Appello storico di Öcalan: fine della lotta armata, autonomia e non più indipendenza

Va bene! *
03/03/2015
Mariano Giustino*

Appello storico di Öcalan: fine della lotta armata, autonomia e non più indipendenza


La fine del trentennale conflitto tra Ankara e i curdi del Partito dei lavoratori del Kurdistan (PKK) non è mai sembrata così vicina. La svolta è stata annunciata sabato, dal palazzo di Dolmabahçe, durante una conferenza stampa dei rappresentanti politici curdi che hanno letto un messaggio del leader storico del movimento, Abdullah Öcalan, alla presenza di esponenti del governo.

Dal carcere, dove sconta una condanna all’ergastolo, Öcalan chiede ai militanti del suo partito di deporre definitivamente le armi e aprire un negoziato di pace diretto col Governo turco. Parole, queste, pronunciate per la prima volta in diretta televisiva e rivolte ai guerriglieri nascosti tra le montagne di Kandil.

Nel suo appello il leader imprigionato del PKK parla di riconoscimento dell'identità curda e di autonomia delle amministrazioni locali con le dovute garanzie attraverso la stesura di una nuova Costituzione. Dunque non più la separazione, ma l’autonomia amministrativa, cosa questa che il PKK non aveva mai voluto dichiarare in precedenza, avendo condotto per 30 anni una sanguinosa lotta indipendentista.

Si tratta di un appello che potrebbe produrre un importante e decisivo passo in avanti nel cronico problema curdo e rivitalizzare un processo di pace iniziato due anni fa e che era ormai a un punto morto, i cui effetti benefici si riverberebbero positivamente sugli equilibri politici di tutto il Medio Oriente. È presto per dire se tale processo giungerà a un lieto fine e tuttavia questo è senza dubbio un giorno importante che segna un passaggio storico e noi lo salutiamo come tale.

 

* Direttore di Diritto e Libertà

marianogiustino@dirittoeliberta.it

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* E' un omaggio al nostro Presidente Sergio Stanzani, scomparso il 17 ottobre 2013, che aveva come frequente intercalare quel "va bene" per il quale veniva sempre preso affettuosamente in giro.

 

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