SONDAGGIO SU ISRAELE: LA COMMISSIONE NE ASSUMA TUTTE LE RESPONSABILITÀ


Dichiarazione di Gianfranco Dell'Alba, deputato europeo radicale

Bruxelles, 4 novembre 2003

Fedele a quello che sembra essere la sua linea difensiva tradizionale quando è chiamato in causa per fatti "inerenti al suo ufficio", Romano Prodi ha fatto sapere che la Commissione «non ha nulla a che fare né con le domande né con le risposte» dell'Eurobarometro. Al suo posto mi controllerei bene il naso per vedere se non sia troppo cresciuto...
Innanzitutto il paragone con l'Istat è penoso. L'Istat, come tutti sanno, è un istituto di statistica, non di sondaggi, che casomai si può paragonare a Eurostat (sic), con la differenza che quest'ultimo resta ad oggi un dipartimento della Commissione mentre l'Istat è un ente autonomo.
Che inoltre la Commissione, ed in particolare la Direzione Generale della Stampa, sotto la cui responsabilità viene pubblicato l'Eurobarometro, non abbia "nulla a che fare" con le risposte è del tutto logico - e come potrebbe essere altrimenti?
Quello che, se fosse vero, sarebbe inaccettabile e irresponsabile, è che davvero la DG Stampa e Informazione - alle dirette dipendenze del Presidente della Commissione perché così deciso da Prodi stesso nel 1999 - commissionasse sondaggi a società esterne senza curarsi e senza verificare quali siano le domande poste e le tematiche scelte.
È viceversa evidente il contrario. Come indicato dalla Comunicazione (2001) 354, nonché dalla linea di bilancio 16 03 01 attraverso la quale vengono effettuati, tra gli altri, i sondaggi di Eurobarometro, questi sono una competenza diretta della Commissione i cui funzionari responsabili concordano di volta in volta, con l'istituto esterno incaricato materialmente di effettuare il sondaggio, il contenuto dell'analisi e delle domande.
Sempre colpa dei funzionari?