SISTEMA ITALIA IN SUDAFRICA

Nicoletta Picchio
Il Sole 24 Ore

Una nuova base per rafforzare i legami con l'intera area australe


Per molti è la prima volta. Vanno a sondare il terreno, sapendo che il Paese ha alcune caratteristiche che lo rendono interessante: una crescita del Pil attorno al 5%, stabilità politica, un buon funzionamento del sistema bancario, e poi, ad arricchire il tutto, i mondiali di calcio del 2010. Gli africani non sono come i cinesi, anche se la Cina ormai sì è presentata e consolidata in Africa quasi come un nuovo colonizzatore: sul timing dei lavori sono in ritardo. E per le imprese italiane c`è ancoramodo per farsi largo: non tanto per le infrastrutture, quanto per i servizi di qualità, a partire dalla sicurezza.
Centocinquanta aziende e 14 associazioni imprenditoriali, guidate dal presidente di Confindustria Luca di Montezemolo, 10 gruppi bancari: da domani al 12 luglio il sistema Italia sbarca in Sudafrica. Una missione organizzata da Confindustria, Ice, Abi, in occasione della visita nel Paese di alcuni esponenti del Governo: il ministro degli Esteri, Massimo D`Alema, quello del Commercio internazionale, Emma Bonino, accompagnata dal suo sottosegretario, Mauro Agostini.
A invitare la Confindustria è stato proprio il presidente sudafricano Mbeki, quando è venuto in Italia, a marzo 2006. Tra i due Paesi c`è un interesse reciproco a incrementare l'interscambio, ma anche ad attrarre investimenti produttivi in territorio africano. «C`è stata un'accelerazione del processo di integrazione tra i Paesi dell'Africa australe», spiega l'ambasciatore Vincenzo Petroli, consigliere diplomatico del presidente di Confindustria. Sono 14 nazioni, continua Petroni, con oltre 250 milioni di abitanti: «Nel 2008 si realizzerà un'area di libero scambio, dal 2011 ci sarà un vero mercato comune. Il Sudafrica diventa una base da cui partire per fare business in tutta l'area. Sono ottimi pagatori». Gli spazi ci sono: il Sudafrica ha un'economia di origine mineraria e vuole crescere sul manifatturiero, c`è bisogno di infrastrutture a tutti i livelli. La prova della reciproca volontà di business sono i 1.500 incontri faccia a faccia tra imprenditori che si terranno nelle tre tappe di Johannesburg, Città del Capo e Durban. Grandi aziende (tra cui la Piaggio di Roberto Colaninno) e piccole, guidate dal presidente delle Pmi, Giuseppe Morandini. «L'interesse per il manifatturiero apre spazi per le aziende metalmeccaniche italiana», dice Massimo Calearo, che farà parte della missione nella veste sia di presidente di Federmeccanica, sia di presidente dell'Assindustria di Vicenza: arriveranno in Sudafrica una decina di imprenditori vicentini. Alcuni hanno già una presenza lì: Calearo, per esempio, da anni distribuisce le sue antenne e vuol sondare come ampliare il business; la Mareili Motori, ora di una multinazionale inglese, ha già uno stabilimento, seguito da un manager di Vicenza. Interessato ai grandi impianti è Fabrizio Di Amato, presidente del gruppo Maire Tecnimont: «La società era presente in Sudafrica tanti anni fa, ora vogliamo riposizionarci».
Il 9 luglio a Johannesburg si terrà il forum economico per approfondire le possibilità di investimento, poi ci sarà una premiazione dei giochi sportivi scolastici del campionato Fiat. Il contributo di Confindustria e Abi servirà a creare laboratori informatici attrezzati presso sei scuole della zona disagiata di Soweto. Il 10 luglio, sempre a Johannesburg si terranno seminari di approfondimento su infrastrutture, gioielleria, turismo e strumenti finanziari. I ministri avranno incontri istituzionali: la Bonino incontrerà il ministro dell'Industria, Mandisi Mpahlwa, D`Alema quello degli Esteri, Nkosazana Diamini-Zuma. Poi insieme partiranno per Maputo e Kinshasa.