Risoluzione del Parlamento europeo sulla Cecenia dopo le elezioni e sulla società civile in Russia

TESTO ORIGINALE NEL SITO DEL PE Il Parlamento europeo ,
– visto l'Accordo di partenariato e di cooperazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e la Federazione russa, dall'altra, entrato in vigore il 1° dicembre 1997(1) ,
– visto l'obiettivo dell'UE e della Russia di realizzare i quattro "spazi comuni" decisi al Vertice UE-Russia del 10 maggio 2005,
– vista la propria risoluzione del 26 maggio 2005 sulle relazioni UE-Russia(2) ,
– vista la propria risoluzione del 15 dicembre 2005 sulla situazione dei diritti umani in Russia e la nuova legislazione sulle ONG,
– vista la Convenzione europea dei diritti dell'uomo e i suoi cinque protocolli,
– visti i numerosi e fondati rapporti di ONG russe e internazionali sulle gravi e perduranti violazioni dei diritti dell'uomo in Cecenia, e viste le sentenze emesse dalla Corte europea dei diritti dell'uomo in relazione a casi concernenti la Cecenia,
– visto l'articolo 103, paragrafo 4, del proprio regolamento,
A. considerando che il 29 novembre 2005 la presidenza britannica dell'Unione europea ha "espresso soddisfazione" per le elezioni parlamentari svoltesi nella Repubblica russa di Cecenia il 27 novembre 2005 e ha giudicato dette elezioni "una tappa importante verso una più ampia rappresentatività delle diverse opinioni presenti nella società cecena",
B. considerando che la Commissione ha ritenuto "incoraggiante" il fatto che dette elezioni parlamentari - le prime in Cecenia in otto anni - "si siano svolte senza che si verificassero importanti episodi di violenza", ma ha rifiutato di fare commenti sull'equità della consultazione elettorale,
C. considerando che, in una lettera aperta all'Unione europea firmata dall'associazione per i diritti umani Memorial, dalla International Helsinki Federation for Human Rights, dalla Società per l'amicizia russo-cecena e da altre organizzazioni, fra cui la Federazione internazionale per i diritti umani con sede a Parigi, i militanti per i diritti umani hanno accusato l'UE di mascherare i fatti dando una valutazione ottimistica delle elezioni, e hanno sottolineato che "la dichiarazione in questione non soltanto contrasta con le prove raccolte dalla comunità per i diritti umani russa e internazionale (...) ma rimette anche in discussione l'impegno UE per i diritti dell'uomo, la democrazia e il principio di legalità",
D. sottolineando che il tasso ufficiale di affluenza alle urne del 57% è stato contestato da Memorial, secondo la quale la partecipazione è stata molto più bassa ed il voto è stato inficiato da diffuse frodi e atti di intimidazione,
E. considerando che nella Repubblica cecena, e talora nelle regioni limitrofe del Caucaso settentrionale, continuano a registrarsi gravi violazioni dei diritti umani sotto forma di omicidi, sparizioni forzate, torture, catture di ostaggi e detenzioni arbitrarie,
F. considerando che il governo russo ha trasferito gran parte delle proprie competenze in materia di operazioni di antiterrorismo dalle autorità federali russe alle autorità locali, cercando in tal modo di trasformare il decennale conflitto fra la Russia e la Cecenia in un conflitto interno ceceno, fatto che, secondo un rapporto congiunto della International Helsinki Federation for Human Rights, della Federazione internazionale per i diritti dell'uomo, del Norwegian Helsinki Committee e di Memorial, "si è risolto nell'abbrutimento delle parti belligeranti e in un diffuso senso di insicurezza e di paura dei civili",
G. considerando che i crescenti casi di rapimenti, torture e uccisioni arbitrarie che si verificano in Cecenia da due anni a questa parte vengono attribuiti alle forze paramilitari cecene,
H. considerando che molti degli abusi e delle violazioni dei diritti umani perpetrati in Cecenia restano per lo più senza colpevole, creando un clima di impunità che dalle Repubbliche di Cecenia e di Inguscezia si estende ad altre regioni del Caucaso settentrionale, fra cui l'Ossezia settentrionale e più recentemente la Kabardino-Balkaria,
I. considerando che negli ultimi anni la democrazia ha subito un ulteriore notevole deterioramento in Russia, soprattutto per effetto del rafforzamento del controllo statale sulle principali stazioni radiotelevisive, della diffusione dell'autocensura presso la stampa scritta, della chiusura di media indipendenti, delle limitazioni del diritto di organizzare dimostrazioni pubbliche e del peggioramento del clima in cui operano le ONG - con casi di molestie a carico degli attivisti che difendono i diritti dell'uomo - e di un maggiore controllo politico sul potere giudiziario,
J. sottolineando che finora la consultazione UE-Russia in materia di diritti dell'uomo non ha comportato progressi sostanziali in questo settore, che dovrebbe costituire una priorità nelle relazioni UE-Russia,
K. considerando che in data 20 dicembre 2005 la Corte europea dei diritti dell'uomo ha giudicato ricevibile il ricorso relativo alla scomparsa di Ruslan Alikhajiyev, ex presidente del parlamento regolarmente eletto dell'autoproclamata Repubblica di Ichkeria; che un'inchiesta promossa dalla procura cecena è rimasta senza esito; che il governo russo ha respinto la richiesta di trasmettere i relativi atti alla Corte europea dei diritti dell'uomo,
L. considerando che il 13 dicembre 2005 la Commissione ha messo a disposizione 6 000 000 di euro in aiuti a favore delle vittime della perdurante crisi del Caucaso settentrionale, una decisione che porta il totale dell'assistenza UE per la regione, per il 2005, a 26 300 000 di EUR rendendo tale programma di aiuti la quinta maggiore operazione umanitaria a livello mondiale e facendo dell'UE il principale donatore nella regione,
M. considerando che il 23 e 27 dicembre 2005 le due camere del parlamento russo hanno approvato con qualche modifica il progetto di legge concernente le restrizioni alle attività delle ONG in Russia e che lo stesso attende ora solo la firma del Presidente Putin per entrare in vigore,
N. considerando che, in una lettera inviata al ministro degli esteri russo Sergey Lavrov, il 28 dicembre 2005, ONG fra cui l'associazione Memorial, il Moscow Helsinki Group e il Moscow Bureau For Civil Rights, hanno sottolineato come numerosi aspetti del progetto legislativo siano tuttora in contrasto con il diritto internazionale, la costituzione e il codice civile russi, nonché tutta una serie di leggi russe,
O. considerando che la libertà di associazione è un diritto umano fondamentale e di grande importanza in una società democratica;
P. profondamente preoccupato per l'aumento della violenza a sfondo razziale che si registra in Russia,
Q. considerando che il 18 gennaio 2006 è ripreso il processo contro Stanislav Dmitriyevsky, il quale è stato incriminato per aver pubblicato nel suo giornale l'appello alla pace in Cecenia di Aslan Mashkadov e per tale fatto è passibile di una pena di cinque anni di detenzione,
1. ribadisce la propria ferma condanna di tutti gli atti terroristici commessi nella Federazione russa, per i quali non può esserci giustificazione alcuna;
2. resta vivamente preoccupato per il fatto che il Consiglio e la Commissione hanno omesso di affrontare la questione delle gravi violazioni dei diritti umani nella Repubblica cecena, nonostante esse vengano commesse su larga scala da ambo le parti in conflitto e in un clima di quasi totale impunità;
3. sollecita il Consiglio e la Commissione a far fronte alle proprie responsabilità dinanzi ai più gravi casi di violazione dei diritti umani verificatisi nelle immediate vicinanze dell'Unione europea;
4. sollecita il Consiglio e la Commissione ad adoperarsi attivamente per evitare ulteriori violazioni dei diritti umani e far cessare il clima di impunità che regna nella Repubblica cecena nonché ad insistere presso le autorità russe affinché siano adottate misure atte ad assicurare nella Repubblica cecena il pieno rispetto dei diritti garantiti dalla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, di cui la Russia è firmataria, e affinché tutti coloro che violano tali diritti siano chiamati a risponderne senza ulteriore indugio e senza riguardo alla loro posizione o nazionalità;
5. deplora il fatto che la preparazione e lo svolgimento delle elezioni legislative in Cecenia non siano stati anche un'occasione per avviare un autentico processo politico e democratico con la partecipazione di tutte le componenti della società cecena;
6. ribadisce il suo pieno sostegno all'integrità territoriale della Federazione russa, ma rileva che non vi può essere una soluzione militare al conflitto in Cecenia e chiede l'avvio di un effettivo processo di pace volto a raggiungere un accordo politico negoziato basato sul dialogo tra tutte le componenti democratiche della società cecena ;
7. invita le autorità russe a porre fine all'attuale clima di impunità, sciogliendo i gruppi paramilitari, tenendo sotto controllo le attività delle forze di sicurezza e riportando l'esercito sotto il pieno controllo civile;
8. chiede al Consiglio e agli Stati membri di sollevare regolarmente la questione cecena in occasione degli incontri politici, del dialogo in materia di diritti umani e di altre riunioni con la Federazione russa, onde assicurare che tale tema non sfugga all'attenzione e preoccupazione internazionali;
9. chiede il rafforzamento della consultazione UE-Russia in materia di diritti dell'uomo onde renderla più efficace, aperta alle ONG ed orientata ai risultati, in modo da rafforzare questo capitolo nel nuovo accordo di partenariato e cooperazione da negoziare nel prossimo futuro;
10. invita il Consiglio e la Presidenza in carica a compiere ulteriori sforzi per aiutare la Russia a trovare una soluzione pacifica al conflitto, inclusa un'offerta di mediazione UE; sottolinea la necessità che l'UE parli con un'unica voce e si attenga alle posizioni sulla Russia concordate in sede OSCE;
11. invita la Duma russa a costituire una commissione d'inchiesta incaricata di indagare sulla mancata incriminazione da parte dei i corpi di polizia della Repubblica cecena di quanti hanno perpetrato le gravi violazioni dei diritti umani documentate da numerose associazioni per i diritti umani; rammenta che a tutt'oggi sono stati celebrati solo pochi processi e che la maggior parte dei procedimenti è stata sospesa, trasferita o archiviata;
12. sottolinea la necessità di porre particolare accento sui crimini compiuti a danno di militanti per i diritti umani, avvocati, procuratori, giudici, persone che hanno presentato un ricorso dinanzi alla Corte europea dei diritti dell'uomo e i loro familiari;
13. invita in tale contesto le autorità russe a riaprire le indagini e i procedimenti a carico del generale maggiore Vladimir Shamanov e del generale maggiore Yakov Nebitko, che dovrebbero essere incriminati e sospesi dalle funzioni già in corso di indagine, in quanto ritenuti responsabili dalla Corte europea dei diritti dell'uomo del bombardamento indiscriminato di civili ceceni condotto nel febbraio 2000 a Katyr Yurt;
14. invita gli Stati membri dell'UE a promuovere, conformemente al diritto internazionale e sulla base dei precedenti esistenti, nonché con il consenso russo, l'istituzione di un tribunale speciale internazionale misto per la Cecenia per processare gli autori dei crimini di guerra e dei crimini contro l'umanità commessi nella Repubblica cecena, nel caso in cui l'attuale clima di impunità dovesse perdurare;
15. invita le autorità russe a riesaminare la legge del 1998 sul terrorismo onde conformarsi agli standard del Consiglio d'Europa, con specifico riguardo ai poteri e alle responsabilità di coloro che conducono interventi di antiterrorismo;
16. sollecita la Commissione ad accertare se gli aiuti umanitari da essa erogati per la regione del Caucaso settentrionale abbiano effettivamente raggiunto chi ne ha bisogno e a verificare l'efficacia di tali aiuti;
17. esprime preoccupazione per le notizie di azioni amministrative e giudiziarie a carattere vessatorio nei confronti di alcune ONG operanti in Cecenia, che sembrano rientrare in un quadro più generale di attentato alla libertà di espressione e di associazione nella Federazione russa, e sollecita le autorità russe a porre termine a tali soprusi;
18. sottolinea che sia il processo democratico sia la lotta contro l'impunità nella Repubblica cecena non potranno che trarre benefici dall'opera di organizzazioni per i diritti umani forti ed indipendenti ed invita la Russia ad assicurare ai media indipendenti, alle organizzazioni umanitarie internazionali e nazionali e agli osservatori dei diritti dell'uomo, pieno accesso in Cecenia e a contribuire, nella misura del possibile, a che sia garantita la sicurezza delle loro condizioni di lavoro;
19. esige la revoca di ogni imputazione a carico di Stanislav Dmitriyevsky e sollecita le autorità russe a rispettare la libertà dei mezzi d'informazione e dei giornalisti;
20. si rammarica che il progetto di legge che rafforza il controllo statale sulle ONG stabilite in Russia sia passato agevolmente nei due rami del parlamento senza tenere pienamente conto delle raccomandazioni formulate dal Consiglio d'Europa nel parere interlocutorio emesso in materia; auspica che, prima di firmare l'atto per renderlo esecutivo, il Presidente Putin possa ancora garantire che il suo testo sia reso conforme alle raccomandazioni del Consiglio d'Europa e contenga chiare disposizioni atte ad evitare vessazioni a danno degli attivisti delle ONG che operano in Russia;
21. sollecita al riguardo il Consiglio e la Commissione a compiere ogni sforzo per sostenere lo sviluppo e il consolidamento in Russia di una società civile forte, vitale, autentica e indipendente, come elemento cardine e irrinunciabile di una democrazia funzionante;
22. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, ai parlamenti e ai governi degli Stati membri, al governo e al parlamento della Federazione russa e al Consiglio d'Europa. (1) GU L 327 del 28.11.1997, pag. 3. (2) Testi adottati, P6_TA(2005)0207.