"UN PASSO IMPORTANTE ORA AGIRE SUL TERRITORIO"


La Repubblica

Il ministro Emma Bonino: "Sensibilizzare le scuole".


ROMA - "E' un passo importante nell'impegno contro le mutilazioni genitali femminili. Ed è una bella notizia che viene da un paese che dà segni di progressiva islamizzazione". Emma Bonino, ministro per le Politiche Comunitarie e il Commercio Estero da anni in prima linea contro le mutilazioni genitali commenta così la legge approvata dall'Eritrea e ricorda che il nuovo progetto "StopFgm" promosso dall'organizzazione "Non c'è Pace Senza Giustizia" "è focalizzato proprio sul Corno d'Africa e sull'Africa orientale".

Ma quale efficacia può avere una legge che vieta pratiche che appartengono alla tradizione?

"E' il primo passo, poi per favorire l'applicazione bisogna diffondere la conoscenza della legge tra la popolazione e lavorare sul territorio. L'Eritrea deve compiere un altro passo: ratificare il protocollo di Maputo".

L'Islam può essere da ostacolo nella lotta contro queste pratiche?

"Molto dipende dagli imam: in alcuni paesi come l'Egitto questi hanno preso posizioni pubbliche contro le mutilazioni genitali. Non sono previste dal Corano, ma sono espressione di una cultura patriarcale, come dimostra il fatto che in Kenya gli interventi sono fatti anche da cattolici e animisti".

Quali gli strumenti più efficaci per contrastarli?

"Non c'è un modello ma si deve scegliere il migliore strumento a livello locale: il lavoro nelle scuole è efficace, in Tanzania hanno avuto risultati le campagne attraverso la radio, in Mali la sensibilizzazione svolta dai medici".