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SINTESI SEMINARIO EUROPEO "PER IL TIBET, L'ULTIMA CHANCE?"
(Torino, sabato 4 ottobre 2003, Consiglio Regionale del Piemonte)
Introduce i lavori Bruno Mellano (consigliere regionale radicale, coordinatore dell'Associazione Comuni, Province e Regioni per il Tibet): "L'Associazione è il frutto del convinto sostegno alla causa tibetana del Consiglio Regionale del Piemonte … C'è bisogno di un dibattito franco e aperto fra di noi, in vista del prossimo appuntamento di Praga (riunione mondiale dei Tibet Support Groups, 18/21 ottobre 2003), alla luce anche delle recenti presi di posizione del Dalai Lama, che ha posto l'accento sul fattore tempo … Abbiamo un obbligo morale e politico nei confronti di chi ha scelto da sempre la nonviolenza, nonviolenza che non deve ridursi a mera testimonianza …".
Claude Levenson (scrittrice e sinologa svizzera): "Il Tibet è l'ultima colonia da decolonizzare … Il Dalai Lama chiede dal 1987 l'autonomia per il Tibet, parla non di indipendenza ma di interdipendenza fra Tibet e Cina … Le politiche occidentali sono di corto respiro, non valutano l'impatto della rivoluzione capitalistica in corso a Pechino … Il Tibet che ho conosciuto per la prima volta nel 1984 non esiste più; Lhasa è una città cinese: ha 350/400.000 abitanti, di cui solo 60.000 tibetani … Il nostro problema è questo: che cosa fare in concreto per convincere le autorità cinesi ad ascoltare veramente quello che il Dalai Lama dice da vent'anni? …".
Gunther Cologna (presidente Associazione Italia - Tibet): "Sono convinto anch'io che il tempo stringe; è in costruzione una linea ferroviaria dall'interno della Cina a Lhasa che faciliterà ancor più la colonizzazione e l'emarginazione dei tibetani … I cinesi rischiano di trovarsi di fronte un' "Intifada tibetana" se continuano a non riconoscere la leadership moderata ed illuminata del Dalai Lama … La Cina ha già attuato il programma di Deng Xiaoping ("one country, two systems") a Macao, a Hong Kong; perché non in Tibet? …".
Marcelle Roux (Associazione France - Tibet) unendosi all'appello degli altri intervenuti ha detto: "bisogna fare presto", ha poi illustrato come è nata la sua Associazione anche attraverso la sua esperienza personale.
Michelle Lugain (Les Amis du Tibet, Belgio) descrivendo le iniziative portate avanti nel suo paese ha messo l'accento sulle "continue interferenze delle autorità cinesi spacciate per aperture, ma che poi non si rivelano, nei fatti, tali".
Martin Schulthes (Tibet Flag Campaign, Bruxelles) ha spiegato il successo della campagna "Una bandiera per un nuovo status di piena autonomia del Tibet" dimostrato dalle continue richieste, da parte dei comuni europei (soprattutto italiani e francesi) per avere la bandiera da esporre nelle sedi istituzionali.
Gianni Vernetti (Coordinatore Intergruppo Tibet al Parlamento italiano): "L'Intergruppo conta ormai 150 adesioni … La lotta per la vita del Tibet è la lotta per la democrazia in Cina, la più grande dittatura al mondo … La diaspora tibetana è uno dei pochi casi al mondo di movimento di liberazione che si è dato istituzioni rappresentative democratiche … Nell'ottobre 2002, una rappresentanza dell'Intergruppo ha incontrato formalmente il governo tibetano in esilio, a Dharamsala; il 9 ottobre 2002, il Parlamento Italiano ha approvato una mozione che impegna il governo a fare pressioni sul governo di Pechino per l'autonomia del Tibet e che richiede all'Unione Europea di nominare un "rappresentante speciale per il Tibet" … Stiamo lavorando per organizzare un incontro ufficiale del Dalai Lama con il governo italiano, a Roma, entro fine anno … Anch'io penso che la variabile tempo sia cruciale: il Tibet è a termine … Il Tibet rischia di ridursi a un grande museo a cielo aperto … I cinesi continuano a chiedere ai tibetani di riconoscere che Taiwan è parte della Cina; è come se De Gasperi avesse posto come condizione pregiudiziale agli alto-atesini di riconoscere che la Sicilia è parte dell'Italia! …"
Claudio Tecchio (ISCOS - CISL, Campagna di solidarietà con il popolo tibetano): "Purtroppo la cosiddetta "quarta generazione" che ha preso il potere in Cina non ha corrisposto alle attese di chi si aspettava aperture; in Tibet vi sono stati arresti, violenze, addirittura esecuzioni capitali … La parola d'ordine delle autorità cinesi è: stabilità; nessuno deve disturbare il manovratore… Stiamo scontando oggi il nostro lassismo di ieri nei confronti della dittatura cinese: la crisi del settore tessile, in Piemonte, è irreversibile per la concorrenza sleale delle industrie cinesi, che sfruttano il lavoro gratuito di milioni di schiavi cinesi nei "laogai" (campi di concentramento, ndr) e il lavoro sottopagato di decine di milioni di lavoratori … La globalizzazione ci impone drammaticamente il problema dell'interdipendenza … L'Onu è ostaggio della Cina … La Cina è stata accolta nel WTO senza alcuna condizione … La Cina sottoscrive le convenzioni dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL) ma non le applica … Di fronte a tutto questo, le Associazioni pro-Tibet rischiano di fare pura testimonianza … Ci battiamo per creare un sindacato libero in Cina … Attenzione a portare ad esempio il caso di Hong Kong; lì solo la mobilitazione di mezzo milione di persone, scese in strada quest'estate, ha impedito al regime cinese di revocare tutte le libertà concesse nel 1997 … L'opposizione politica in Cina è inesistente; i cinesi devono lottare per sbarcare il lunario; in tutta la loro storia millenaria, non hanno mai praticato la democrazia … Il rivolgimento in Cina sarà violento, come è sempre stato … Esistono settori dell'esercito cinese che pensano di ribellarsi … Se noi non utilizziamo tutti gli strumenti nonviolenti, fino in fondo, non avremo mai la consapevolezza della loro potenza; abbiamo idea di cosa significhi organizzare un boicottaggio dei prodotti cinesi? …"
Olivier Dupuis (europarlamentare radicale): "Dobbiamo procedere all'identificazione della natura della posizione politica del governo tibetano, magari recuperando quanto detto, e praticato, da Gandhi sulla nonviolenza … Il Dalai Lama e il governo tibetano in esilio non hanno mai incardinato una politica nonviolenta attiva …Nel 1996-1997, in un contesto di attenzione alla causa tibetana molto migliore di quello attuale, rifiutarono di passare alla lotta nonviolenta … E' inutile negarlo, esiste in una parte del mondo tibetano una forma di parassitismo delle attività dei gruppi pro-Tibet … Senza forza non si va da nessuna parte … Le Nazioni Unite dovranno essere presenti all'auspicabile negoziato sino-tibetano per garantirne la serietà … A Praga si dovrà aver con i nostri amici tibetani un confronto chiaro e costruttivo".
Giampiero Leo (assessore regionale alla Cultura e Istruzione, Forza Italia, iscritto al Partito radicale transnazionale): "Quella per il Tibet è ancora, purtroppo, una lotta elitaria, che deve scontare la poca attenzione dei media e gli enormi interessi economici in gioco … Spero che i movimenti pacifisti facciano propria la causa del Tibet …"
Rosanna Degiovanni (curatrice del Seminario): "Mi auguro che, attraverso i buoni uffici della Regione Piemonte, si riescano a coinvolgere tante altre Regioni italiane; ormai, con la riforma delle autonomie locali, ogni realtà regionale ha anche una sua politica estera e può, quindi, dire la sua anche nei rapporti con la Repubblica Popolare di Cina; ne è esempio quanto è stato fatto dalla Regione Piemonte. Un altro fronte d'iniziativa fondamentale è quello delle scuole; i giovani non conoscono nulla della realtà tibetana e cinese …".
Per informazioni sull'Associazione Comuni, Province e Regioni per il Tibet: http://www.consiglioregionale.piemonte.it/organismi/altri_org/index.htm
Introduce i lavori Bruno Mellano (consigliere regionale radicale, coordinatore dell'Associazione Comuni, Province e Regioni per il Tibet): "L'Associazione è il frutto del convinto sostegno alla causa tibetana del Consiglio Regionale del Piemonte … C'è bisogno di un dibattito franco e aperto fra di noi, in vista del prossimo appuntamento di Praga (riunione mondiale dei Tibet Support Groups, 18/21 ottobre 2003), alla luce anche delle recenti presi di posizione del Dalai Lama, che ha posto l'accento sul fattore tempo … Abbiamo un obbligo morale e politico nei confronti di chi ha scelto da sempre la nonviolenza, nonviolenza che non deve ridursi a mera testimonianza …".
Claude Levenson (scrittrice e sinologa svizzera): "Il Tibet è l'ultima colonia da decolonizzare … Il Dalai Lama chiede dal 1987 l'autonomia per il Tibet, parla non di indipendenza ma di interdipendenza fra Tibet e Cina … Le politiche occidentali sono di corto respiro, non valutano l'impatto della rivoluzione capitalistica in corso a Pechino … Il Tibet che ho conosciuto per la prima volta nel 1984 non esiste più; Lhasa è una città cinese: ha 350/400.000 abitanti, di cui solo 60.000 tibetani … Il nostro problema è questo: che cosa fare in concreto per convincere le autorità cinesi ad ascoltare veramente quello che il Dalai Lama dice da vent'anni? …".
Gunther Cologna (presidente Associazione Italia - Tibet): "Sono convinto anch'io che il tempo stringe; è in costruzione una linea ferroviaria dall'interno della Cina a Lhasa che faciliterà ancor più la colonizzazione e l'emarginazione dei tibetani … I cinesi rischiano di trovarsi di fronte un' "Intifada tibetana" se continuano a non riconoscere la leadership moderata ed illuminata del Dalai Lama … La Cina ha già attuato il programma di Deng Xiaoping ("one country, two systems") a Macao, a Hong Kong; perché non in Tibet? …".
Marcelle Roux (Associazione France - Tibet) unendosi all'appello degli altri intervenuti ha detto: "bisogna fare presto", ha poi illustrato come è nata la sua Associazione anche attraverso la sua esperienza personale.
Michelle Lugain (Les Amis du Tibet, Belgio) descrivendo le iniziative portate avanti nel suo paese ha messo l'accento sulle "continue interferenze delle autorità cinesi spacciate per aperture, ma che poi non si rivelano, nei fatti, tali".
Martin Schulthes (Tibet Flag Campaign, Bruxelles) ha spiegato il successo della campagna "Una bandiera per un nuovo status di piena autonomia del Tibet" dimostrato dalle continue richieste, da parte dei comuni europei (soprattutto italiani e francesi) per avere la bandiera da esporre nelle sedi istituzionali.
Gianni Vernetti (Coordinatore Intergruppo Tibet al Parlamento italiano): "L'Intergruppo conta ormai 150 adesioni … La lotta per la vita del Tibet è la lotta per la democrazia in Cina, la più grande dittatura al mondo … La diaspora tibetana è uno dei pochi casi al mondo di movimento di liberazione che si è dato istituzioni rappresentative democratiche … Nell'ottobre 2002, una rappresentanza dell'Intergruppo ha incontrato formalmente il governo tibetano in esilio, a Dharamsala; il 9 ottobre 2002, il Parlamento Italiano ha approvato una mozione che impegna il governo a fare pressioni sul governo di Pechino per l'autonomia del Tibet e che richiede all'Unione Europea di nominare un "rappresentante speciale per il Tibet" … Stiamo lavorando per organizzare un incontro ufficiale del Dalai Lama con il governo italiano, a Roma, entro fine anno … Anch'io penso che la variabile tempo sia cruciale: il Tibet è a termine … Il Tibet rischia di ridursi a un grande museo a cielo aperto … I cinesi continuano a chiedere ai tibetani di riconoscere che Taiwan è parte della Cina; è come se De Gasperi avesse posto come condizione pregiudiziale agli alto-atesini di riconoscere che la Sicilia è parte dell'Italia! …"
Claudio Tecchio (ISCOS - CISL, Campagna di solidarietà con il popolo tibetano): "Purtroppo la cosiddetta "quarta generazione" che ha preso il potere in Cina non ha corrisposto alle attese di chi si aspettava aperture; in Tibet vi sono stati arresti, violenze, addirittura esecuzioni capitali … La parola d'ordine delle autorità cinesi è: stabilità; nessuno deve disturbare il manovratore… Stiamo scontando oggi il nostro lassismo di ieri nei confronti della dittatura cinese: la crisi del settore tessile, in Piemonte, è irreversibile per la concorrenza sleale delle industrie cinesi, che sfruttano il lavoro gratuito di milioni di schiavi cinesi nei "laogai" (campi di concentramento, ndr) e il lavoro sottopagato di decine di milioni di lavoratori … La globalizzazione ci impone drammaticamente il problema dell'interdipendenza … L'Onu è ostaggio della Cina … La Cina è stata accolta nel WTO senza alcuna condizione … La Cina sottoscrive le convenzioni dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL) ma non le applica … Di fronte a tutto questo, le Associazioni pro-Tibet rischiano di fare pura testimonianza … Ci battiamo per creare un sindacato libero in Cina … Attenzione a portare ad esempio il caso di Hong Kong; lì solo la mobilitazione di mezzo milione di persone, scese in strada quest'estate, ha impedito al regime cinese di revocare tutte le libertà concesse nel 1997 … L'opposizione politica in Cina è inesistente; i cinesi devono lottare per sbarcare il lunario; in tutta la loro storia millenaria, non hanno mai praticato la democrazia … Il rivolgimento in Cina sarà violento, come è sempre stato … Esistono settori dell'esercito cinese che pensano di ribellarsi … Se noi non utilizziamo tutti gli strumenti nonviolenti, fino in fondo, non avremo mai la consapevolezza della loro potenza; abbiamo idea di cosa significhi organizzare un boicottaggio dei prodotti cinesi? …"
Olivier Dupuis (europarlamentare radicale): "Dobbiamo procedere all'identificazione della natura della posizione politica del governo tibetano, magari recuperando quanto detto, e praticato, da Gandhi sulla nonviolenza … Il Dalai Lama e il governo tibetano in esilio non hanno mai incardinato una politica nonviolenta attiva …Nel 1996-1997, in un contesto di attenzione alla causa tibetana molto migliore di quello attuale, rifiutarono di passare alla lotta nonviolenta … E' inutile negarlo, esiste in una parte del mondo tibetano una forma di parassitismo delle attività dei gruppi pro-Tibet … Senza forza non si va da nessuna parte … Le Nazioni Unite dovranno essere presenti all'auspicabile negoziato sino-tibetano per garantirne la serietà … A Praga si dovrà aver con i nostri amici tibetani un confronto chiaro e costruttivo".
Giampiero Leo (assessore regionale alla Cultura e Istruzione, Forza Italia, iscritto al Partito radicale transnazionale): "Quella per il Tibet è ancora, purtroppo, una lotta elitaria, che deve scontare la poca attenzione dei media e gli enormi interessi economici in gioco … Spero che i movimenti pacifisti facciano propria la causa del Tibet …"
Rosanna Degiovanni (curatrice del Seminario): "Mi auguro che, attraverso i buoni uffici della Regione Piemonte, si riescano a coinvolgere tante altre Regioni italiane; ormai, con la riforma delle autonomie locali, ogni realtà regionale ha anche una sua politica estera e può, quindi, dire la sua anche nei rapporti con la Repubblica Popolare di Cina; ne è esempio quanto è stato fatto dalla Regione Piemonte. Un altro fronte d'iniziativa fondamentale è quello delle scuole; i giovani non conoscono nulla della realtà tibetana e cinese …".
Per informazioni sull'Associazione Comuni, Province e Regioni per il Tibet: http://www.consiglioregionale.piemonte.it/organismi/altri_org/index.htm
Gli iscritti e contribuenti 2012
| FRANCESCA T. MILANO | 200 euro |
| EUFEMIA T. MUGGIO' | 200 euro |
| AMBROGIO S. CASSINA DE' PECCHI | 200 euro |
| PIER PAOLO S. FROSINONE | 200 euro |
| DAVIDE R. MILANO | 200 euro |
| LORENA P. MONZA | 200 euro |
| DAVIDE L. MANTOVA | 200 euro |
| PAOLO G. ROMA | 200 euro |
| MARTA G. ROMA | 200 euro |
| ANNA MARIA D. ROMA | 200 euro |
| Total SUM | 397.572 euro |
Iscrizioni e contributi 2012
Gruppi radicali nel mondo
Comunicati stampa
08/02/2012
Antenna di BruxellesBourseBruxellesChinaTibetveglia
NRPTT alla veglia organizzata dal network International Campaign for Tibet
09/11/2011
Antenna di BruxellesRoberto BenigniTibet
Antenna Radicale: Lettera aperta a Benigni e manifestazione per il Tibet a Bruxelles
Rassegna stampa
10/05/2010
Notizie Radicali
Antonio Attisani
Tibet: no, caro Pannella e cari radicali, proprio non ci siamo
05/05/2010
Notizie Radicali
Piero Verni
Tibet. Io (e Pannella) filo-cinesi? Per favore, non scherziamo! Risposta a Carlo Buldrini
03/02/2010
Notizie Radicali
Valter Vecellio
La situazione. Il durissimo atto d’accusa di Clare Short;, questione Tibet e Dalai Lama; una domanda a Giovanni Gennari de “l’Avvenire”
28/01/2010
Notizie Radicali
Valter Vecellio
La situazione. Carcere, uiguri, Tibet, nuovi schiavi. E’ sempre un problema di conoscenza e di informazione.
Documenti
radioradicale.it
2012-04-08 17:05:00 Conversazione settimanale con Marco Pannella
2012-02-19 17:02:00 Conversazione settimanale di Massimo Bordin con Marco Pannella
2012-02-12 17:00:00 Conversazione settimanale di Massimo Bordin con Marco Pannella
2011-12-04 17:01:00 Conversazione settimanale di Valter Vecellio con Marco Pannella e Cosimo Ferri 
2011-10-31 12:00:00 









