Giacomo Margotti
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Giacomo Margotti (Sanremo, 11 maggio 1823 – Torino, 6 maggio 1887) è stato un presbitero e giornalista italiano.
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[modifica] Biografia
Studiò come seminarista nel convento agostiniano di Ventimiglia. Ricevuto il diaconato nel 1844 proseguì gli studi a Genova, dove l'8 giugno 1845 conseguì il baccellierato e a metà luglio la laurea in teologia. Nel novembre del 1845 entrò all'Accademia ecclesiastica di Superga.
Fu ordinato presbitero il 28 marzo 1846 dall'arcivescovo di Torino Luigi Fransoni. Nel marzo del 1848 divenne parroco della chiesa di San Siro a Sanremo, ma la libertà di stampa concessa con lo Statuto albertino lo portò a intraprendere la carriera giornalistica.
[modifica] "L'Armonia"
Il periodico fu fondato da Guglielmo Andrea Audisio, rettore all'Accademia ecclesiastica di Superga. Audisio volle creare un giornale espressione dei cattolici intransigenti; il primo numero uscì il 4 luglio 1848 con la testata "L'Armonia della religione con la civiltà". Originariamente bisettimanale, poi trisettimanale, "L'Armonia", aveva inizialmente una sfumatura moderata dovuta alla presenza di esponenti del cattolicesimo liberale. Il gruppo de "L'Armonia" comprendeva il marchese Carlo Emanuele Birago di Vische, proprietario e direttore, Luigi Moreno, vescovo di Ivrea, Guglielmo Audisio, in qualità di direttore effettivo; si annoveravano tra i collaboratori Gaetano Alimonda, futuro arcivescovo di Torino, il marchese Fabio Invrea, il marchese Gustavo Benso di Cavour, fratello di Camillo, e Antonio Rosmini Serbati.
Inizialmente la collaborazione di Margotti a "L'Armonia" fu occasionale. Il suo primo articolo apparve il 13 dicembre, intitolato «La Costituzione». Nello stesso periodo don Margotti scriveva arguti opuscoli contro il governo e i deputati. Luigi Moreno e Guglielmo Audisio, accortisi della verve del giovane sacerdote, lo ingaggiarono il 18 settembre 1849 con l'incarico di redattore di cronaca.
In seguito ad una polemica con il foglio liberale e anticlericale, la "Gazzetta del popolo", Guglielmo Audisio fu destituito dall'incarico di rettore dell'Accademia ecclesiastica e si dovette dimettere dalla direzione del giornale. Giacomo Margotti gli subentrò come direttore nell'autunno del 1849.
[modifica] Direttore de "L'Armonia"
La direzione di don Margotti fu subito caratterizzata da toni accesi contro la «banda democratica», responsabile della sconfitta di Novara. La battaglia proseguì con l'attacco, nel 1850, alle leggi Siccardi definite scismatiche, ingiuste e offensive del sentimento religioso. Il giornale dovette subire una serie di sequestri, denunce, multe, fino all'arresto, nel marzo del 1850, dell'arcivescovo di Torino, Fransoni, condannato a un mese di carcere per avere invitato il clero a ignorare la legge che aboliva il foro ecclesiastico. "L'Armonia" uscì allora con un numero di solo mezzo foglio. Don Margotti pubblicò altri due opuscoli di arguta satira politica: Viaggio dell'arcivescovo di Torino e del vescovo di Asti alla terza Camera subalpina e La tabacchiera nazionale. Questa svolta segnò l'uscita di Gustavo Benso di Cavour dalla redazione e l'accentuazione della linea politica intransigente. La tiratura superò le 3000 copie; fu aggiunto allora un quarto numero settimanale e nel 1855 "L'Armonia" divenne un quotidiano.
Tra il 1850 e il 1853 don Margotti collaborò anche con "La Campana", un giornale di taglio più satirico che polemico.
Nel 1856 diede alle stampe nuovi libelli contro Camillo Benso di Cavour, Giuseppe Mazzini e Vincenzo Gioberti che gli fruttarono prima una serie di lettere minatorie e poi un'aggressione (27 gennaio 1856) dalla quale uscì senza riportare gravi conseguenze.
| Né eletti né elettori | ||||
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Il 7 gennaio 1861 "L'Armonia" pubblicò un articolo dal titolo "Né eletti né elettori" con queste motivazioni
La linea di don Margotti fu poi approvata dalla Congregazione degli Affari Ecclesiastici Straordinari nel 1868, con il non expedit. Nel 1887 monsignor Davide Riccardi, allora vescovo di Novara, si domanda se il partito dell'astensionismo fosse stato suggerito a don Margotti dall'autorità ecclesiastica, che ufficialmente nel 1861 non aveva né imposto né sconsigliato l'astensionismo.[2] |
[modifica] Eletto deputato, elezione annullata
Nelle elezioni del 1857, Giacomo Margotti fu eletto nel collegio di Oristano, ma l'elezione fu invalidata il 5 giugno 1858, ricorrendo alla legge che stabiliva l'ineleggibilità dei pastori con cura d'anime; tuttavia Margotti non era più parroco ma canonico[3]. Durante la campagna elettorale "L'Armonia" aveva pubblicato l'elenco dei deputati della V legislatura indicando il loro comportamento nei confronti della legge sul matrimonio del 1852, della modifica del codice penale del 1854 e della soppressione delle congregazioni religiose del 1855.
Nel 1858, dopo un viaggio in Inghilterra, pubblicò il volume "Roma e Londra", in cui difendeva il governo di papa Pio IX, che era criticato dai liberali.
Nel giugno del 1859 a "L'Armonia" furono inflitti quattro mesi di sospensione per la linea a favore del potere temporale di papa Pio IX. Nel 1860 il giornale riprese le pubblicazioni con una nuova serie di articoli contro Cavour e contro i plebisciti.
Alle elezioni del 1861, don Margotti dalle colonne de "L'Armonia" invitò i cattolici all'astensione con la celebre formula «né eletti né elettori». Maturata come reazione polemica all'annullamento della sua elezione del 1857, l'astensionismo divenne via via protesta organica contro la soppressione del potere temporale e opposizione allo Stato liberale.
[modifica] "L'Unità cattolica"
Dal 1861 e ancora di più nel 1863 il vescovo Moreno cercò di riportare "L'Armonia" su una linea più prudente e con la morte del marchese Birago di Vische, don Margotti lasciò la direzione e passò alla direzione di un nuovo giornale: "L'Unità cattolica", al quale portò in dote tre redattori de "L'Armonia".
Dopo la pubblicazione del Sillabo (8 dicembre 1864) "L'Unità cattolica" fu tra i più autorevoli interpreti del cattolicesimo intransigente, dicendosi avverso alla linea conciliatorista dei cattolici liberali ed estraneo alla concezione di uno Stato nazionale laico.
Dopo il 20 settembre 1870 il giornale uscì sempre listato a lutto in segno di protesta per la presa di Roma.
Nel novembre 1876 la Sinistra vinse le elezioni e andò al potere. Il 29 ottobre 1878 l'ideatore della formula «né eletti né elettori», che era stata approvata dalla Santa Sede con il non expedit, rilanciò il tema del voto politico ai cattolici per arginare il dilagare della Sinistra. Non deposta la sfiducia nelle istituzioni, invitò per la prima volta i cattolici ad organizzarsi politicamente.
[modifica] Opere
- Nascita, vita e morte del ministero Rattazzi, Torino 1849;
- Panorama politico, ossia la Camera subalpina in venti sedute, Torino 1849 (con lo pseudonimo di Giuseppe Mongibello);
- Un sacrificio sulla tomba di Carlo Alberto, Torino 1849 (stesso pseudonimo);
- La Giovane Italia e l'abate Vincenzo Gioberti, Torino 1849;
- Viaggio dell'arcivescovo di Torino e del vescovo di Asti alla terza Camera subalpina, Torino 1849;
- La tabacchiera nazionale, Torino 1850;
- Il vescovo di Saluzzo, ossia Daniele nel lago dei leoni, per Giacomo Ferrero, detto «Mongibello», Torino 1850;
- Panegirico del conte Giuseppe Siccardi, ministro di Grazia e Giustizia in Piemonte, Torino 1851 (stesso pseudonimo);
- Processo di Nepomuceno Nuytz, professore di diritto canonico nell'Università di Torino, Torino 1852;
- Ricerche critiche sul miracolo, Torino 1852;
- Alcuni cenni biografici intorno ad Angelo Bianchi dedicati al giornale «Il Parlamento», Torino 1853;
- Alcune considerazioni intorno la separazione dello Stato dalla Chiesa in Piemonte, Torino 1855;
- La ciarla, almanacco parlamentare per l'anno 1856, Torino 1857;
- La batracomiomachia politica, Torino 1857;
- Le vittorie della Chiesa nel primo decennio del Pontificato di Pio Nono, Milano 1857;
- Roma e Londra. Confronti, Torino 1858;
- Le consolazioni del nostro santo padre Pio IX nelle feste celebratesi in Trento dal 20 al 29 giugno 1863 compiendosi il terzo secolo dopo la chiusura dell'ecumenico concilio tridentino, Torino 1863;
- Memorie per la storia dei nostri tempi dal congresso di Parigi del 1856 ai primi giorni del 1863, 6 voll., Torino 1863-1865;
- Pio IX ed il suo episcopato nelle diocesi di Spoleto ed Imola, Torino 1877;
- Appunti autografi del teologo Giacomo Margotti, Torino 1905 (postumo).
[modifica] Note
- ^ Angelo Stefano Bessone, Giovanni Pietro Losana, Biella 2006, p. 407
- ^ Angelo Stefano Bessone, Giovanni Pietro Losana, Biella 2006, p. 408
- ^ Angelo Stefano Bessone, Giovanni Pietro Losana, Biella 2006, p. 407
[modifica] Bibliografia
- Giacomo Margotti in Dizionario Biografico degli Italiani
- Il teologo Sacerdote Giacomo Margotti. Note biografiche, IV articoli riguardanti il "Né eletti né elettori" ed il "non expedit" pubblicati nei giornali "L'Armonia" e "L'unità cattolica" dall'anno 1857 all'anno 1886, Sanremo 1907
- Angela Pellicciari, Risorgimento anticattolico, Casale Monferrato 2004, ISBN 88-384-8419-8
[modifica] Altri progetti
Wikiquote contiene citazioni di o su Giacomo Margotti
[modifica] Collegamenti esterni
- Giacomo Margotti in Catholic Encyclopedia (in inglese), Encyclopedia Press, 1917.
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