UGANDA: LA CORTE PENALE INTERNAZIONE SPICCA I PRIMI MANDATI DI CATTURA PER L'UGANDA, NON C'E' PACE SENZA GIUSTIZIA DICHIARA "ORA BISOGN FARE IN MODO CHE VENGANO ASSICURATI ALLA GIUSTIZIA I RESPONSABILI DELLE ATROCITÀ"


Dichiarazione di Sergio Stanzani e Gianfranco Dell’Alba, Presidente e Segretario Generale di Non c’è Pace Senza Giustizia – NPSG

Roma-Bruxelles, 14 Ottobre 2005

La Corte Penale Internazionale ha spiccato oggi i primi mandati di cattura contro i cinque leader del Lord's Resistance Army (LRA) ugandese, compreso il capo, Joseph Kony. Il LRA è accusato di aver commesso numerosi omicidi di massa e torture, oltre a rapimenti di migliaia di bambini durante i quasi 20 anni di combattimento.

Non c'è Pace Senza Giustizia ha accolto favorevolmente la notizia, sottolineando le implicazioni politiche di questa azione. NPSG, che per anni ha condotto campagne per l’istituzione della CPI, ha sempre sottolineato che la giustizia e la responsabilità penale sono componenti essenziali per una pace stabile. L'aver fatto scattare questi primi mandati di cattura offre una nuova opportunità per una prospettiva realistica di pace duratura in Uganda, che possa interrompere un circolo vizioso nel quale i negoziati di pace paradossalmente producono ulteriore potere e legittimità a coloro i quali si sono macchiati della maggiore responsabilità di atrocità indicibili.

Gli odierni mandati di arresto sono di capitale importanza non soltanto per l'Uganda ma per l’intera regione. Nelle ultime settimane, come negli ultimi anni, ci sono state incursioni di membri del LRA in Congo, che hanno aggravato la tensione in una regione dove si crede che i crimini di guerra vengano commessi anche grazie al coinvolgimento di elementi ruandesi: il sincronismo di questi mandati di arresto non poteva essere più appropriato.
Nonostante la Corte abbia una chiara giurisdizione sui crimini di guerra, sui crimini contro l’umanità e sui genocidi, manca tuttavia di propri mezzi per fare rispettare le relative decisioni. Adesso che le carte sono sul tavolo, NPSG invita tutti gli attori nazionali ed internazionali coinvolti nella regione, a partire dalle Nazioni Unite, a cooperare per assicurare alla giustizia i destinatari dei mandati di arresto.

NPSG inoltre sollecita tutti gli organi della CPI ad adempiere alle loro responsabilità per informare e coinvolgere la popolazione dell’Uganda nel lavoro della Corte stessa, affinché questo possa contribuire a ristabilire la fiducia nello Stato di diritto e possa condurre ad una pace duratura. La CPI ha un’opportunità unica di imparare dai grandi fallimenti dei tribunali ad hoc per la ex Jugoslavia e per il Ruanda ed invece proporre programmi mirati di sensibilizzazione come centro delle attività in Uganda, così come in altre situazioni ancora sotto indagine. In particolare, considerando i crimini contro i bambini commessi in Uganda e alla luce del diritto dei bambini di partecipare alle decisioni relative alle propria vita, noi chiediamo alla Corte Penale Internazionale di definire specifici programmi di sensibilizzazione in cui coinvolgerli, al fine di promuovere il prima possibile il rispetto per lo Stato di diritto.