Turchia: con l'operazione «Şah Eufrate» non cambia la politica sulla Siria

Va bene! *
24/02/2015
Mariano Giustino*

Turchia: con l'operazione «Şah Eufrate» non cambia la politica sulla Siria


La bandiera turca è stata inalberata nel villaggio di Eşme di Aleppo, a 200 mt dal confine turco. Sarà questo il nuovo sito del mausoleo di Süleyman Şah, nonno di Osman I, fondatore dell’Impero ottomano, grazie all’operazione «Şah Fırat» compiuta in collaborazione con i curdi dello PYD, i Peşmerga e l’Esercito Siriano Libero, tramite la mediazione di Massud Barzani.

La tomba dello Şah ottomano era collocata in una sede extraterritoriale, in forza di un trattato stipulato con la Francia nel 1921, sulle rive dell’Eufrate nella provincia di Aleppo, ed era presidiata da 40 soldati turchi che da 8 mesi erano rimasti completamente isolati, essendo la regione infestata dai jiadisti dello Stato islamico che minacciavano la distruzione del mausoleo. La decisione della Turchia di trasferire le spoglie di Süleyman Şah non avrebbe dovuto suscitare alcuna sorpesa, giacché Erdoğan aveva più volte minacciato di compiere un intervento militare a protezione del sito funerario, di alto valore simbolico, e non dovrebbe essere interpretata come un cambiamento della politica turca sulla Siria e nei riguardi dello Stato islamico.

Al contrario, dovrebbe essere vista come una marcata continuazione della politica di non esposizione ai giochi della guerra in corso, anche in vista delle decisive elezioni politche del 7 giugno. Ankara continua ad essere riluttante ad assumere un ruolo attivo nella lotta contro l’IS anche in questa fase in cui la regione di Aleppo sta diventando sempre più terreno di scontro tra lo Stato islamico e i curdi siriani. La stabilità politica interna lo richiede. 

 

* Direttore di Diritto e Libertà
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* E' un omaggio al nostro Presidente Sergio Stanzani, scomparso il 17 ottobre 2013, che aveva come frequente intercalare quel "va bene" per il quale veniva sempre preso affettuosamente in giro.

 

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