Bruxelles, 5 dicembre 2003 - L'articolo 14 dell'Accordo di cooperazione UE-Laos stipula che "la commissione mista (...) si riunisce di norma ogni due anni, alternativamente a Vientiane e a Bruxelles, a una data fissata di comune accordo. Le parti potranno indire di concerto riunioni straordinarie". Secondo fonti ben informate, sembrerebbe che, a dispetto di questa regola, la riunione, normalmente prevista per lo scorso mese di novembre, non ha avuto luogo e questo perché una delle due parti almeno avrebbe ritenuto che non c'erano punti importanti e urgenti da affrontare.
Interrogazione di Olivier Dupuis, deputato europeo, radicale, alla Commissione europea:
"La Commissione non ritiene che la pratica delle "sparizioni forzate" di oppositori al regime, tra cui quelle, in particolare, dei cinque leader studenteschi del Movimento del 26 ottobre 1999, la detenzione da oltre 13 anni di Latsamy Khamphoui, ex ministro della Repubblica democratica popolare Lao (RDPL), e di Feng Sackchittaphong, già alto funzionario del ministero della Giustizia, nel campo di lavori forzati "numero 7" per aver pubblicato una lettera aperta che criticava le più alte autorità laotiane; la feroce repressione di cui sono vittime le popolazioni Hmong e le comunità cristiane in Laos; l'arresto e la condanna, quest'estate, di due giornalisti europei, di un interprete lao-americano e di tre laotiani nel corso di un simulacro di processo; la corruzione diffusa; l'assenza di riforme di un sistema giudiziario completamente asservito al partito unico; la pratica generalizzata della tortura; l'implicazione di alti dignitari del regime in tutti i tipi di traffico illegale (legni preziosi, stupefacenti, pietre preziose...); e, più in generale, la negazione delle libertà di espressione, di associazione, di religione e di altre libertà fondamentali, principi fondanti l'accordo di cooperazione UE-Laos, costituiscano delle questioni sufficientemente importanti e urgenti per giustificare la tenuta di una riunione della commissione mista? Inoltre, la Commissione non ritiene che nelle sue relazioni con la RPDL l'Unione dovrebbe dare molta più importanza a questioni come quelle su indicate e sulle quali il PE si è pronunciato a più riprese?"
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