Convenzione di Kanagawa

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Busto di Matthew Perry a Shimoda
Lastra di legno giapponese con rappresentato Perry (al centro) ed altri marinai americani d'alto rango.

Il 31 marzo 1854 venne conclusa la Convenzione di Kanagawa (日米和親条約 Nichibei Washin Jōyaku?) o Trattato Kanagawa (神奈川条約 Kanagawa Jōyaku?) tra il Commodoro Matthew Perry della Marina degli Stati Uniti e l'Impero del Giappone. Il trattato aprì i porti giapponesi di Shimoda e Hakodate al commercio con gli Stati Uniti, garantendo la sicurezza per i naufraghi statunitensi e stabilendo un console permanente. Questo fu un trattato ineguale imposto al Giappone dalla superiore forza della flotta navale di Perry. Comunque ciò portò alla fine dei trecento anni di politica di autoesclusione del Giappone (Sakoku).

Perry inizialmente rifiutò di trattare con gli ufficiali giapponesi e chiese di parlare direttamente con il capo di stato giapponese. In quel tempo, lo shōgun Tokugawa Ieyoshi era de facto chi governava il Giappone; per l'imperatore, interagire in qualsiasi modo con gli stranieri era fuori discussione. Alla fine Perry concluse il trattato con i rappresentanti dello shogun e non con l'imperatore. Questo trattato causò anche una guerra civile che incominciò nel 1860. Venne in seguito risolta nel 1867 con il ritorno al potere dell'imperatore.

Il Trattato Kanagawa venne seguito dal Trattato d'amicizia e di commercio tra Stati Uniti d'America e Giappone, il "Trattato Harris" (Harris Treaty) del 1858, che permise l'istituzione di concessioni territoriali, extra-territorialità per gli stranieri, e una minima tassa per l'importazione di merci provenienti dall'estero.

Trattati simili vennero successivamente condotti dai russi, dai francesi e dagli inglesi.

[modifica] Casa del Trattato Kanagawa

La Convenzione venne tratta e quindi firmata in un edificio costruito appositamente a Yokohama, Giappone.

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