Economia dell'Australia
from Wikipedia
To modify this page click on modify button.
L'economia dell'Australia, membro dell'OCSE, è la 15esima al mondo per volume. I livelli di vita della popolazione sono molto alti, paragonabili a quelli di Canada, Giappone e dei Paesi del Nord Europa.
Il Paese esporta soprattutto prodotti non lavorati mentre le importazioni riguardano prodotti finiti. Di conseguenza il paese è vulnerabile alle fluttuazioni dei prezzi sul mercato e all’inflazione dei paesi fornitori.
L’agricoltura e le esportazioni di minerali hanno avuto una forte rilevanza per la crescita dell’economia; attualmente il paese è uno dei principali fornitori mondiali di minerali. Il paese, oltre che a essere autosufficiente per i generi alimentari, è un grandissimo esportatore di frumento, carni, latticini e lana.
Tuttavia, anche se l’agricoltura ha tutta questa importanza, occupa soltanto il 3% della formazione del PIL e l’industria che nel secondo Novecento ha dato un rapido sviluppo al Paese oggi occupa soltanto il 26%. Il terziario è tutt’oggi il maggior settore che partecipa con oltre il 70%.
Importante è l’allevamento e l’esportazioni di bovini e di lana ormai all’avanguardia a livello mondiale.
La superficie coltivata non va oltre il 6% del territorio. Il frumento occupa circa la metà del lavorato mentre il foraggio e altri cereali il 20%. La produzione nel Paese è altamente meccanizzata e diffusa. Circa il 70% è destinato all’esportazione.
Il problema dell’irrigazione è comune a tutte le zone agricole, fatta eccezione per quelle altamente piovose. In diverse aree, l’aumento della salinità del terreno si profila come potenziale minaccia per la produzione; per ridurne l’impatto e per risparmiare sull’impiego di costose risorse idriche, sono in corso alcuni esperimenti con le biotecnologie. L'Australia ha la minore disponibilità di acqua tra tutti i continenti abitati. Data l'ampia diffusione delle coltivazioni, questo fatto è all'attenzione degli abitanti quanto dei loro rappresentanti politici. Nel 2004 il governo centrale ha permesso la creazione di un vero e proprio libero mercato dell'acqua. È ora possibile agli agricoltori commercializzare il prezioso bene attraverso il confine di stato federale, ed ai governi confinanti di acquistarlo. Questo dovrebbe tradursi in un beneficio per le aziende più grosse, che hanno maggiore produttività e disponibilità di capitali. Le aziende più piccole, parzialmente rinunciando ad irrigare le aree a minore produttività, potrebbero comunque realizzare qualcosa oltre ad influire positivamente sul mercato. Tuttavia i risultati di questa politica necessitano del tempo necessario a valutarne la portata ed il successo. Interventi pubblici diretti sono allo studio per la costruzione di dighe e per il riciclaggio delle acque reflue.
Dopo la seconda guerra mondiale, il potenziale industriale dell’Australia ha conosciuto una notevole crescita, grazie all’introduzione di nuove produzioni e allo sviluppo di quelle esistenti. Nel 2002, l’industria manifatturiera partecipava per l’11,8% alla formazione del prodotto interno lordo, mentre l’intero comparto industriale ne forniva il 25,9%, assorbendo il 21% della forza lavoro.
Il Nuovo Galles del Sud, soprattutto Sydney e Newcastle, e lo stato di Victoria, in particolare l’area metropolitana di Melbourne, sono i principali centri industriali. Nel Nuovo Galles del Sud sono particolarmente sviluppate l’industria siderurgica e metallurgica, meccanica, in particolare il settore aeronautico, elettronica e petrolchimica, e la produzione di fibre sintetiche e di cavi elettrici.
A Melbourne troveremo la produzione e l’assemblaggio di macchinari e autoveicoli, l’industria alimentare e quella delle confezioni.
Geelong, vicino a Melbourne, è nota per i suoi lanifici e per l’industria automobilistica.
In Australia Meridionale, la cui economia è stata tradizionalmente di tipo agricolo e pastorale, si è assistito dopo il 1950 allo sviluppo di numerosi e importanti centri manifatturieri, tra cui Adelaide e Whyalla. Anche Brisbane e Townsville, nel Queensland, sono importanti distretti industriali. In Tasmania, sostenute da un potenziale idroelettrico a basso costo, si sono sviluppate l’industria metallurgica, con impianti di produzione per elettrolisi dello zinco, l’industria della carta e degli alimenti. I principali centri industriali dell’isola sono Hobart e Launceston.
[modifica] Bibliografia
Australia - Dry as a dead dingo's donger The Economist, September 2nd 2006, p.50
[modifica] Altri progetti
Commons contiene file multimediali su Economia dell'Australia
[modifica] Collegamenti esterni
|
|
- Tutti i testi sono disponibili nel rispetto dei termini della GNU Free Documentation License.
- Documento originale
- Politica sulla privacy
- Informazioni su Wikipedia
- Avvertenze
Gli iscritti e contribuenti 2012
| FRANCESCA T. MILANO | 200 euro |
| EUFEMIA T. MUGGIO' | 200 euro |
| AMBROGIO S. CASSINA DE' PECCHI | 200 euro |
| PIER PAOLO S. FROSINONE | 200 euro |
| DAVIDE R. MILANO | 200 euro |
| LORENA P. MONZA | 200 euro |
| DAVIDE L. MANTOVA | 200 euro |
| PAOLO G. ROMA | 200 euro |
| MARTA G. ROMA | 200 euro |
| ANNA MARIA D. ROMA | 200 euro |
| Total SUM | 397.572 euro |
Iscrizioni e contributi 2012
Gruppi radicali nel mondo
radioradicale.it
2012-05-25 10:49:31 Lo Spread dei diritti. Quale governance democratica in Italia e in Europa? 










