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Terrorismo, Perduca e Busdachin: che ne sanno i servizi italiani delle minacce islamiche a leader nonviolento tataro di Crimea? Interrogazione parlamentare sulle collaborazioni tra servizi italiani e russi
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- Dichiarazione del Senatore Marco Perduca, co-vicepresidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento e di Marino Busdachin, Segretario generale della Unrepresented Nations and Peoples Organization, UNPO:
Con un’interrogazione parlamentare chiediamo al Presidente Berlusconi di chiarire se nei suoi ripetuti incontri con Putin si parli anche di cooperazione e implementazione di misure anti-terroristiche contenute in accordi bilaterali recentemente adottati con la Federazione russa.
Infatti, secondo quanto riportato a Radio Free Europe/Radio Liberty dal Ministro degli interni ucraino Yuriy Lutsenko, il leader musulmano dei tatari di Crimea Mustafa Dzhemilev sarebbe stato al centro di un tentativo di attacco terroristico da parte del gruppo estremista islamico At-Takfir wal-Hidjra sventato il 23 ottobre scorso da un’operazione delle forze di sicurezza ukraine.
Secondo quanto ricostruito dagli ukraini gruppo, con all’interno una forte componente proveniente dall’Uzbeksistan, avrebbe emesso una fatwa contro Dzhemilev per la sua ripetuta critiche al fondamentalismo islamista. Fonti diplomatiche presenti nella regione ritengono che questo tipo di minacce, alla vigilia di importanti appuntamenti elettorali in Ukraina, potrebbero vedere il coinvolgimento silente da parte dei servizi russi.
Occorre che il Governo chiarisca quali siano le misure di anti-terrorismo che i nostri servizi portano avanti con quelli russi e se non sia il caso di investire nel sostegno di gruppi nonviolenti laddove la stabilità regionale è, o può essere messa, a repentaglio da gruppi estremistici armati.
Mustafa Dzehmilev, oltre che essere uno dei fondatori dell’ Unrepresented Nations and Peoples Organization si è sempre distinto per la sua opposizione nonviolenta al regime sovietico con iniziative che lo hanno portato a passare anni nei gulag e scioperi della fame di quasi un anno.
Testo dell’interrogazione parlamentare
Interrogazione a risposta scritta al Presidente del Consiglio dei Ministri
Dei Senatori
Perduca e Poretti
Considerato che:
- sono sempre più frequenti i contatti con le autorità della Federazione russa relativamente a una serie di questioni che, secondo quanto spesso riportato da organi di stampa e recenti atti bilaterali ratificati dal nostro Parlamento, includono anche misure anti-terrorismo;
- tanto nelle repubbliche del nord del Caucaso quanto in altre zone di presenza, oltre che influenza, russa continuano a verificarsi episodi di violenza che vengono definiti come perpetrati da organizzazioni terroristiche oppure come risultato di operazioni anti terroristiche;
- la presenza militare russa nella base di Sebastopoli nella penisola ukraina della Crimea, presenza che dovrebbe essere trasferita altrove nei prossimi anni;
- secondo quanto riportato a Radio Free Europe/Radio Liberty dal Ministro degli interni ucraino Yuriy Lutsenko, il leader dei tatari di Crimea Mustafa Dzhemilev, musulmano, sarebbe stato al centro di un tentativo di attacco terroristico da parte del gruppo estremista islamico At-Takfir wal-Hidjra sventato il 23 ottobre scorso da un’operazione delle forze di sicurezza islamiche. Secondo quanto ricostruito dalle autorità ukraine il gruppo avrebbe emesso una fatwa contro Dzhemilev per la sua ripetuta critiche al fondamentalismo islamista;
- considerato che secondo font i diplomatiche confidenziali presenti in Ukraina esisterebbero preoccupanti contatti tra alcune frange dei servizi russi e movimenti attivi nella destabilizzazione dei movimenti democratici ukraini attivi nel processo di democratizzazione del paese tra i quali la comunità di oltre 250mila tatari di Crimea.
Si chiede di sapere:
- quale tipo di cooperazione anti-terroristica esista tra i servizi italiani e russi,
- se il governo sia a conoscenza , e/o coinvolto, in operazioni di prevenzione anti-terroristiche in Crimea e in particolare delle operazioni relative al summenzionato episodio sventato il 23 ottobre 2009 nei confronti del Mustafa Dzhemilev,
- se all’interno delle politiche contro le reti terroristiche non rientrino anche iniziative di “public diplomacy” o sostegno politico ed economico volte a privilegiare le attività di gruppi nonviolenti come i tatari di Crimea.
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