Hammurabi

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Hammurabi
Hammurabi
Parte superiore della stele che riporta il codice di Hammurabi.
Re di Babilonia
In carica ca 1792 a.C. –
ca 1750 a.C.
Predecessore Sin-Muballit
Successore Samsu-iluna
Nascita Babilonia, XIX secolo a.C.
Morte ca 1750 a.C.
Casa reale I dinastia di Babilonia
Babilonia all'epoca di Hammurabi (1792 a.C. - 1750a.C.).

Hammurabi (in accadico Khammurabi, dall'amorreo Ammurapi, cioè "Ammu guarisce") fu il sesto re a Babilonia della cosiddetta prima dinastia babilonese. Visse tra il XIX e il XVIII secolo a.C. e viene ricordato per essere stato il fondatore dell'impero babilonese e soprattutto per aver promulgato una raccolta di leggi nota come Codice di Hammurabi, che rappresenta uno dei primi esempi di leggi scritte della storia.

Non si conosce esattamente il periodo di regno di Hammurabi in quanto le datazioni per il periodo si basano su allusioni ad eventi astronomici rintracciate in testi paleo-babilonesi dei tempi del re Ammi-Saduqa, che gli astronomi hanno interpretato in modi molto diversi. Le datazioni possibili per Hammurabi sono[1]:

Indice

[modifica] Storia

Hammurabi ereditò il trono della città di Babilonia dal padre Sin-Muballit; in quel tempo Babilonia era un regno minore inserito in un complesso sistema di città-stato disposte lungo la pianura della Mesopotamia in perenne conflitto tra di loro per il controllo dei terreni agricoli più fertili.

I primi anni del suo regno furono pacifici in quanto Hammurabi utilizzò il suo potere soprattutto per intraprendere una serie di opere pubbliche, tra cui la fortificazione delle mura della città a scopo difensivo e l'espansione dei templi.

In seguito con una risoluta politica espansionistica arrivò a dominare tutta la valle del Tigri e parte di quella dell'Eufrate. Tali campagne militari lo portarono in un primo momento a spingersi verso sud conquistando le città di Uruk e di Isin, ma successivamente rinunciò ad altre azioni militari verso meridione ripiegando, verso nord-ovest ed est.

Seguirono 20 anni di pace fino a quando Hammurabi riprese la guerra e conquistò le città di Larsa, Mari, Eshnunna e infine la regione dell'Assiria che corrispondeva all'alto Tigri. Con la conquista infine di Sumer e di Akkad pose fine all'ultima dinastia sumerica di Isin, diventando il primo sovrano dell'Impero babilonese.

Oltre che un abile stratega diplomatico e militare, Hammurabi fu anche un ottimo amministratore dello stato, infatti la sua azione di governo fu volta anche a garantire la stabilità delle sue conquiste attraverso una serie di iniziative dirette a sostenere l'agricoltura tramite il potenziamento di una rete di canali e favorendo in tutta la Mesopotamia la nascita di un'idea di unità sociale e religiosa basata sul concetto di una regalità "sacra". Sono state ritrovate numerose lettere d'argomento amministrativo che Hammurabi si scambiò con i governatori del suo regno e che dimostrano l'impegno e le capacità di Hammurabi come amministratore dello stato.

Ma il motivo principale per il quale Hammurabi è passato alla storia è il codice di leggi noto appunto come Codice di Hammurabi, basato in gran parte sulla cosiddetta legge del taglione, vale a dire sulla similarità della pena rispetto al reato, racchiuso nel famoso detto "Occhio per occhio, dente per dente". Tuttavia, il codice ammetteva anche il risarcimento in denaro, fatto molto innovativo per l'epoca. La pena, inoltre, era proporzionata alla classe sociale (uomini liberi, uomini dipendenti e schiavi) a cui appartenevano le parti coinvolte.

Alla morte di Hammurabi le redini dell'impero passarono nella mani del figlio Samsu-iluna.

[modifica] Note

  1. ^ Si veda a tal proposito Mario Liverani, Antico Oriente - Storia società economia, ed. Laterza, Roma-Bari, 2009, p. 25-26, ISBN 978-88-420-9041-0.

[modifica] Bibliografia

  • Giovanni Pettinato, Babilonia, centro dell'universo. Milano, Rusconi, 1988. ISBN 88-18-88007-1
  • Joan Oates, Babilonia, ascesa e decadenza di un impero, Roma, Newton & Compton, 1988.

[modifica] Voci correlate

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