TELEKOM SERBIA/RADICALI: “LO SCANDALO E' LA COMPLICITA' CON MILOSEVIC”. “LA COMMISSIONE PARLAMENTARE IN TRASFERTA A BELGRADO SENTA ANCHE DRAGAN TOMIC, FIGURA-CHIAVE DELL’AFFAIRE”.


Oggi i radicali piemontesi hanno presentato in una conferenza stampa una serie di iniziative di mobilitazione sul caso Telekom Serbia e di presentazione del libro "Telekom Serbia - Presidente Ciampi, nulla da dichiarare?" di Giulio Manfredi (www.stampalternativa.it).
Nell'annunciare le iniziative, Carmelo Palma e Bruno Mellano (consiglieri regionali radicali) e Giulio Manfredi (Comitato Nazionale di Radicali Italiani) hanno dichiarato:

<La vicenda Telekom Serbia è stato un segmento particolarmente rivoltante, ma purtroppo non così "anomalo", di quel misto di affarismo, cinismo e realpolitik stracciona, che ha contrassegnato la storia della "politica balcanica" italiana. Non è casuale che la transazione su Telekom Serbia sia opera delle compagnie nazionali greche ed italiana (Ote e Telecom), cioè degli "strumenti" economici di due paesi dell'UE che avevano ragioni politiche, diverse ma convergenti, per sostenere Milosevic: l'Italia per essere partner politico ed economico privilegiato del padrone dei Balcani, la Grecia in ragione dello storico pregiudizio filoserbo in funzione antimacedone e antialbanese.
La tragedia - perché di vera e propria tragedia si tratta - sta semplicemente nel fatto che all'Italia Milosevic andava bene così. La priorità non era buttarlo giù, ma tenerlo su. Tutti in Italia sapevano che Milosevic era un criminale di guerra, il capo effettivo e il finanziatore di Mladic, Karadzic, Arkan, Seselj, il propugnatore di un modello terrorista e genocida di guerra nazionale e civile, il propugnatore della Grande Serbia che, subito dopo gli accordi di Dayton, stava programmando la pulizia etnica in Kosovo e stava schiacciando e perseguitando l'opposizione democratica serba. Queste cose le sapevano i lettori dei quotidiani; non potevano non saperle i vertici del governo italiano nel giugno 1997. Il problema è che nel Governo nessuno né pensava, né sperava che fosse possibile fare a meno di Milosevic per la "stabilità" dei Balcani.

Rispetto ai lavori della commissione parlamentare d’inchiesta, chiediamo che la delegazione che si recherà a fine mese a Belgrado per sentire esponenti del regime di Milosevic rispetto all’affaire Telekom Serbia acquisisca anche la testimonianza del signor Dragan Tomic, all’epoca dei fatti presidente del Parlamento serbo e presidente della Jugopetrol; Tomic venne a Torino nel 1994 (in pieno embargo ONU alla Serbia) con una delegazione d’affari serba e vi ritornò nel maggio 1996 (date cruciali per le trattative in corso fra Telecom e serbi); Tomic incontrò nel novembre 1996 Piero Fassino a Belgrado; Tomic faceva parte del consiglio di amministrazione del “Fondo per lo sviluppo della Serbia” (sic), dove confluirono i soldi degli italiani e dei greci, che il regime di Miosevic utilizzò poi per consolidare il proprio potere e per sostenere l’operazione di pulizia etnica in Kosovo.”.

Torino, 17 settembre 2003

Per informazioni: 348-5335305 (Manfredi)