YEMEN: A SANAA CONFERENZA PER DEMOCRAZIA IN MONDO ARABO/ANSA OLTRE 650 PARTECIPANTI DA UNA TRENTINA DI PAESI




SANAA (YEMEN), 11 GEN - ''La democrazia è la peggiore forma di governo se non è paragonata a tutte le altre sperimentare fino ad oggi''. Lo disse Winston Churchill, e, citandolo, lo ha ripetuto oggi a Sanaa, la capitale dello Yemen, l'eurodeputata radicale Emma Bonino, aprendo i lavori della Conferenza Intergovernativa Regionale su ''Democrazia, diritti umani ed il ruolo della Corte Penale Internazionalè'.

Gran cerimoniere il presidente della repubblica yemenita, Ali Abdulleh Saleh, la conferenza raccoglie oltre 650 rappresentanti di governi (per lo più ministri degli esteri, della giustizia, dei diritti umani), di parlamenti, di organizzazioni non governative e varie espressioni della società civile, con una partecipazione complessiva di circa 30 paesi arabi e africani. Ringraziando gli organizzatori, particolarmente l'organizzazione italiana 'Non c'è pace senza giustizia’, e i finanziatori (dall'Unione Europea, ad alcuni governi come Italia, Francia, Germania, Irlanda, Olanda Gran Bretagna, ma anche Svizzera e Canada), Saleh ha sottolineato l'importanza dell'occasione ''per scambiare apertamente punti di vista ed aspirare insieme ad un libero mondo democratico dove non ci sia tirannia, oppressione, nessuna occupazionè'. Ed ha anche fatto riferimento al ruolo rilevante della Corte Penale Internazionale per la protezione dei diritti umani, nonché alle elezioni libere svoltesi in Yemen in varie occasioni (l'ultima nell'aprile scorso) ''che rappresenta la caratteristica dell'era moderna del nostro nuovo Yemen''. È su questa base e su queste prospettive che la Conferenza dovrebbe costituire oggi e domani una palestra di discussione per argomenti delicati per il mondo arabo, come il ruolo della legge nella protezione dei diritti umani e per lo sviluppo della democrazia soprattutto nel paese che ancora non riesce a far dimenticare completamente - nonostante il dichiarato impegno costante contro il terrorismo - di aver dato i natali alla famiglia del superterrorista saudita Osama Bin Laden.

Bonino ha riaffermato la propria convinzione, frutto di due anni di studio e lavoro nel mondo arabo, che, diversamente da quanto si pensa in molti ambienti, non c'è alcuna contraddizione tra Islam e principi democratici e che non è in corso alcuno scontro di civiltà. ''La storia nei secoli ci insegna che ogni volta che la religione è usata e manipolata per scopi politici, allora sorgono i problemi. Ed è quanto sta accadendo oggi con l'Islam'', sostiene l'eurodeputata radicale, che è anche profondamente certa che non esiste una democrazia occidentale, una africana ed una araba. Ci sono certo meccanismi e procedure diverse, che possono essere scelte da popoli differenti, ''ma i fondamenti rimangono gli stessi, inclusi i sistemi con cui democrazia e diritti umani devono essere salvaguardati''. Va inoltre dato per acquisito che il processo democratico, non è un dato fisso e irremovibile, ma può correre rischi in qualsiasi momento (specie quello di subire controlli o censure e limitazioni) ''se non c'è vigilanza sufficiente da parte di ogni attore'. Ma se è vero che la democrazia è un concetto largamente acquisito e, come ha detto il presidente yemenita Saleh ''è la scelta del secolo'', con l'obiettivo di accelerare i tassi di sviluppo, diffondere sempre più l'istruzione e consentire al mondo arabo di ''andare avanti di pari passo con il resto del mondo, ricordiamoci che questa non è una scelta che deve essere imposta, ha sottolineato il segretario generale della Lega Araba, Amr Mussa. Il padrino dell'organizzazione panaraba - il cui ruolo, tuttavia, è sempre più messo in discussione mentre progetti di riforma dell'istituzione sono stati presentati da diversi dei 22 stati membri - non dimentica che ''Israele si ostina a dare una risposta negativa alla giusta richiesta di uno stato palestinese indipendente con capitale Gerusalemme. Per Mussa è necessario rilevare anche l'urgenza di restituire sovranità all'Iraq ed al popolo iracheno, cosi' come ricordare al mondo che ''Israele commette violazioni quotidiane dei diritti dei palestinesi ed il muro che sta costruendo è una violazione del diritto penale internazionale', sulla quale si potrebbe richiamare l'attenzione di quella Corte penale internazionale ''della quale qui in questi giorni si discuterà approfonditamente. Proprio per la Corte, la Lega Araba sta elaborando, una ''legge prototipo'' che superi le eventuali incompatibilità con le leggi dei paesi arabi e sta lavorando con la Croce Rossa Internazionale per accelerare i tempi di ratifica dell'accordo di Roma (che ha istituito la Cpi), firmato da molti paesi, ma finora ratificato solo da Giordania e Gibuti. Domani i lavori dovrebbero concludersi con una Dichiarazione di Sanaa che sancirà ''un obbligo politico, non certo legalè' (dicono i promotori) di governi e società civile insieme a sottolineare la necessità di realizzare quel complesso sistema di principi, leggi e comportamenti che ''porteranno un futuro migliore ed una cooperazione internazionale per un maggior dialogo tra le civiltà'', soprattutto quelle molto diverse.