Guerra alla droga con caratteristiche cinesi

Va bene! *
19/08/2014
Francesco Radicioni

Guerra alla droga con caratteristiche cinesi


Pechino ha indossato l’elmetto ed è pronta a rilanciare la sua guerra alla droga. Ieri la polizia cinese ha arrestato il figlio dell’attore Jackie Chan, Jaycee, dopo che - insieme all’artista taiwanese Kai Ko - era stato trovato positivo al test delle urine: rischiano ora una condanna a tre anni di carcere per consumo di marijuana. Chan e Ko sono solo gli ultimi due personaggi dello star-system cinese a esser finiti sotto indagine dell’agenzia anti-narcotici di Pechino.

Che ci si preparasse a nuovo giro di vite in materia di droga, lo si intuiva già lo scorso 26 giugno - International Day Against Drug Abuse - quando il Primo Ministro Li Keqiang ha definito gli stupefacenti ‘il nemico comune dell’umanità’. Negli stessi giorni, la Corte Suprema del Popolo annunciava che, solo nei primi mesi del 2014, le condanne per reati legati alle sostanze illegali sono state quasi 40.000 - con un’impennata del 27,8% rispetto all’anno precedente - e, tra queste, oltre 9.000 persone stanno scontando pene comprese tra i cinque anni di carcere e la pena di morte.

Però anche nell’Impero di Mezzo la guerra alla droga non sembra produrre gli effetti sperati. Scriveva il Beijing Times che in Cina il consumo di stupefacenti cresce al ritmo del 10% annuo e a destare preoccupazione sono soprattutto le droghe sintetiche - metanfetamine, ecstacy e chetamina - cioè le sostanze preferite dai colletti bianchi. Insomma, nella Repubblica Popolare cambiano i tipi di droghe e di consumatori, però Pechino sembra determinata a offrire sempre la stessa risposta proibizionista e securitaria.

* E' un omaggio al nostro Presidente Sergio Stanzani, scomparso il 17 ottobre 2013, che aveva come frequente intercalare quel "va bene" per il quale veniva sempre preso affettuosamente in giro.

 

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