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"SIAMO AL TURISMO SANITARIO, COME SEMPRE SOLO PER POCHI"
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Emma Bonino, ministro per il Commercio internazionale e per le Politiche europee del Governo Prodi, ha accettato di rispondere alle nostre domande sulla questione della regolamentazione in materia di cellule staminali.
Ministro Bonino, il Consiglio dei Ministri italiano ha fatto propria la direttiva europea in materia di donazione e la conservazione dei tessuti e delle cellule staminali del cordone ombelicale ma non è andato fino alla decisione chiara. Un’occasione persa per l’Italia? Rimedi e discussioni in vista dopo la pausa estiva?
«Sì. È stata un’occasione persa e l’ho detto chiaramente sia in Consiglio deiMinistri sia pubblicamente. Mi auguro - visto che lo schema di decreto legislativo approvato dal Governo andrà all’esame del Parlamento - che il provvedimento possa essere rivisto, recependo lo spirito delle direttiva europea e adeguandoci a quanto già avviene nella maggioranza degli altri paesi dell’UE».
Esiste davvero un «ostacolo» che affonda le proprie radici in motivazioni religiose frapposto alla legge che favorirebbe la nascita di banche private per la conservazione delle cellule?
«In questa come in altre decisioni che riguardano aspetti etici, le radici cattoliche di chi governa o del legislatore si fanno certamente sentire. Non è da oggi che noi Radicali lo diciamo. Simili motivazioni sono emerse molto fortemente anche per il referendum sulla fecondazione assistita o, ancor più recentemente, per le unioni di fatto. Nel caso del cordoneombelicale, poi, si aggiunge anche la contraddizione di aver autorizzato centri privati ma solo quelli ‘senza fini di lucro’ (leggi gestiti dalla Chiesa), dando per scontato che chi opera ‘con fini di lucro’, ancorché convenzionato e controllato, non può che essere uno speculatore».
Qualcuno parla di lobby della «pubblica sanità», condivide?
«Il pieno recepimento di questa direttiva costituiva l’occasione per superare l’ingiustificato monopolio della sanità pubblica in questo settore, monopolio che si è dimostrato finora incapace di offrire un servizio efficiente e alla portata del cittadino. Attualmente in Italia le banche autorizzate alla raccolta ed alla conservazione di queste cellule sono cinque realmente funzionanti, di cui quattro al Nord e una in Sicilia. L’intero Centro-Sud del paese ne è quindi praticamente sfornito. Prenda la Sardegna per esempio, dove è diffusa la talassemia: neanche un centro. Non c’è dubbio che in questo caso è prevalsa la posizione del Ministero della Salute, ma a mio modo di vedere il servizio pubblico è un servizio ‘rivolto’ al pubblico, privato o statale che sia. Aggiungo che potenziare la rete pubblica non sarà cosa facile avendo già una spesa sanitaria alle stelle».
Lo Stato italiano è consapevole che fino a quando non ci sarà una normativa seria, innumerevoli coppie, migreranno all’estero, in Ticino?
«In Ticino oppure in uno dei 16 paesi dell’Unione europea che già ammettono le banche private nel loro ordinamento. Il cosiddetto ‘turismo sanitario’. Come nel passato per l’aborto e come ancora oggi per la fecondazione assistita. Saranno però solo le coppie facoltose a poterselo permettere. Una discriminazione che si ripete nel tempo».
Ministro Bonino, il Consiglio dei Ministri italiano ha fatto propria la direttiva europea in materia di donazione e la conservazione dei tessuti e delle cellule staminali del cordone ombelicale ma non è andato fino alla decisione chiara. Un’occasione persa per l’Italia? Rimedi e discussioni in vista dopo la pausa estiva?
«Sì. È stata un’occasione persa e l’ho detto chiaramente sia in Consiglio deiMinistri sia pubblicamente. Mi auguro - visto che lo schema di decreto legislativo approvato dal Governo andrà all’esame del Parlamento - che il provvedimento possa essere rivisto, recependo lo spirito delle direttiva europea e adeguandoci a quanto già avviene nella maggioranza degli altri paesi dell’UE».
Esiste davvero un «ostacolo» che affonda le proprie radici in motivazioni religiose frapposto alla legge che favorirebbe la nascita di banche private per la conservazione delle cellule?
«In questa come in altre decisioni che riguardano aspetti etici, le radici cattoliche di chi governa o del legislatore si fanno certamente sentire. Non è da oggi che noi Radicali lo diciamo. Simili motivazioni sono emerse molto fortemente anche per il referendum sulla fecondazione assistita o, ancor più recentemente, per le unioni di fatto. Nel caso del cordoneombelicale, poi, si aggiunge anche la contraddizione di aver autorizzato centri privati ma solo quelli ‘senza fini di lucro’ (leggi gestiti dalla Chiesa), dando per scontato che chi opera ‘con fini di lucro’, ancorché convenzionato e controllato, non può che essere uno speculatore».
Qualcuno parla di lobby della «pubblica sanità», condivide?
«Il pieno recepimento di questa direttiva costituiva l’occasione per superare l’ingiustificato monopolio della sanità pubblica in questo settore, monopolio che si è dimostrato finora incapace di offrire un servizio efficiente e alla portata del cittadino. Attualmente in Italia le banche autorizzate alla raccolta ed alla conservazione di queste cellule sono cinque realmente funzionanti, di cui quattro al Nord e una in Sicilia. L’intero Centro-Sud del paese ne è quindi praticamente sfornito. Prenda la Sardegna per esempio, dove è diffusa la talassemia: neanche un centro. Non c’è dubbio che in questo caso è prevalsa la posizione del Ministero della Salute, ma a mio modo di vedere il servizio pubblico è un servizio ‘rivolto’ al pubblico, privato o statale che sia. Aggiungo che potenziare la rete pubblica non sarà cosa facile avendo già una spesa sanitaria alle stelle».
Lo Stato italiano è consapevole che fino a quando non ci sarà una normativa seria, innumerevoli coppie, migreranno all’estero, in Ticino?
«In Ticino oppure in uno dei 16 paesi dell’Unione europea che già ammettono le banche private nel loro ordinamento. Il cosiddetto ‘turismo sanitario’. Come nel passato per l’aborto e come ancora oggi per la fecondazione assistita. Saranno però solo le coppie facoltose a poterselo permettere. Una discriminazione che si ripete nel tempo».
Gli iscritti e contribuenti 2012
| FRANCESCA T. MILANO | 200 euro |
| EUFEMIA T. MUGGIO' | 200 euro |
| AMBROGIO S. CASSINA DE' PECCHI | 200 euro |
| PIER PAOLO S. FROSINONE | 200 euro |
| DAVIDE R. MILANO | 200 euro |
| LORENA P. MONZA | 200 euro |
| DAVIDE L. MANTOVA | 200 euro |
| PAOLO G. ROMA | 200 euro |
| MARTA G. ROMA | 200 euro |
| ANNA MARIA D. ROMA | 200 euro |
| Total SUM | 397.572 euro |
Iscrizioni e contributi 2012
Gruppi radicali nel mondo
Comunicati stampa
17/10/2009
Libertà di ricerca
VII Congresso (online) Associazione Luca Coscioni. Eletti gli organi dirigenti, votata la mozione
03/10/2006
Libertà di ricerca
STAMINALI / UE: CAPPATO "CASINI PROPONE INTERPRETAZIONE "ALL'ITALIANA", CIOE' ILLEGALE. MUSSI DOVREBBE DIRGLIELO"
22/07/2006
Libertà di ricerca
Consiglio straordinario sulla ricerca: il Partito Radicale manifesta per la libertà di ricerca sulle cellule staminali
Rassegna stampa
09/08/2007
Corriere del Ticino
Simone Della Ripa
"SIAMO AL TURISMO SANITARIO, COME SEMPRE SOLO PER POCHI"
Documenti
27/05/2009
Libertà di ricerca
Simposio scientifico pubblico su scienza, etica e comunicazione sulle cellule staminali, Accademia dei Lincei











