclusione della Terza Guerra, re Magni spedì Brann in missione per esplorare i più remoti angoli di Azeroth e scoprire le origini del popolo nanico. Brann iniziò il viaggio nei Regni Orientali, per passare poi a Kalimdor, alle isole dei Mari del Sud ed infine a Northrend[52]. Furono diverse le occasioni in cui Brann venne dato per disperso durante i suoi viaggi[52], al punto da essere considerato, in certi casi, morto; la sua prima "sparizione" avvenne nella Valle di Stranglethorn, dove perse i contatti una volta entrato nell'area di Zul'Gurub, mentre la seconda fu durante il viaggio a Northrend, che Brann aveva intrapreso soprattutto per scoprire la fine che aveva fatto suo fratello Muradin. In entrambi i casi ricomparve sano e salvo[52].
Dopo il viaggio a Northrend, Brann rimase un po' di tempo ad Ironforge ad istruire nuovi esploratori, per poi riprendere a viaggiare. Riuscì ad inoltrarsi nel regno sigillato di Ahn'Qiraj, facendo in qualche modo finire la base di Atiesh, il bastone di Medivh, all'interno del corpo dell'Antico Dio C'Thun, risultando nel frattempo disperso una terza volta[52]. Riuscì a fuggire da Ahn'Qiraj solo dopo la riapertura del Muro dello Scarabeo da parte dei giocatori di World of Warcraft e studiò subito un piano per esplorare le Terre Esterne[52]. La sua prima apparizione di persona è in Wrath of the Lich King, dove contribuisce a svelare buona parte della storia attorno ad Ulduar e ai Titani, mentre in Cataclysm si dirige ad Uldum, nuovamente nel sud di Kalimdor.
[modifica] Falstad Wildhammer
Falstad Wildhammer, chiamato anche Falstad Dragonreaver, è il Thane del clan nanico Wildhammer. In origine Falstad era uno dei cavalcagrifoni del clan Wildhammer che proteggevano il porto di Hasic quando vi passò il mago Rhonin. Falstad e i suoi uomini accompagnarono Rhonin verso Khaz Modan, ma in un'imboscata i compagni del nano furono uccisi. Sollecitato anche da Vereesa Windrunner, Falstad continuò il viaggio assieme a lei e a Rhonin, arrivando infine a liberare la regina dei draghi rossi Alexstrasza dagli orchi del clan Dragonmaw a Grim Batol.
Falstad divenne in seguito Thane, cioè capo, dei nani Wildhammer, succedendo a Maz Drachrip, a sua volta succeduto a Kurdran Wildhammer. Partecipò successivamente al matrimonio fra Tyrande Whisperwind e Malfurion Stormrage, assieme a Rhonin e Vereesa.
In seguito alla pietrificazione di re Magni Bronzebeard di Ironforge, è stato istituito il Concilio dei Tre Martelli da Varian Wrynn per governare i nani, e Falstad ne è entrato a far parte assieme a Muradin Bronzebeard e Moira Thaurissan (succedendo a Kurdran, che aveva in origine preso il suo posto)[54].
[modifica] Kurdran Wildhammer
| « Sentiremo le grida di Sky-Ree nei venti. Sentiremo il tuo martello tuonare fra le cime delle montagne. Cavalca forte nell'aldilà, fratello. Le sale dei nostri antenati ti aspettano. » | |
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(Tratto dal monumento a Kurdran situato a Stormwind[55])
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Kurdran Wildhammer era il Capo Thane del clan Wildhammer e leader ufficiale delle Hinterlands durante la Seconda Guerra. Kurdran fu uno dei primi nani ad avvistare i troll e gli orchi che invadevano le Hinterlands[56], e dopo una battaglia acconsentì ad unire le forze con quelle della neonata Alleanza per combattere l'Orda, su richiesta di Anduin Lothar[57]. Accompagnato dalla femmina di grifone Sky'ree partecipò a numerose battaglie, sia in aiuto dei regni di Lordaeron[58] che in difesa di Quel'Thalas[59], uccidendo diversi dei draghi al servizio del'Orda.
Kurdran fu poi uno dei leader della spedizione dell'Alleanza a Draenor per porre fine una volta per tutte alla minaccia dell'Orda, assieme ad Alleria Windrunner, Turalyon, Danath Trollbane e Khadgar. A Draenor venne catturato durante un attacco ad Auchindoun, per poi essere soccorso da truppe dell'Alleanza. Come i suoi commilitoni, Kurdran decise di restare a Draenor per chiudere il Portale Oscuro, per evitare che l'immane cataclisma provocato da Ner'zhul potesse colpire anche Azeroth. Con la chiusura del Portale venne dato per disperso e presunto morto, e fu succeduto come capo dei Wildhammer prima da Maz Drachrip, poi da Falstad Wildhammer. A lui e ai suoi compagni vennero erette delle statue nella Valle degli Eroi di Stormwind.
Sopravvissuto però alla nascita delle Terre Esterne, Kurdran guidò le sue forze dalla Fortezza Wildhammer nella Valle di Shadowmoon per vent'anni prima di avere nuovamente contatti con il mondo di Azeroth, quando il Portale Oscuro venne riaperto. In seguito al Cataclisma, e con la guerra nelle Terre Esterne ormai cessata, Kurdran fece ritorno ad Azeroth e divenne un membro del Concilio dei Tre Martelli al governo di Ironforge (sebbene per tale incarico fosse stato convocato Falstad)[54]. Ebbe degli attriti con Falstad, avendolo più volte scavalcato impartendo ordini al clan Wildhammer senza consultarlo, e anche con gli altri membri del Concilio a causa della sua sua inadeguatezza al ruolo di membro del Concilio[54]; dopo aver rimediato alla situazione di tensione creatasi ad Ironforge a causa del suo comportamento, Kurdran cedette il posto nel Concilio a Falstad[54].
In seguito Kurdran si spostò negli Altipiani del Crepuscolo, per dirigere la cittadina di Highbank e i Wildhammer della zona. Sky'ree, l'esemplare femmina di grifone fidata compagna di Kurdran[54], e presente sia in Warcraft II che in The Burning Crusade. Molto indebolita dalla vecchiaia, Sky'ree seguì Kurdran ad Ironforge dove depose delle uova[54]; morì poco tempo dopo a causa di un incendio, tuttavia una delle sue uova venne salvata[54].
[modifica] Magni Bronzebeard
Magni Bronzebeard è il fratello maggiore di Muradin e Brann Bronzebeard, re dei nani di Ironforge. Combatté personalmente durante la Seconda Guerra, acconsentendo ad unire le forze di Khaz Modan a quelle dell'Alleanza. Dopo aver scoperto della morte (presunta) di Muradin per mano di Arthas Menethil, Magni forgiò la spada Ashbringer per combattere Arthas e i suoi non morti. Tempo dopo, Magni inviò un gruppo di avventurieri ad uccidere l'imperatore dei nani Dark Iron, Dagran Thaurissan, che secondo lui aveva rapito sua figlia Moira, solo per scoprire poi che la principessa, furiosa (e sotto l'effetto di un presunto incantesimo) aveva rifiutato di tornare a casa, e che inoltre era incinta di Dagran.
In Wrath of the Lich King, durante una spedizione a Northrend per incontrare i nani Frostborn, Magni ritrovò suo fratello Muradin, sopravvissuto ma colpito da amnesia, divenuto il loro re. Negli eventi precedenti Cataclysm, Magni presenziò ad un meeting fra i vari leader dell'Alleanza a Stormwind, informandoli che avrebbe tentato un rituale con delle tavolette titaniche ritrovate ad Ulduar per cercare risposte sui terremoti che scuotevano Azeroth. Il rituale andò però storto e Magni è venne ucciso da una maledizione che lo tramutò in pietra. Per governare il regno al suo posto, Varian Wrynn fece formare il Concilio dei Tre Martelli, formato da Moira, Muradin e Falstad Wildhammer.
[modifica] Moira Thaurissan
Moira Thaurissan, nata Bronzebeard, è la figlia di Magni Bronzebeard, re dei nani di Ironforge. In World of Warcraft venne apparentemente rapita dai nani Dark Iron[60] e sposò il loro re, Dagran Thaurissan, di cui rimase poi incinta[61][62]. Presumendola sotto l'influsso di un incantesimo, suo padre inviò degli avventurieri ad uccidere Dagran e salvare Moira; alla morte del marito, costei s'infuriò e rifiutò di tornare ad Ironforge[62][63]. Con la morte di Magni poco prima del Cataclisma Moira, che ha assunto il cognome di suo marito, fece ritorno ad Ironforge e reclamò il trono per sé e per suo figlio neonato, Dagran Thaurissan II, instaurando una dittatura e tenendo in ostaggio tutta la popolazione della città, fra cui anche il principe umano Anduin Wrynn. Al principe Moira rivelò che la sua unione con Dagran era frutto unicamente dell'amore: Dagran infatti la rispettava, mentre Magni aveva sempre voluto un erede maschio e non pensava che una femmina potesse guidare il regno[64].
Re Varian Wrynn, alla guida di un team di assassini del SI:7, i servizi segreti di Stormwind, condusse così un'incursione ad Ironforge per uccidere Moira. L'esecuzione venne fermata da Anduin, che consigliò al padre di insegnare a Moira ad essere una leader migliore, anziché risolvere la cosa con la violenza. Varian ordinò così la formazione del Concilio dei Tre Martelli per governare Ironforge, composto da Moira, suo zio Muradin Bronzebeard e Kurdran Wildhammer[65].
Come membro del Concilio, Moira operò per unire i clan Bronzebeard e Dark Iron, per garantire a suo figlio un regno coeso, approfittando però della scarsa attitudine al ruolo di consigliere di Kurdran Wildhammer[54]. Moira spinse molto perché un antico artefatto dei nani, il martello di Modimus Anvilmar, venisse riforgiato dai tre frammenti posseduti uno da ciascun clan, così da unire ulteriormente la popolazione (sebbene la storia fosse stata inventata ad hoc dalla stessa Moira)[54]; l'intervento di Kurdran portò alla distruzione dei tre frammenti anziché alla riforgiatura del Martello, ottenendo un risultato ancora migliore[54].
Nonostante sia Regina Reggente dei Dark Iron, non tutto il clan le è leale, ma buona parte è anzi alleata del clan Twilight's Hammer. Moira rifiutò di credere che dei Dark Iron stessero attaccando Ironforge anche di fronte all'evidenza, e solo quando Muradin e Falstad (succeduto a Kurdran) la accusarono di non essere in grado neppure di controllare la sua gente individuò e fece arrestare il responsabile degli attacchi, un ambasciatore doppiogiochista[66].
[modifica] Muradin Bronzebeard
Muradin Bronzebeard, noto anche come Yorg Stormheart, è il secondo dei fratelli Bronzebeard, il trio composto da lui, re Magni di Ironforge e l'esploratore Brann[67]. Assieme a Brann, Muradin funse da messaggero fra Khaz Modan e Lordaeron durante la Seconda Guerra, e a fine guerra rimase a Lordaeron in veste di ambasciatore per conto di Magni, divenendo amico e maestro del principe Arthas Menethil[67].
Nello stesso periodo, fu uno dei fondatori della Gilda degli Esploratori, voluta da suo fratello Magni, e come esploratore si recò più volte a Northrend. Durante uno di tali viaggi Muradin si accorse di un'entità minacciosa che stava prendendo sempre più potere nel continente, e ne informò re Terenas Menethil II, che gli chiese di restare sul posto e raccogliere altre informazioni[67]. Di lì a poco, Muradin e i suoi uomini vennero messi sotto assedio dalle forze del Flagello, e vennero salvati diverse settimane più tardi da Arthas, che li aveva trovati per caso[67]. Muradin unì le sue forze ad Arthas per distruggere il Flagello, e gli parlò di una spada runica, Frostmourne, che avrebbe potuto aiutarli[68]: trovata la spada scoprirono che era maledetta e Arthas, ormai assetato di vendetta e ignorando gli avvertimenti di Muradin, la impugnò, causando la presunta morte dell'amico[67][68]. Arthas spedì una lettera a re Magni informandolo della morte di Muradin e incolpandole il Flagello[68]; Magni comprese l'inganno di Arthas solo quando costui devastò il regno di Lordaeron, uccidendo il suo stesso padre.
Muradin era però sopravvissuto, e ripresi i sensi dopo che Arthas se n'era andato, colpito da una totale amnesia, vagò nelle lande innevate fino a che non venne soccorso dai nani Frostborn[69]. Dopo che Muradin a sua volta li ebbe salvati da un jormungar inferocito, essi lo chiamarono Yorg Stormheart, nome di un leggendario guerriero Frostborn[69]. Muradin/Yorg divenne infine il re dei Frostborn, e quando le forze dell'Orda e dell'Alleanza giunsero a Northrend per combattere il Re dei Lich, fece entrare i Frostborn a far parte della seconda, sebbene preoccupato per la sorte dei suoi sudditi. Dopo una lunga serie di missioni in Wrath of the Lich King, Muradin si ritrovò con i suoi fratelli e recuperò la memoria[70], lasciando quindi i Frostborn (venendo rimpiazzato da Velog Icebellow) per unirsi alla battaglia contro Arthas.
Muradin è presente in seguito nel gioco come comandante della nave da guerra volante Skybreaker, nei cieli di Icecrown, nonché all'interno della Cittadella di Icecrown assieme a Tirion Fordring ed altri personaggi. In seguito alla morte di Magni subito prima del Cataclisma, inoltre, è entrato a far parte del Concilio dei Tre Martelli che governa i nani, assieme a Falstad Wildhammer e Moira Thaurissan.
[modifica] Non morti
[modifica] Darion Mograine
Darion Mograine è il signore dei Cavalieri della Spada d'Ebano, un gruppo di cavalieri della morte liberatisi dal controllo del Re dei Lich.
Darion nacque da Alexandros ed Elena Mograine, che morì di parto; aveva un fratello maggiore, Renault[5]. Da adulto, suo fratello Renault divenne un membro della Crociata Scarlatta come suo padre, e convinto da Balnazzar, uccise a tradimento Alexandros a Stratholme[5]. Darion si unì quindi all'Argent Dawn, e con un gruppo di volontari si diresse a Naxxramas, dove si trovava suo padre che era stato resuscitato da Kel'Thuzad come cavaliere della morte. Distrutto Alexandros, Darion recuperò la sua spada, Ashbringer, che era però stata corrotta, e andò a cercare suo fratello, non sapendo che era proprio lui l'assassino di suo padre[5]. Appena lo vide, Renault attaccò Darion e lo spirito di Alexandros, intrappolato nella spada, ne uscì uccidendo Renault[5][71].
Darion chiese consiglio a Tirion Fordring su come liberare suo padre dalla spada, e lui gli rispose che solo un atto di amore più grande di quello malvagio che aveva ucciso Alexandros poteva liberarlo[5]. Ad una seguente battaglia a Light's Hope Chapel nelle Terre Infette Orientali, fra il Flagello e l'Argent Dawn, Darion decise così di sacrificarsi per distruggere i non morti, uccidendosi con la stessa Ashbringer e liberando sì suo padre, ma condannando sé stesso a risorgere come non morto al servizio del Re dei Lich[5].
Darion cominciò quindi ad addestrare nuovi cavalieri della morte, prima spedendoli a devastare l'Enclave Scarlatta, e poi guidandoli in battaglia direttamente contro l'Argent Dawn a Light's Hope Chapel[5][72]. Qui però l'Ashbringer, guidata dallo spirito di suo padre, gli si rivoltò contro, portando alla sconfitta sua e delle sue armate. Darion capì di essere stato usato dal Re dei Lich solo per far uscire allo scoperto Tirion, impressione confermata dal Re dei Lich stesso che apparve di lì a poco e imprigionò l'anima di Alexandros dentro a Frostmourne[72]. Darion gettò quindi l'Ashbringer a Tirion, che la purificò col potere della Luce, e riuscì a scacciare il Re dei Lich[72]. Dopo questo evento vennero formate l'Argent Crusade, guidata da Tirion, e i Cavalieri della Spada d'Ebano, guidati da Darion. In seguito furono proprio i Cavalieri della Spada d'Ebano a conseguire alcune fra le più importanti vittorie contro il Re dei Lich a Northrend[5].
[modifica] Meryl Felstorm
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[modifica] Teron Gorefiend
Teron Gorefiend è stato il primo cavaliere della morte della storia di Warcraft. In vita, Teron era uno stregone orco del Concilio delle Ombre, l'organo guidato da Gul'dan che governava l'Orda da dietro le quinte. Il Concilio venne poi scoperto da Orgrim Doomhammer torturando la spia di Gul'dan Garona Halforcen, il quale lanciò un attacco a sorpresa contro la sede del Concilio stesso, uccidendone la maggioranza dei membri incluso Gorefiend.
Al servizio di Doomhammer, Gul'dan progettò la creazione dei cavalieri della morte, infondendo nei corpi di cavalieri umani morti gli spiriti dei suoi ex fratelli del Concilio: il primo ad essere resuscitato in tale modo fu Teron Gorefiend[73]. Lui e gli altri cavalieri della morte giurarono fedeltà a Doomhammer[74], e combatterono per tutta la durata della Seconda Guerra anche dopo il tradimento di Gul'dan[75]. In seguito alla sconfitta di Doomhammer, Gorefiend guidì i restanti cavalieri della morte di nuovo a Draenor, dove si misero al servizio di Ner'zhul. Ner'zhul aveva bisogno di diversi potenti artefatti così da poter aprire nei portali verso altri mondi, ed inviò Gorefiend a recuperarli: si trattava del Libro degli Incantesini di Medivh e dell'Occhio di Dalaran. Giunto sulle tracce del libro a Stormwind, Gorefiend scoprì che il libro era stato rubato da agenti di Alterac[76]. Ottenuto il supporto di Deathwing, con in cambio la promessa di poter raggiungere Draenor per mettere al sicuro le sue uova, Teron viaggiò ad Alterac dove ottenne il libro da Aiden Perenolde[76]. Il secondo artefatto venne recuperato a Dalaran, dove Gorefiend si scontrò con Antonidas, Kael'thas Sunstrider, Krasus e Sathera, che non riuscirono però a fermarlo; Sathera perì nello scontro[76].
Ritornato a Draenor, aiutò Ner'zhul nell'apertura dei portali, e cadde in combattimento contro Turalyon mentre la loro energie devastava il pianeta[76]; il suo spirito rimase però intrappolato nella Valle di Shadowmoon. Esso può essere incontrato dai giocatori di The Burning Crusade; si presenta inizialmente come uno spirito che conosce la storia di Teron Gorefiend, invitando i giocatori a svolgere dei compiti per lui, dopodiché prende possesso dei loro corpi, per sconfiggere il suo guardiano Karsius. Morto Karsius, Teron libera il giocatore e fugge verso il Black Temple, dove può essere sconfitto dai giocatori successivamente.
[modifica] Thassarian
Thassarian è stato il primo cavaliere della morte dell'Alleanza. In vita abitava in una fattoria nei dintorni di Lordaeron, con sua sorella Leryssa e sua madre Vivian. Il padre, Killoreen, era un soldato, ed era caduto in battaglia. Anche Thassarian divenne un soldato, grazie agli insegnamenti paterni, con grande abilità nell'uso della spada. Nonostante fosse un grande soldato, non era in grado di comandare altre truppe, poiché era carente di inventiva.
Seguì Arthas nella sua campagna a Northrend, dove venne ucciso dal Capitano Falric e risvegliato come cavaliere della morte al servizo del Flagello. In seguito combatté a Quel'Thalas, dove incontrò per la prima volta Koltira Deathweaver: i non morti uccisero Faltora, suo fratello, e Koltira giurò vendetta. Giorni dopo Koltira tentò di sconfiggere Thassarian, ma venne ucciso e trasformato a sua volta.
Divenuti amici nella non morte, si esercitarono per mesi fino alla battaglia di Light's Hope Chapel. Lì Thassarian reincontrò suo padre, che gli chiese di combattere il controllo del Re dei Lich. Una volta liberi, Thassarian fece ritorno a Storwind e poi a Northrend. Lì Thassarian incontrò sua sorella Leryssa, controllata dal San'Layn Valanaar. Thassarian sconfisse Valanaar,liberando Leryssa e il generale Alros.
Così Thassarian diventò un membro importante dell'esercito dell'Alleanza, e venne stazionato sulla nave volante Skybreaker. Dopo la caduta del Re dei Lich, egli combatté Ad Andorhal contro Koltira, ma fuggì dopo la sconfitta dell'Alleanza. Ricomparà ad Hjal, tempo dopo, aiutando i membri dell'Alleanza nel far fronte all'invasione di Ragnaros nel Nido di Sethria.
[modifica] Orchi
[modifica] Blackhand
Blackhand, detto "il Distruttore", fu il primo capo dell'Orda degli Orchi. Originariamente era un Cavalcalupo della Sythegore Arm e successivamente divenne capo del clan Blackrock. Considerato uno dei più rispettati guerrieri dell'Orda, nonostante il grande genio tattico e l'evidente abilità di guerriero, fu manipolato da Gul'dan il quale lo convinse della necessità di formare il Concilio delle Ombre[77]. Gli sciamani del clan Blackrock furono i primi a divenire stregoni[77] e lui venne nominato Signore della Guerra dagli altri clan con una certa rapidità. Era fermamente convinto della necessità di distruggere i draenei, e fece costruire la Cittadella di Hellfire.
I suoi figli Rend, Maim e Griselda (avuti dalla compagna Urukal) furono i primi a subire la crescita accelerata degli stregoni voluta da Gul'dan, passando da bambini ad adolescenti nel giro di minuti[78]. Rend e Maim bevvero il sangue di Mannoroth dopo il padre, ma a Griselda fu vietato[79]. Ciò fece nascere il sentimento di odio profondo di Griselda nei confronti di suo padre, che la spinse ad allearsi con l'ogre Turok, che divenne anche suo amante. Blackhand successivamente ordinò l'uccisione di entrambi.
Blackhand condusse vittoriosamente l'Orda contro le città umane, grazie all'aiuto degli stregoni, degli ogre e di Orgrim Doomhammer, suo secondo in comando; tuttavia non si rese mai conto che Gul'dan manipolava ogni sua azione, rendendolo di fatto una marionetta del Concilio delle Ombre[80].
Orgrim aveva invece capito la situazione e così, dopo la caduta di Stormwind, sfidò Blackhand a duello e lo uccise, prendendo il suo posto, e rovesciò il Concilio, divenendo l'unico vero signore dell'Orda[80]. I figli di Blackhand, Rend e Maim, lasciarono il clan Blackrock e fondarono il clan Black Tooth Grin.
[modifica] Drek'Thar
Drek'Thar è uno sciamano e veggente orco, attuale capo del clan Frostwolf. Si sa molto poco sulla storia di Drek'Thar prima della formazione dell'Orda. È cieco, secondo alcune fonti fin dalla nascita[81], e fu apprendista sciamano di Madre Kashur; quando ella morì, Drek'Thar le successe come sciamano anziano del clan Frostwolf. Come la maggioranza degli orchi, Drek'Thar credette alle parole di Ner'zhul secondo cui i draenei stavano complottando contro di loro, e partecipò a diversi attacchi contro di loro, uccidendo anche civili indifesi, compresi donne e bambini. Quando gli elementi smisero di rispondere alla chiamata degli sciamani, Drek'Thar seguì il sentiero indicato da Gul'dan e divenne uno stregone. Il capo del clan Frostwolf, Durotan, rifiutò di bere il sangue di Mannoroth e proibì ai membri del suo clan di farlo, così i Frostwolf vennero esiliati nei monti Alterac, dove Drek'Thar abbandonò le arti stregonesche e ritornò ad essere uno sciamano, prendendo coscienza delle atrocità che aveva commesso durante la guerra. In questo periodo, tramite le arti sciamaniche, Drek'Thar riuscì ad ottenere l'amicizia dei lupi nativi di Alterac, da allora alleati del clan Frostwolf.
Quando Durotan e sua moglie vennero assassinati e il loro figlio creduto morto, poco prima dell'inizio della Seconda Guerra, Drek'Thar assunse il comando del clan. I Frostwolf vennero ritrovati vent'anni dopo da Thrall, figlio di Durotan, e Drek'Thar lo addestrò come sciamano. Parte del clan Frostwolf seguì Thrall e la nuova Orda a Kalimdor, compreso Drek'Thar. Nel periodo precedente gli eventi di World of Warcraft, Drek'Thar tornò alla guida dei Frostwolf nella Valle di Alterac, dove erano iniziate delle lotte per il controllo del territorio con i nani del clan Stormpike.
Da Alterac Drek'Thar funge da rappresentante di Thrall per i Regni Orientali, e raramente si è spostato da lì in seguito al suo ritorno, eccetto per far visita a Nagrand assieme a Thrall dopo la riapertura del Portale Oscuro. La vecchiaia ha pesato molto sulle spalle di Drek'Thar, che nel periodo seguente la sconfitta del Re dei Lich era costretto a letto, sotto le cure di un orco di nome Palkar. Drek'Thar ebbe diverse visioni, fra cui una del massacro di un gruppo di druidi ed un'altra del mondo che si spezzava. Per la prima delle due Palkar acconsentì ad inviare avvertimenti agli elfi della notte, ma l'attacco non avvenne; Palkar ne attribuì la causa alla senilità del vecchio e lasciò perdere la seconda visione. Quando Palkar ricevette la notizia che un gruppo di druidi tauren ed elfi della notte era stato attaccato e l'unico sopravvissuto era Hamuul Runetotem, capì che le visioni di Drek'Thar erano vere e spedì un messaggio a Thrall riguardante la seconda visione, che prediceva il Cataclisma che si sarebbe verificato di lì a poco.
Drek'Thar appare nuovamente in Cataclysm, costretto su una sedia a rotelle e affidato alle cure del capitano Galvangar. Alla richiesta dei giocatori, su commissione del comandante Cromush, di fornire aiuto ai Reietti per sconfiggere le ultime resistenze umane a Lordaeron, Drek'Thar rifiuta, lasciando Cromush sgomento. Ciò perché Drek'Thar, pur avendo commesso azioni riprovevoli in passato, se ne è pentito e ne porta il peso, mentre i Reietti compiono atti malvagi senza segno di rimorso[82].
[modifica] Durotan
Durotan era il signore del clan Frostwolf e padre di Thrall. È ricordato come uno dei più grandi eroi dell'Orda. Durotan nacque molto prima della corruzione degli orchi e fin da giovane divenne molto amico di Orgrim Doomhammer, membro del clan Blackrock[83]. Durante un'escursione nella foresta, lui e Orgrim vennero attaccati da un ogre e salvati da un gruppo di draenei, che li portarono a Telmor. Lì conobbero il profeta Velen ed il comandante Restalaan, ed entrarono in contatto con la civiltà draenei[84]. Quando il padre di Durotan, Garad, morì, Durotan e Draka, la sua compagna, presero il potere sul clan Frostwolf con Drek'Thar come sciamano e consigliere, e parteciparono al concilio convocato da Ner'zhul. Quando lo sciamano accusò i draenei di tramare contro gli orchi, Durotan e Draka rimasero piuttosto perplessi al pensiero di una campagna contro di loro, così come Orgrim, divenuto secondo in comando di Blackhand[85]. Durante la guerra contro i draenei, Durotan catturò Velen, lasciandolo poi libero in cambio di due cristalli magici[86], e fu costretto a distruggere la città di Telmor, dove uccise Restalaan[87]. Avvertito da Ner'zhul di non bere il sangue di Mannoroth, vietò a tutto il clan Frostwolf di farlo, salvandolo dalla contaminazione demoniaca[88]. Il Frostwolf, ribellatosi allo strapotere del Concilio delle Ombre e di Gul'dan, venne preso di mira dagli altri clan e poi esiliato sui Monti Alterac. Durotan, dopo la nascita di Thrall (che era chiamato Go'el), avvertì Orgrim che erano i demoni i veri signori dell'Orda e che il Concilio era al loro servizio. Venuto a sapere di ciò, Gul'dan inviò dei sicari (secondo alcune fonti comandati da Rend e Maim Blackhand) ad uccidere Durotan, Draka e Go'el. Solo il bambino, ancora in fasce, si salvò dall'attacco. La nazione orchesca di Durotar prende il nome da Durotan[89].
[modifica] Tauren
[modifica] Baine Bloodhoof
Baine Bloodhoof è l'attuale capo delle tribù di tauren unite e della sua tribù Bloodhoof, figlio di Cairne Bloodhoof e di Tamaala. Venne catturato, assieme ad altri tauren, da un gruppo di centauri qualche tempo dopo che i tauren ebbero riconquistato Mulgore, gettando sua padre in una profonda depressione. Venne salvato in extremis, quando gli altri tauren catturati erano già stati uccisi, dal campione dell'Orda Rexxar, riempiendo nuovamente di gioia Cairne.
Baine divenne quindi il leader di Bloodhoof Village, nel sud di Mulgore, concentrando i suoi sforzi contro la Compagnia di Ventura goblin e gli gnoll Palemane, e tentò di allontanare i nani dal sito di scavi di Bael'dun, luogo sacro per i tauren, avvertendoli che continuando negli scavi avrebbero fatto infuriare gli spiriti e mandando anche degli avventurieri a rompere i loro strumenti[90]; le contromisure si rivelarono inefficaci, e i nani vennero successivamente sterminati dagli spiriti infuriati.
Durante la guerra contro l'Incubo di Smeraldo, Baine è uno dei tanti che rispondono alla chiamata di Malfurion Stormrage; quando i membri dell'Orda esprimono il loro concerno sulla decisione di Malfurion di affidare la leadership a Varian Wrynn per la battaglia, Baine si schiera dalla sua parte, sciogliendo la tensione e spiegando che il conflitto in corso andava oltre le loro differenze, mostrando una notevole saggezza.
Baine sostituì brevemente suo padre come leader dei tauren durante un viaggio di Cairne a Northrend, dimostrandosi un leader capace e benvoluto. Cairne venne successivamente ucciso in duello da Garrosh Hellscream a causa del tradimento di Magatha Grimtotem, che diede quindi ordine di prendere il controllo delle terre dei tauren e di uccidere tutti i fedeli di Cairne, Baine compreso. Egli venne però avvertito da uno dei Grimtotem, lo sciamano Stormsong, e riuscì a mettersi in salvo[91]. Non certo della posizione di Garrosh nel conflitto, e sapendo che i troll erano pochi, ai Reietti non importava nulla e gli elfi del sangue erano troppo lontani, Baine scelse di chiedere aiuto ad una delle persone su cui Thrall contava di più, Jaina Proudmoore[92].
A Theramore Baine incontra l'erede al trono di Stormwind Anduin Wrynn, con cui strinse amicizia e che gli donò Spezzapaura, una mazza ricevuta da re Magni Bronzebeard[93]. Convinta da Anduin, Jaina accetta di sostenere economicamente Baine nel suo piano per sconfiggere i Grimtotem. Baine ricevette inoltre l'aiuto di Gazlowe, capo dei goblin di Ratchet, nelle Terre Aride, che gli fornì zeppelin, esplosivi ed altro[94]. Dopo una battaglia a Thunder Bluff, i Grimtotem vennero sconfitti e Baine esiliò Magatha e quelli che decisero di restarle fedeli nei Monti Stonetalon[95]. Nonostante l'estraneità di Garrosh al complotto di Magatha, Baine prova comunque poca simpatia per lui, dato che fu comunque Garrosh ad uccidere Cairne. Ciononostante lo ha riconosciuto come capo dell'Orda in seguito un confronto a Freewind Post, nei Mille Aghi, dove si è rifiutato di battersi con lui come fece suo padre per non dividere ulteriormente l'Orda[96].
[modifica] Cairne Bloodhoof
Cairne Bloodhoof era il capo delle tribù unite dei tauren e leader della città di Thunder Bluff. Ha avuto un figlio, Baine, dalla compagna Tamaala, deceduta in un periodo precedente la Terza Guerra.
Originariamente era il leader della tribù di tauren Bloodhoof, di cui guidava l'esistenza nomade nelle Terre Aride, in perenne fuga dai centauri[97][98], e sebbene volesse già da tempo trovare un modo per riappropriarsi delle verdeggianti terre di Mulgore[98] con i continui attacchi dei centauri aveva iniziato a perdere la speranza. La situazione subì una svolta decisiva quando Cairne e i suoi tauren incontrarono gli orchi guidati da Thrall: le due razze strinsero ben presto alleanza, portando così anche i tauren all'interno della Nuova Orda[97], e i due leader divennero profondamente amici. Cairne informò Thrall della presenza di un oracolo a nord, nei monti Stonetalon, e dopo che gli orchi ebbero salvato il villaggio dei Bloodhoof da un assalto dei centauri gli propose un patto: gli orchi avrebbero aiutato i tauren a riprendere Mulgore, e loro in cambio li avrebbero portati alla locazione esatta dell'oracolo[98]. Arrivati all'oracolo Cairne e Thrall si incontrarono con Jaina Proudmoore e l'oracolo, che era lo spirito di Medivh, li fermò prima che iniziassero a lottare e li convinse ad unire le forze per combattere la Legione Infuocata[98].
Dopo la battaglia del Monte Hyjal, Cairne aiutò Thrall durante la fondazione di Orgrimmar, e non molto tempo dopo suo figlio Baine venne rapito dai centauri, gettando Cairne nella depressione. Cairne venne raggiunto da Rexxar e Rokhan, che stavano cercando aiuto su richiesta di Thrall contro l'invasione dell'ammiraglio Daelin Proudmoore, ma il capo tauren replicò di dire a Thrall che era morto. I due andarono così a salvare Baine, risollevando Cairne che fornì subito aiuto agli orchi[98]. Dopo la sconfitta di Proudmoore, Cairne tornò a Mulgore, dove unì tutte le tribù di tauren e fondò la città di Thunder Bluff[98].
Fino al periodo precedente il Cataclisma, Cairne non ha avuto un ruolo molto importante all'interno dell'Orda. Sebbene colpito dalla capacità di Garrosh Hellscream come leader durante un incontro nella Tundra Boreana, la natura saggia, pacifica e contemplativa del tauren[97] gli ha reso del tutto indigesta la decisione di Thrall di sceglierlo come sostituto durante la sua permanenza a Nagrand. Dopo essere stato informato dall'arcidruido Hamuul Runetotem del massacro di un gruppo di druidi tauren ed elfi della notte, effettuato da agenti del clan Twilight's Hammer ma fatto passare per un ordine di Garrosh, Cairne sfidò Hellscream ad un mak'gora, cioè una sfida all'ultimo sangue, nell'arena di Orgrimmar. L'ascia di Garrosh venne avvelenata da Magatha Grimtotem, e dopo il primo colpo ricevuto da Garrosh Cairne non fu più in grado di difendersi, venendo così ucciso. La morte di Cairne diede a Magatha l'occasione per prendere il controllo di Thunder Bluff, per essere poi sconfitta ed esiliata da Baine che prese il posto di suo padre. Riportato a Thunder Bluff, il corpo di Cairne venne posto su una pira e bruciato, come da usanza del popolo dei tauren.
[modifica] Hamuul Runetotem
Hamuul Runetotem è l'Arcidruido di Thunder Bluff ed il più importante druido tauren del Cenarion Circle. Durante la battaglia del Monte Hyjal strinse amicizia con Malfurion Stormrage, che gli insegnò le arti druidiche[99] e divenne uno dei più potenti druidi mai esistiti. Hamuul divenne pertanto il primo druido tauren in venti generazioni, e reintrodusse la dottrina druidica nel suo popolo[99]. È in contrasto con Fandral Staghelm, il quale crede che solo gli elfi della notte siano veri druidi. Ha una figlia, Bashana[100], anch'ella druida e membro del Cenarion Circle.
Era particolarmente legato a Cairne Bloodhoof, suo amico d'infanzia e sostiene con tutte le sue forze suo figlio Baine. Addestra druidi nella città, e a causa della sua vecchiaia raramente lascia l'Altura degli Anziani dove risiede[101]. Successivamente, mentre Alleanza e Orda erano in campagna a Northrend contro il Re dei Lich, Hamuul divenne uno dei membri fondatori del nuovo Concilio di Tirisfal, e assieme ad altri concesse i suoi poteri a Med'an per sconfiggere Cho'gall[102]. Venne in seguito convocato da Fandral Staghelm a Teldrassil dove scoprì, assieme a Naralex e Shandris Feathermoon, della sua corruzione.
Si recò in seguito nei Monti Stonetalon per un incontro con dei druidi elfi della notte nel tentativo di ricucire i rapporti fra Orda e Alleanza. I druidi furono massacrati da agenti del clan Twilight's Hammer, e Hamuul si salvò per miracolo, riferendo poi dell'accaduto a Cairne e giungendo all'errata conclusione che il mandante fosse Garrosh Hellscream[103].
In seguito all'attacco di Ragnaros al Monte Hyjal, Hamuul si è unito ai druidi locali per combattere contro di lui e il Twilight's Hammer, partecipando di persona al primo attacco contro il Signore Elementale del Fuoco stesso[104].
[modifica] Magatha Grimtotem
La Strega Anziana Magatha Grimtotem è la matriarca del clan tauren Grimtotem; è una potente sciamana[105] ed è molto astuta. Era in perenne contrasto con il capo dei tauren, Cairne Bloodhoof, a causa del suo temperamento pacifico; considera inoltre i tauren una razza superiore che deve sradicare le altre da Kalimdor, e si considera l'unica in grado di guidare la sua gente[106]. Cairne la mise in una posizione di potere a Thunder Bluff per tenerla tranquilla e sotto controllo, e Magatha non agì mai apertamente contro di lui, pur complottando in continuazione alle sue spalle[107]. Sposò il capo dei Grimtotem, che morì non molto tempo dopo in seguito ad un incidente durante una scalata (incidente che alcune voci vogliono non così accidentale come sembra)[107].
Magatha fu una dei più accesi sostenitori dell'entrata nell'Orda dei Reietti: la ragione ufficiale è che essa crede che i tauren possano aiutarli a redimersi e "ritornare umani"[108], mentre in realtà è perché, più di tutte le altre razze dell'Orda, essi si prestano alle sue subdole macchinazioni. Tentò inoltre di negoziare con i trogg di Ragefire Chasm, ma venne accoltà con ostilità[109].
Da dopo la guerra contro il Re dei Lich, Magatha mise gli occhi su Garrosh Hellscream, vedendolo come una potenziale pedina per i suoi piani. Quando Garrosh e Cairne si sfidarono al mak'gora, un duello fino alla morte, Magatha fu la sciamana che benedisse l'arma di Garrosh, utilizzando però del veleno e provocando così la morte di Cairne[110]. Immediatamente dopo il decesso di Cairne, Magatha ordinò ai Grimtotem di prendere il controllo di Thunder Bluff e di altri avamposti dei tauren con un colpo di stato, facendo anche uccidere buona parte degli alleati di Cairne[110]. Avvisato dal Grimtotem Stormsong, il figlio di Cairne Baine Bloodhoof si mise in salvo, e organizzò la ripresa della città. Magatha chiese aiuto a Garrosh, che scoperto del suo tradimento le inviò in risposta una lettera in cui la ricopriva d'insulti e le augurava una morte lenta e dolorosa[111]. Lei e le sue forze furono quindi sconfitte da quelle di Baine; quest'ultimo spezzò inoltre i totem della sciamana, facendo infuriare gli elementi e impedendole così di usare i suoi poteri, e spedì lei e i Grimtotem a lei leali in esilio nei Monti Stonetalon[112].
In seguito al Cataclisma, Magatha venne catturata dal clan Twilight's Hammer nei Mille Aghi[113]. Liberata da un avventuriero[114], Magatha gli fornì le informazioni necessarie per sconfiggere una creatura dei Twilight's Hammer, l'Animus[115]. Dopodiché, appropriatasi di diversi potenti artefatti, se ne andò avvisando l'avventuriero di non incrociare mai più la strada con lei[116].
[modifica] Umani
[modifica] Anduin Wrynn
Anduin Llane Wrynn è il figlio di re Varian Wrynn, capo dell'Alleanza, e di lady Tiffin Ellerian. Porta lo stesso nome di lord Anduin Lothar, in onore del grande condottiero, mentre il suo secondo nome è quello di suo nonno, re Llane Wrynn. È nato 14 anni prima del Cataclisma.
Anduin venne incoronato re di Stormwind all'età di dieci anni, quando suo padre sparì durante un viaggio diplomatico verso Theramore, per evitare disordini sulla successione; il potere era comunque in mano ai suoi tutori, l'Alto Signore Bolvar Fordragon e la consigliera lady Katrana Prestor. La sparizione di Varian venne tenuta segreta, e poco dopo egli ritornò, facendo ritornare tutto alla normalità: Varian però veniva trattato con scetticismo sia da Anduin[37] che da altri leader, come re Magni Bronzebeard di Ironforge[38]. Quando la vera identità di Katrana, la dragonessa Onyxia, venne rivelata, si scoprì che Varian era solo una parte della personalità del re, che Onyxia aveva scisso. Onyxia rapì Anduin[39] portandolo nel suo covo negli Acquitrini di Dustwallow, per poi essere raggiunta ed uccisa da Varian (riunificato) e altri, che salvarono anche Anduin[40]. Il carattere pacifico e saggio del principe lo misero però spesso in contrasto con quello più combattivo di suo padre.
Anduin seguì suo padre ad un altro raduno diplomatico a Theramore, su invito di Jaina Proudmoore, dove si incontrarono col capo dell'Orda Thrall e Garrosh Hellscream. Il meeting fu però rovinato dai cultisti del clan Twilight's Hammer, e Anduin partecipò alla battaglia che ne seguì[117].
Nel periodo precedente il Cataclisma, Jaina Proudmoore gli donò una pietra del cuore (hearthstone, lett. "pietra del focolare") con cui avrebbe potuto raggiungerla a Theramore in qualsiasi momento[118]. Varian lo inviò poco dopo ad Ironforge, per farlo addestrare come guerriero da Magni; lì strinse amicizia con la sua tutrice, la nana Aerin. Anduin si impegnò in prima persona per soccorrere i feriti dalle prime scosse del Cataclisma, e durante un'operazione di salvataggio a Kharanos, a Dun Morogh, Aerin perse la vita[119], evento che addolorò profondamente il principe. Non molto tempo dopo Magni, eseguendo un rituale con delle tavolette ritrovate ad Ulduar per cercare di fermare i terremoti, rimase pietrificato[120]. Il trono venne reclamato da sua figlia, Moira Thaurissan, che supportata dai nani Dark Iron instaurò una dittatura, tenendo gli abitanti di Ironforge prigionieri, ed Anduin con essi. Il principe fuggì a Theramore con la sua pietra del cuore, dove ebbe tempo di conoscere e stringere amicizia con Baine Bloodhoof[121]. Venuto a sapere che suo padre, con un gruppo di assassini, stava infiltrandosi ad Ironforge per uccidere Moira, Anduin ritornò in città per fermarlo, convincendolo che la situazione non si sarebbe risolta uccidendo la legittima erede al trono, ma guidandola ad essere un capo migliore, e portando così alla formazione del Concilio dei Tre Martelli per governare la città[65].
In Cataclysm, Anduin aiuta i giocatori a smascherare un agente del clan Twilight's Hammer infiltratosi fra i collaboratori di re Varian, il maggiore Samuelson[122].
[modifica] Daelin Proudmoore
Il Grand Ammiraglio Daelin Proudmoore era il leader della nazione di Kul Tiras e fu supremo comandante delle forze navali dell'Alleanza durante la Seconda Guerra. Aveva tre figli, Derek, Tandred e Jaina, nonché una figliastra, Finnall Goldensword, avuta da una maga elfa alta di Dalaran, Kilnar Goldensword.
Proudmoore fu uno dei leader convocati da re Terenas Menethil II per formare un'Alleanza contro l'imminente attacco dell'Orda a Lordaeron[123], e fu uno dei suoi più forti sostenitori[124]. Verso la fine del conflitto, dopo che le forze di Gul'dan e Cho'gall erano già state annientate da quelle di Doomhammer per il tradimento, Proudmoore guidò un attacco navale contro una flotta dell'Orda, ma l'intervento dei draghi al comando degli orchi gli costò una parte della flotta, quella su cui si trovava suo figlio Derek[58]. Proudmoore sostenne re Terenas nelle sue scelte anche in seguito alla guerra, supportandolo anche quando decise di internare gli orchi anziché sterminarli.
Grande amico di re Terenas, Daelin fu sconvolto al sentire della sua morte e della devastazione portata a Lordaeron dal Flagello e dai demoni. Dopo la fine della Terza Guerra, lasciò Kul Tiras in mano a suo figlio Tandred portando con sé gran parte della flotta, in cerca di sua figlia Jaina, che era fuggita vers Kalimdor alla testa di alcuni sopravvissuti. Qui scoprì che gli umani e gli orchi vivevano in pace, e convinto che l'Orda fosse da sradicare prima che diventasse un pericolo troppo grande, cominciò a lanciare dei raid contro gli accampamenti costieri degli orchi. Quando essi cominciarono ad contrattaccare, Daelin si ritirò a Theramore, dove con sgomento trovò sua figlia in compagnia del Mok'Nathal Rexxar, del troll Rokhan e del pandaren Chen Stormstout, tutti alleati dell'Orda. Daelin chiese il loro arresto immediato, ma Jaina rifiutò e li aiutò a fuggire.
Senza permettere alla figlia di spiegare la situazione, Daelin la usurpò del comando su Theramore e cominciò a lanciare altri attacchi contro gli orchi, che respinsero nuovamente le sue forze. Rexxar e Thrall sapevano però che Daelin non avrebbe mai smesso di attaccare l'Orda, e prepararono un piano per sconfiggerlo. Daelin fece stabilire un blocco navale che isolò la città, ma non sapeva che sua figlia si era schierata contro di lui, per impedire un'escalation di guerra e morti inutili. Jaina aiutò Rexxar e Thrall ad entrare in città, dove tentarono di dissuaderlo dai suoi propositi ma egli, testardo, rifiutò e venne ucciso in combattimento da Rexxar.
[modifica] Gran Maresciallo Garithos
| « L'unico non-umano buono è un non-umano morto. » | |
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(Garithos[125])
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Il gran maresciallo Garithos era un umano a capo delle forze rimanenti dell'Alleanza dopo la Terza Guerra. Membro della guardia reale di re Terenas e sopravvissuto alla piaga e alla strage che devastarono Lordaeron, Garithos raccolse i superstiti e si autoproclamò Gran Maresciallo, guidando le sue armate nel tentativo di riprendere la Capitale. Tuttavia era terribilmente razzista e non amava lavorare con altre razze quali gli elfi[126] o i nani[127], e credeva che l'Alleanza non avrebbe mai dovuto permettere a razze non umane di entrarne a far parte[126]. Così Garithos usava i soldati di altre razze per i lavori più umili, pericolosi o difficili. Ad uno dei suoi più promettenti generali, Kael'thas Sunstrider, affibbiava dei compiti inutili e spesso molto pericolosi. Kael e la sua gente furono costretti ad accettare l'aiuto dei naga di lady Vashj due volte. La prima Garithos li rimproverò aspramente[128], la seconda li fece incarcerare nei sotterranei di Dalaran[126], in attesa dell'esecuzione[129]. Gli elfi si liberarono grazie all'aiuto di Vashj e fuggirono tramite un portale nelle rovine di Dalaran; Garithos cercò di impedirglielo, senza successo[130].
Sebbene furioso, Garithos riportò la sua attenzione sui non morti: riuscì a respingerli nelle Terre Infette ma si trovò presto faccia a faccia con il signore delle tenebre Detheroc, che aveva il potere di dominare la mente: Garithos, assieme ai suoi uomini, cadde ben presto suo schiavo. Gli umani servirono Detheroc per un po' di tempo fino a quando egli non venne attaccato dai Reietti guidati da Sylvanas Windrunner e Varimathras. La banshee uccise Detheroc, liberando così Garithos e i suoi uomini dalla schiavitù, e sebbene riluttante il Gran Maresciallo accettò di aiutarla a sconfiggere Balnazzar, l'ultimo signore delle tenebre rimanente, a condizione che poi Sylvanas lasciasse le sue terre; Sylvanas accettò, ma non aveva alcuna intenzione di tener fede alla sua promessa[131]. Compiuta la missione Garithos intimò a Sylvanas di andarsene ma costei ordinò a Varimathras di ucciderlo: il nathrezim obbedì con piacere, ponendo fine all'esistenza di Garithos[127].
[modifica] Khadgar
Khadgar è uno dei più potenti maghi mai vissuti nell'universo di Warcraft; il suo nome in nanico significa "fiducia". Khadgar venne mandato, all'età di 17 anni, alla torre di Karazhan come apprendista del mago Medivh[132]. Dopo un po' di permanenza alla torre, Khadgar cominciò a percepire qualcosa di strano in Medivh, cominciando a sospettare delle sue azioni[133]; quando incontrò l'assassina Garona Halforcen scoprì il piano di Medivh di aprire il Portale Oscuro per permettere all'Orda di accedere ad Azeroth scatenando così la Prima Guerra. Nonostante fosse troppo tardi per impedirlo, assieme a Garona, corse ad avvisare re Llane Wrynn I, e con Anduin Lothar i tre tornarono a Karazhan per uccidere Medivh. Riuscirono nell'intento, ma non prima che Medivh lanciasse una maledizione su Khadgar, rendendolo un fragile vecchio[133][134].
La morte di Medivh non fermò però l'Orda, che guidata da Orgrim Doomhammer rase al suolo la città di Stormwind. Khadgar, divenuto arcimago, Lothar e i superstiti della guerra ripararono a nord, a Lordaeron, dove organizzarono la resistenza contro l'Orda formando l'Alleanza. Durante tutto il corso della Seconda Guerra, Khadgar combatté e studiò gli incantesimi di Medivh e la natura del Portale Oscuro: quando l'Alleanza riuscì a respingere l'Orda nelle Terre Devastate, Khadgar utilizzò un incantesimo per distruggere il Portale[135], cosa che non gli riuscì del tutto. L'arcimago fece allora costruire la fortezza di Nethergarde, per sorvegliare ciò che rimaneva del Portale[133].
Quando, un anno dopo, il cavaliere della morte Teron Gorefiend riaprì il portale per accedere ad Azeroth, Khadgar guidò una spedizione al suo interno, nel mondo di Draenor, per eliminare la minaccia degli orchi una volta per tutte[133], accompagnato da Turalyon, Danath Trollbane, Alleria Windrunner e Kurdran Wildhammer. Quando Ner'zhul aprì diversi portali su altri mondi, distruggendo definitivamente l'equilibrio naturale di Draenor, Khadgar e gli altri distrussero una volta per tutte il Portale Oscuro, per evitare che il cataclisma magico si riversasse anche su Azeroth, e rimanendo così bloccati a Draenor. Dopo ciò, l'Alleanza li diede per dispersi[133].
In World of Warcraft: The Burning Crusade, con la riapertura del Portale Oscuro, si scopre che Khadgar è ancora vivo, e funge da consigliere al naaru A'dal, capo di Shattrath City, invitando Orda e Alleanza a mettere da parte l'odio reciproco e ad allearsi contro la Legione Infuocata.
[modifica] Turalyon
Turalyon è un paladino che combatté per le forze dell'Alleanza durante la Seconda Guerra. Inizialmente un giovane sacerdote, Turalyon fu scelto dall'arcivescovo Alonsus Faol per formare l'ordine della Mano Argentata, assieme a Tirion Fordring, Uther e altri[136]. Venne scelto da Anduin Lothar come luogotenente[137] per assisterlo nel conflitto, e strinse amicizia col mago Khadgar. Durante la guerra iniziò anche una relazione con la ranger elfa alta Alleria Windrunner. Combatté assieme a Lothar nelle Colline di Hillsbrad, dopodiché venne inviato assieme a Khadgar, Alleria e una parte delle forze dell'Alleanza a difendere Quel'Thalas, arrivando però dopo l'Orda, quando i Boschi di Eversong già stavano bruciando[138]. Scacciata l'Orda da Quel'Thalas e col pieno supporto degli elfi, Turalyon guidò le armate verso la Capitale di Lordaeron[139], respingendo le forze di Orgrim Doomhammer che la stavano assediando. Da lì, l'esercito dell'Alleanza ricacciò l'Orda sempre più a sud. Durante la battaglia di Blackrock Spire Lothar venne ucciso da Doomhammer e Turalyon, preso il comando delle truppe, impartì una pesante sconfitta agli orchi[140], inseguendoli poi in direzione delle Terre Devastate dove Khadgar distrusse il Portale Oscuro[141].
Non molti anni dopo, Turalyon venne scelto da re Terenas Menethil II per guidare una spedizione attraverso il ricostruito Portale Oscuro, per scongiurare nuovamente la minaccia dell'Orda, assieme ad Alleria, Khadgar, Kurdran Wildhammer e Danath Trollbane. Quando, a causa di Ner'zhul, il pianeta di Draenor cominciò a distruggersi, Turalyon e gli altri decisero di restare lì per chiudere il Portale Oscuro ed impedire che anche Azeroth potesse essere coinvolto dal cataclisma. Sebbene presunti morti ad Azeroth, gli eroi sopravvissero entrando in un altro dei portali aperti da Ner'zhul, per poi fare ritorno su Draenor dopo la sua trasformazione nelle Terre Esterne. A differenza di Khadgar, Kurdran e Danath che appaiano tutti nella seconda espansione di World of Warcraft, The Burning Crusade, non c'è alcuna traccia di Turalyon e Alleria, e nemmeno gli altri membri della spedizione sanno dove siano[142]. Da essa Turalyon ebbe un figlio, Arator, che attualmente si trova nelle Terre Esterne in cerca dei genitori.
[modifica] Altri
[modifica] Akama
Akama è un draenei Spezzato, leader della tribù Ashtongue e di un gruppo di élite della tribù stessa chiamati Ashtongue Deathsworn; era uno dei guardiani del Tempio di Karabor, che sarebbe poi divenuto il Black Temple, a Shadowmoon Valley: quando gli orchi, controllati dalla Legione Infuocata, marciarono sul tempio, Akama s'incaricò dell'evacuazione di quanti più abitanti del tempio possibili, dandosi poi con essi alla macchia. Dapprima si nascosero a Shattrath City, dove furono però colpiti dalle energie del caos, che mutarono molti dei sopravvissuti in Spezzati; Akama in particolare subì l'influsso pesante di tali energie[143]. In seguito i superstiti ripararono a Zangarmarsh, dove gli Spezzati vennero però allontanati dai draenei sani[143].
Dopo il cataclisma che devastò Draenor, Akama divenne il saggio anziano dei draenei che guidava, e lui e i suoi furono costretti a lottare contro gli orchi del caos di Magtheridon, il che ridusse drasticamente il loro numero. Quando Illidan Stormrage giunse nelle Terre Esterne, accompagnato dalle forze di Lady Vashj e Kael'thas Sunstrider, offrì ad Akama un'alleanza per sconfiggere Magtheridon e le sue forze. Akama accettò, e assieme ad Illidan e ai suoi servitori assediò infine la Cittadella Nera stessa di Magtheridon. Quando Kil'jaeden ordinò ad Illidan di tornare ad Azeroth per distruggere il Re dei Lich, egli portò Vashj e Kael'thas con sé, lasciando Akama a guardia dei suoi territori nelle Terre Esterne; Illidan lo designò inoltre come guardiano della cella di Maiev Shadowsong: Col tempo, Akama capì che Illidan non era meno malvagio di Magtheridon, e cominciò quindi ad elaborare un piano per portare alla sua caduta assieme ai suoi compagni più leali, i Deathsworn.
Durante gli eventi di World of Warcraft: The Burning Crusade, Akama seguì i progressi dei giocatori nello sforzo di sabotare i piani di Illidan[144], promettendo infine di aiutarli nella battaglia contro di lui[145]. Akama è presente durante la prima fase della battaglia contro Illidan, dopodiché si allontana per andare a liberare Maiev, permettendo alla Guardiana di avere la sua vendetta. Dopo la morte di Illidan, Akama giura di riempire nuovamente il tempio con la Luce.
[modifica] Chen Stormstout
Chen Stormstout è il membro più noto in Warcraft della razza dei pandaren. È un maestro miscelatore, che ha viaggiato in molti luoghi per recuperare gli ingredienti per le sue bevande. Chen si trovava a Durotar in cerca di diversi ingredienti per una delle sue birre, quando incontrò Rexxar in missione per conto di Thrall. Dopo che il Mok'Nathal l'ebbe aiutato a trovare quanto cercava, Chen decise di accompagnarlo così da visitare meglio la regione[146] Il pandaren accompagnò Rexxar a Theramore, negli Acquitrini di Dustwallow, per scoprire il motivo degli attacchi umani a Durotar. Lì guadagnarono anche il supporto di Jaina Proudmoore per sconfiggere suo padre, l'ammiraglio Daelin Proudmoore, colpevole degli attacchi[146]. Dopo la morte dell'ammiraglio, Chen rimase ancora del tempo con gli orchi per insegnare alcune delle sue ricette ad uno di essi, che le passò a sua volta al suo apprendista Drohn[147], quindi se ne andò senza più dare sue notizie. In World of Warcraft, diversi dei suoi barili vuoti possono essere trovati dai giocatori nelle Terre Aride[148].
[modifica] Gelbin Mekkatorque
L'Alto Stagnino Gelbin Mekkatorque è l'attuale leader degli gnomi, ed uno dei più bravi inventori di Azeroth. La sua elezione avvenne circa fra i sette e i nove anni prima degli eventi di World of Warcraft; in seguito all'elezione, ogni Alto Stagnino può adottare un titolo a sua scelta, e Mekkatorque scelse "Re degli Gnomi"[149].
Quando, durante la Terza Guerra, Gnomeregan venne invasa dai trogg, Mekkatorque venne colto alla sprovvista e si fidò del suggerimento di Sicco Thermaplugg, il suo consigliere, che aveva in realtà orchestrato l'invasione stessa, facendo irradiare la città per scacciare i trogg[149]. L'idea si rivelò disastrosa provocando la morte di più gnomi che trogg, morti che Mekkatorque ha ora sulla coscienza. Da allora, Mekkatorque ha giurato di dedicarsi alla riconquista di Gnomeregan[150], operazione riuscita in buona parte durante l'eventa della riconquista di Gnomeregan in Wrath of the Lich King.
Mekkatorque ha delle capacità inventive sorprendenti, come del resto tutti i membri della razza gnomica. Oltre alla notevole quantità di tempo speso a pensare piani per riprendere Gnomeregan, Mekkatorque ha anche aiutato i nani a perfezionare le tecnologie militare di supporto all'Alleanza. Fra le sue invenzioni più note c'è il Tram Deeprun, che collega come una enorme metropolitana le città di Ironforge e Stormwind.
[modifica] Genn Greymane
| « Che gli orchi siano dannati, che sia dannata l'Alleanza e che anche tu sia dannato! L'ultima cosa di cui Gilneas ha bisogno è che gli scrocconi delle altre nazioni si approfittino delle nostre risorse, che i maghi di Dalaran s'intromettano nei nostri affari e che i nemici di qualcun altro vengano ad ammazzare i nostri soldati! Gilneas appartiene solo a Gilneas, e sarà sempre così! Questa è l'ultima volta che ti rivolgo la parola, Terenas, spero quindi che tu mi abbia compreso bene. » | |
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(L'ultimo discorso di Greymane a re Terenas[151].)
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Genn Greymane (occasionalmente scritto Graymane) è uno worgen, leader degli umani e degli worgen della nazione di Gilneas. Ha una moglie, Mia, e due figli, Tess e Liam; suo padre, re prima di lui, si chiamava Archibald[152].
Greymane fu uno dei leader convocati da re Terenas Menethil II per formare un'Alleanza contro l'invasione degli orchi prima della Seconda Guerra, tuttavia non era affatto convinto dell'utilità di una simile unione[153], non volendo rischiare le vite dei suoi cittadini per una guerra che non considerava di competenza di Gilneas[152]. Greymane era convinto che la sua nazione potesse fronteggiare da sola qualsiasi avversità, e fornì solo supporti simbolici all'Alleanza, più che altro su insistenza dei nobili Darius Crowley e Vincent Godfrey[152]. Fu inoltre uno dei sostenitori di lord Daval Prestor (Deathwing camuffato, cosa che tutti ignoravano) come leader della nazione di Alterac[154].
Dopo la fine della Seconda Guerra, che era costata le vite di diversi soldati di Gilneas, il governo dell'Alleanza chiese a Gilneas altri fondi monetari[152]. Furibondo, Greymane decise di tagliare completamente i ponti con le altre nazioni, e fece costruire un immenso muro che delimitava Gilneas dal resto del continente, il Vallo di Greymane[152][154] e da allora, all'esterno, di Gilneas non si seppe più nulla[151]. L'isolamento non venne condiviso dalla totalità della popolazione, e provocò un'insurrezione contro Greymane, guidata da lord Darius Crowley[155], il cui terreno era stato tagliato in due dal Vallo[152]. La rivolta venne sedata e Crowley incarcerato.
Quando il Flagello invase Lordaeron arrivando alle porte di Gilneas, Greymane esorto l'arcimago Arugal nel suo piano di evocare gli worgen per fermarlo[152]. La maledizione degli worgen, però, sconfinò anche oltre le mura di Gilneas, cominciando a contagiare la popolazione e anche lo stesso Greymane[152]. Crowley venne rilasciato perché aiutasse Greymane a risolvere il problema; gli worgen di Gilneas riuscirono a mantenere la loro sanità mentale grazie al mago Krennan Aranas prima, e poi grazie all'intervento degli elfi della notte; il regno venne poi attaccato dai Reietti su ordine dell'Orda, e Greymane fronteggiò personalmente Sylvanas Windrunner. Quando la regina-banshee fece per uccidere Greymane, suo figlio si frappose fra i due, venendo ucciso al posto del padre.
Greymane ordinò l'evacuazione del regno, lasciando Crowley e il Fronte di Liberazione di Gilneas a occuparsi dei Reietti. Durante il viaggio attraverso il Grande Mare verso Darnassus, la nave su cui si trovavano Mia e Tess venne gravemente danneggiata dagli tsunami provocati dal Cataclisma e cominciò ad affondare[152]: essendosi rotta una gamba durante la tempesta, Mia non poteva muoversi e Tess rifiutò di lasciarla, così restarono entrambe a bordo rischiando di annegare[152]. Rifiutando di perdere gli ultimi membri della sua famiglia, Genn nuotò fino alla nave salvando entrambe[152]. Una volta giunto a Teldrassil, accettò la proposta di Malfurion Stormrage di riunire Gilneas all'Alleanza[152]. In seguito, Greymane si è spostato a Stormwind, e può essere trovato nella sala del trono con re Varian Wrynn.
[modifica] Jastor Gallywix
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[modifica] Lord Xavius
Lord Xavius era il capo degli Eletti a Zin-Azshari, l'antica capitale degli elfi della notte distrutta in seguito alla prima invasione della Legione Infuocata. Morì per mano di Malfurion Stormrage.
[modifica] Med'an
Med'an è l'attuale Guardiano di Tirisfal e uno dei fondatori del nuovo Concilio di Tirisfal. Figlio di Garona Halforcen e Medivh, ed è quindi per metà umano, per un quarto orco e per un quarto draenei. Ha la capacità di utilizzare poteri sciamanici, arcani e divini fondendoli assieme; a causa di ciò divenne un bersaglio dei cultisti del clan Twilight's Hammer, che lo credevano parte di una profezia e volevano appropriarsi del suo potere. Temendo di costituire un pericolo per suo figlio, Garona lo affidò al mago non morto Meryl Winterstorm, che lo crebbe a Duskwood[41] addestrandolo nella magia e nello sciamanesimo. L'identità di sua madre gli venne tenuta nascosta[41], anche quando lei intervenne in un'occasione per salvarlo dai Twilight's Hammer. Scoperto che Cho'gall voleva utilizzare Garona per uccidere Varian Wrynn, Med'an si precipitò a Theramore per salvarla ma venne catturato dalla non morta Stasia Fallshadow, alleata di Cho'gall[117]. Imprigionato ad Ahn'Qiraj per essere utilizzato da Cho'gall nella resurrezione di C'Thun, venne salvato da Meryl e Valeera Sanguinar[156]. Scoperta la posizione di sua madre ed appresa la sua vera identità, Med'an si ricongiunse a Garona[35] e venne addestrato nella magia della Luce Sacra dallo zio Maraad. Una volta libero, rifondò il Concilio di Tirisfal assieme ad altri fra cui sua nonna Aegwynn, l'arcidruido Hamuul Runetotem, la maga Jaina Proudmoore, il druido Broll Bearmantle e Maraad, diventandone il Guardiano[102]. Fatto ritorno ad Ahn'Qiraj, grazie ai poteri da Guardiano e al sacrificio di Aegwynn, Med'an riuscì a sconfiggere Cho'gall[102].
[modifica] Rexxar
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[modifica] Vol'jin
Vol'jin è un cacciatore delle ombre, capo dei troll della tribù Darkspear ed uno dei maggiori leader dell'Orda. Vol'jin prese il posto di suo padre Sen'jin alla guida della tribù quando egli fu ucciso dai servitori della strega del mare Zar'jira su un arcipelago al largo dei Regni Orientali, e seguendo il volere di suo padre giurò fedeltà alla nuova Orda che Thrall aveva fondato. La maggioranza dei troll, Vol'jin compreso, rimase sulle isole per ancora un anno in seguito alla partenza di Thrall, per fronteggiare Zar'jira, dopodiché le isole vennero abbandonate[157].
Giunto a Durotar in seguito alla Terza Guerra, Vol'jin stabilì il suo popolo sulle isole Echo, nel sud est della regione, ma furono costretti ad evacuarle non molto tempo dopo a causa dell'assedio dell'ammiraglio Proudmoore. Vol'jin aiutò Rexxar, Rokhan e Chen Stormstout a respingere l'attacco il più possibile, ed in seguito consigliò loro di cercare l'aiuto dei tauren e degli ogre. Dopo la morte di Proudmoore i Darkspear ritornarono alle isole Echo, ma in un periodo precedente gli eventi di World of Warcraft lo stregone Zalazane usò magie vudù oscure per rendere schiavi i troll della tribù[158], e Vol'jin fece nuovamente evacuare le isole, per timore che Zalazane potesse ottenere il dominio su tutti i troll. Sulla costa di fronte alle isole venne fondato il villaggio di Sen'jin, come base operativa contro Zalazane, mentre Vol'jin si stabilì ad Orgrimmar[158]. A dirigere le operazioni contro Zalazane al villaggio di Sen'jin rimase l'anziano Maestro Gadrin, che in World of Warcraft dava ai giocatori il compito di uccidere lo stregone e riportare la sua testa come prova[158][159]. La testa si rivelava però ogni volta essere un falso trasformato mediante la magia, una noce di cocco dipinta quando non la testa di un altro troll; in seguito alla sconfitta del Re dei Lich in Wrath of the Lich King, durante un evento propedeutico l'uscita di Cataclysm, Vol'jin attuò quindi il piano definitivo per la sconfitta di Zalazane, ottenendo anche l'aiuto del Loa Bwonsamdi[158] e riconquistando definitivamente le isole Echo[160].
Dopo il Cataclisma, Thrall lasciò la guida dell'Orda a Garrosh Hellscream: Vol'jin, avendo un forte disprezzo - ricambiato - verso Garrosh[161] considerò seriamente di separare i Darkspear dall'Orda, salvo poi ripensarci dopo un confronto con Thrall[162].
Quando la strega del mare Zar'jira ritornò a minacciare i Darkspear, Vol'jin aiutò i giocatori a sconfiggerla una volta per tutte[162]. In seguito all'uccisione di Zul'jin a Zul'Aman, il re dei troll Zandalari Rastakhan decise di riunire tutte le tribù sotto di sé, inviando messaggeri ad ognuna di esse compresa la Darkspear[26]. Vol'jin, non volendo separarsi dall'Orda, si diresse a Zul'Aman per cominciare ad ostacolare i piani di Rastakhan, collaborando in tal senso con Halduron Brightwing e Vereesa Windrunner[26].
[modifica] Note
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- ^ Testo della missione The Fall of Magtheridon su Wowpedia.
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- ^ Testo della missione The Battle For The Undercity su Wowpedia.
- ^ a b c Matthew Rossi. Know Your Lore: The Blue Dragonflight Page 2. URL consultato il 10-03-2011.
- ^ Testo dell'evento della missione Azuregos's Magical Ledger su Wowpedia.
- ^ a b Testo dell'evento della missione Easy is Boring su Wowpedia.
- ^ Testo della missione Farewell, Minnow su Wowpedia.
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- ^ Testo della missione A Prisoner of Interest su Wowpedia.
- ^ Testo della missione The Fallen Guardian su Wowpedia.
- ^ Testo dell'evento della missione The Nordrassil Summit su Wowpedia.
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- ^ Aaron Rosenberg World of Warcraft: La discesa delle Tenebre, pag. 117.
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- ^ a b c Anne Stickney. Know Your Lore: Current Alliance politics -- the dwarves, part one, page 2. URL consultato il 10-12-2010.
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- ^ Testo dell'evento dell'incontro fra i fratelli Bronzebeard su Wowpedia.
- ^ Testo dell'evento della morte di Renault su Wowpedia. In World of Warcraft, i giocatori sono al posto di Darion, che invece ricopre questo ruolo nel fumetto Ashbringer.
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- ^ Aaron Rosenberg La discesa delle Tenebre, pag. 75.
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- ^ Aaron Rosenberg La discesa delle Tenebre, pag. 228.
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- ^ Christie Golden World of Warcraft: L'ascesa dell'Orda, pag. 291.
- ^ a b Aaron Rosenberg World of Warcraft: La discesa delle Tenebre, pag. 26.
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- ^ Blizzard Entertainment Warcraft III: The Frozen Throne - Maledizione Elfi del Sangue - Fraintendimenti
- ^ Blizzard Entertainment Warcraft III: The Frozen Throne - Maledizione Elfi del Sangue - Le Caverne di Dalaran
- ^ Blizzard Entertainment Warcraft III: The Frozen Throne - Maledizione Elfi del Sangue - Il Bivio
- ^ Blizzard Entertainment Warcraft III: The Frozen Throne - L'eredità dei Dannati - Caduta del Signore delle Tenebre
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| DAVIDE R. MILANO | 200 euro |
| LORENA P. MONZA | 200 euro |
| DAVIDE L. MANTOVA | 200 euro |
| PAOLO G. ROMA | 200 euro |
| MARTA G. ROMA | 200 euro |
| ANNA MARIA D. ROMA | 200 euro |
| Total SUM | 397.572 euro |
Iscrizioni e contributi 2012
Gruppi radicali nel mondo
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2012-05-25 10:49:31 Lo Spread dei diritti. Quale governance democratica in Italia e in Europa? 










