Sulla "droga" all'ONU siamo alle solite

Va bene! *
22/03/2016
Marco Perduca

Sulla "droga" all'ONU siamo alle solite


Dal 14 al 22 marzo si è tenuta alle Nazioni unite di Vienna la 59esima sessione della Commissione stupefacenti durante la quale sono stati definiti i documenti co cui si aprirà, e chiuderà, la sessione speciale dell'Assemblea generale interamente dedicata alla sostanze controllate prevista dal 19 al 21 aprile prossimi. La necessità di trovare un accordo unanime sul testo della dichiarazione finale ha fatto sì che le quasi 10 pagine del documento facciano generici riferimenti a ciò che invece, puntualmente, ha dimostrato di funzionare e ciò che, invece, rappresenta un fallimento da 50 anni.

Mentre il sistema delle Nazioni unite sta facendo notevoli progressi dal punto di vista dell'analisi e delle proposte di programmi per contenere i danni e i rischi legati alle sostanze proibite, non uno stato membro ha espresso dubbi che le tre convenzioni siano da riformare, o aggiornare, la Giunta internazionale sugli stupefacenti ritiene che la legalizzazione sia una violazione del quadro normativo internazionale che "controlla" le droghe, una ventina di paesi ritengono che il narco-traffico (non meglio definito) debba esser punito con la pena di morte.

Con queste premesse, e salvo cambiamenti dell'ultima ora, altamente improbabili, la UNGASS di aprile sarà una passerella per bei discorsi che alla fine non avrà deciso non solo niente di nuovo ma neanche di buono. 

* E' un omaggio al nostro Presidente Sergio Stanzani, scomparso il 17 ottobre 2013, che aveva come frequente intercalare quel "va bene" per il quale veniva sempre preso affettuosamente in giro.

 

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