RACCOMANDAZIONE presentata da John Fischetti


Premesso che la diffusione di informazione completa e veritiera è probabilmente l’arma nonviolenta più efficace contro ogni dittatura, terrorismo, violazione dei diritti civili, sociali, politici e quindi, umani, provocati non dalla povertà e dall’ignoranza ma da chi ha interesse a mantenere quella povertà ed ignoranza;
considerato che gli Stati non usano strumenti e tecniche non violente poiché ragionano in termini di rapporti di forza e di reciproca legittimazione basata sull’inviolabilità;
considerato che tra gli Stati è riconosciuto il diritto di proprietà esclusiva del cosiddetto “etere” tanto che possono riservarne l’utilizzo a loro stessi oppure “concederlo” ad altri soggetti, a pagamento;
considerato altresì che l’etere è per sua stessa natura transnazionale, e che le onde che lo percorrono non si fermano ai confini, non presentano documenti alle guardie di frontiera, non hanno necessità del visto sul passaporto;
considerato infine che per i motivi esposti è molto difficile per gli Stati, anche quelli apparentemente democratici, ipotizzare e soprattutto realizzare un sistema informativo via radio, e la recente vanificazione e poi l’abolizione del primo timido passo verso la creazione di “Voice of Europe” ne è riprova, poiché deliberazioni sulla “violabilità” dell’etere altrui, nel tempo renderebbe indifendibile il proprio;
invita gli Organi responsabili della gestione politica ed economica del Partito Radicale a:

1 proseguire con ogni sforzo per convincere l’UE e gli Stati che la compongono dell’utilità e dell’efficacia di “Voice of Europe”
2 prendere contatto con la presidenza e il Parlamento degli USA per proporgli, per gli stessi motivi, la possibile nuova forma e i nuovi compiti di “Voice of America”
3 realizzare uno studio di fattibilità per la creazione di un’emittente radiofonica pilota, chiamata ad esempio “Voice of Democracy” oppure “ Voice of Freedom”, sostenuta economicamente mediante una campagna mondiale di autofinanziamento e che operi nell’etere di uno o più paesi ritenuti simbolicamente significativi ai fini del progetto.