Firmigoni: dopo 5 anni il Consiglio di Stato certifica l'illegalità delle Regionali 2010

Va bene! *
31/03/2015
Marco Cappato
Lorenzo Lipparini

Firmigoni: dopo 5 anni il Consiglio di Stato certifica l'illegalità delle Regionali 2010


Dopo oltre 5 anni dai fatti, si è chiuso il procedimento amministrativo avviato dal ricorso che presentammo un mese prima delle elezioni regionali lombarde del 2010 chiedendo l'esclusione di Roberto Formigoni e della sua coalizione dalle elezioni. Il Consiglio di Stato, ribaltando la sentenza con la quale il TAR Lombardia aveva riammesso Formigoni alle elezioni, ha così stabilito:

“Risulta per tabulas - e non è stato oggetto di contestazione specifica dalle controparti costituite – che, sottraendo alle 3.918 firme a suo tempo dichiarate dagli autenticatori le 723 firme riconosciute false dal giudicato civile, la lista «Per la Lombardia» non avrebbe raggiunto il numero di sottoscrizioni minime (pari a 3.500) richiesto dalla legge per la presentazione della lista; da qui l’erroneità dell’ammissione della lista in questione alla competizione elettorale e l’invalidità delle successive operazioni elettorali culminate nella proclamazione delle eletti al consiglio regionale e del candidato signor Roberto Formigoni alla presidenza della giunta regionale”.

Il Consiglio di Stato “dichiara illegittima la proclamazione degli eletti e le presupposte operazioni elettorali per il rinnovo del consiglio regionale della Lombardia svoltesi il 28 e 29 marzo 2010” e a  "rifondere in favore dei signori Marco Cappato e Lorenzo Lipparini le spese e gli onorari di ambedue i gradi di giudizio che liquida in complessivi euro 20.000/00”.

Il ritardo di 5 anni dal nostro ricorso è l'emblema di una democrazia totalmente cancellata e negata. Chiediamo al Presidente della Repubblica e ai Presidenti delle Camere di intervenire per impedire che un simile attentato ai diritti civili e politici dei cittadini possa ripetersi.

* E' un omaggio al nostro Presidente Sergio Stanzani, scomparso il 17 ottobre 2013, che aveva come frequente intercalare quel "va bene" per il quale veniva sempre preso affettuosamente in giro.

 

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