Dalla Guinea al Regno Unito continua la lotta contro le mutilazioni genitali femminili

Va bene! *
19/08/2014
Alvilda Jablonko

Dalla Guinea al Regno Unito continua la lotta contro le mutilazioni genitali femminili


Recenti notizie confermano che nella lotta alle mutilazioni genitali femminili (MGF) c’è una crescente consapevolezza della necessità di una risposta legislativa forte per eliminare questa violazione dei diritti umani.

In Guinea, dove la legge vieta le MGF dal 2008, è stata recentemente emessa la prima sentenza a riguardo. A seguito di una denuncia di un’imminente mutilazione che avrebbe avuto luogo nel cortile di una scuola a Conakry, la polizia ha avviato un’indagine che ha portato al rinvio a
giudizio e al processo della exiseuse (“la mutilatrice”), condannata poi a due anni di reclusione con sospensione condizionale della pena ed al pagamento di una multa di 1 milione di franchi guineani (circa 100 Euro). Le indagini continuano per quanto riguarda i genitori ed i complici, che secondo la legge guineana sono soggetti alle stesse pene dell’autore materiale della mutilazione.

Un altro sviluppo significativo è l’imminente apertura nel University College Hospital di Londra del primo reparto specializzato per minori vittime di MGF. Oltre a prestare le cure mediche necessarie, una parte importante del lavoro sarà fornire aiuto alla polizia ed agli assistenti sociali per proteggere bambine e ragazze, tramite azioni legali per prevenire la commissione di nuove mutilazioni e procedimenti penali a carico di chi le commette, con testimonianze e perizie legali, nonché referti medici relativi alle lesioni per assicurare che vi siano sufficienti prove per dare inizio ai procedimenti penali.

* E' un omaggio al nostro Presidente Sergio Stanzani, scomparso il 17 ottobre 2013, che aveva come frequente intercalare quel "va bene" per il quale veniva sempre preso affettuosamente in giro.

 

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