PROVINI: Quirinale. Militanti in Sit In con cartelli al collo: "cosa devono fare le minoranze per avere il diritto ad essere ricevute da Leone?", "Fanfani ha deciso che la LID non esiste", "il monopolio TV impedisce il libero dibattito, ci ha escluso", "la LID ha conquistato il divorzio ed ora ci impediscono di difenderlo" (BN) ottima, importante, storica
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Quote rosa alle elezioni. Sì Casini, no di Bonino
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Roma, Le donne sono la maggioranza degli elettori: quindi sta a loro, a voi, farvi valere. E’ ancora troppo basso il numero delle donne presenti nelle assemblee elettive, come, del resto, anche quello dei dirigenti nel settore pubblico e privato”: il Capo dello Stato ha chiesto che alle donne sia riservato maggiore spazio nella vita pubblica, a partire proprio dalle prossime elezioni. “Sono fiducioso – ha infatti aggiunto Carlo Azeglio Ciampi, nel corso della cerimonia per la consegna di dodici onorificenze ad altrettante donne – che la recente approvazione della modifica dell’articolo 51 della Costituzione, che stabilisce il numero dei rappresentanti dei due sessi da eleggere in Parlamento, rappresenti una svolta: saranno garantite maggiori oppoertunità, e dovrà essere facilitato l’effettivo accesso nella vita politica e sociale della nazione”.
Ma il nodo politico resta: non tutti accettano che, fina dalle prossime europee, sia stabilito, per legge, che il 30% dei candidati sia di sesso femminile. E la discussione è trasversale, nel senso che il consenso alla proposta, come il dissenso, arriva da entrambi gli schieramenti.
Nel centrodestra le divisioni appaiono più evidenti. Ieri il Presidente della Camera, Pierferdinando Casini, si è detto favorevole alla proposta: “Valuto positivamente che alle elezioni europee vi sia una quota minima di candidati donne. Il Parlamento italiano, infatti, registra la più bassa percentuale di elette, alle quali spetta, invece, un maggio protagonismo politico ed istituzionale”.
Le parole di Casini, però, hanno suscitata l’immediata reazione critica di Roberto Calderoli, vicepresidente del Senato, numero tre della Lega, ed alleato dell’Udc in maggioranza: “Anche l’otto marzo è un’occasione buona per rimettere in circolazione il mai tramontato motto “fate quel che dico, ma non fate quel che faccio”. Le più alte cariche dello Stato hanno inneggiato alla donna. Ma poi, nello staff di Ciampi o di Casini di donne se ne vedono pochine. Per Casini, poi, la cosa è ancor più grave, visto che alle scorse politiche le donne elette nel gruppo parlamentare del suo partito sono solo tre su settanta. Lasciamo perdere: perché di questo passo si arriverà anche a fissare le quote per gli ermafroditi, per i transessuali e per i gay”.
Altra dura polemica fra Emma Bonino, radicale e Stefania Prestigiacomo, ministro per le Pari Opportunità. La prima aveva definiti “illiberale” un provvedimento di legge che fissa una quota minima di candidate donne. “Illiberale – è la replica del ministro – è un Parlamento con la presenza di così poche donne. La verità è che ci siamo resi conto che non possiamo attendere un cambiamento culturale: una ricerca svolta nel Nord Europa ha rivelato che dove sono intervenuti prima mutamenti legislativi, si è giunti prima ai diritti civili per le donne”.
E con la Prestigiacomo sono d’accordo molti esponenti del centrosinistra.
Ma il nodo politico resta: non tutti accettano che, fina dalle prossime europee, sia stabilito, per legge, che il 30% dei candidati sia di sesso femminile. E la discussione è trasversale, nel senso che il consenso alla proposta, come il dissenso, arriva da entrambi gli schieramenti.
Nel centrodestra le divisioni appaiono più evidenti. Ieri il Presidente della Camera, Pierferdinando Casini, si è detto favorevole alla proposta: “Valuto positivamente che alle elezioni europee vi sia una quota minima di candidati donne. Il Parlamento italiano, infatti, registra la più bassa percentuale di elette, alle quali spetta, invece, un maggio protagonismo politico ed istituzionale”.
Le parole di Casini, però, hanno suscitata l’immediata reazione critica di Roberto Calderoli, vicepresidente del Senato, numero tre della Lega, ed alleato dell’Udc in maggioranza: “Anche l’otto marzo è un’occasione buona per rimettere in circolazione il mai tramontato motto “fate quel che dico, ma non fate quel che faccio”. Le più alte cariche dello Stato hanno inneggiato alla donna. Ma poi, nello staff di Ciampi o di Casini di donne se ne vedono pochine. Per Casini, poi, la cosa è ancor più grave, visto che alle scorse politiche le donne elette nel gruppo parlamentare del suo partito sono solo tre su settanta. Lasciamo perdere: perché di questo passo si arriverà anche a fissare le quote per gli ermafroditi, per i transessuali e per i gay”.
Altra dura polemica fra Emma Bonino, radicale e Stefania Prestigiacomo, ministro per le Pari Opportunità. La prima aveva definiti “illiberale” un provvedimento di legge che fissa una quota minima di candidate donne. “Illiberale – è la replica del ministro – è un Parlamento con la presenza di così poche donne. La verità è che ci siamo resi conto che non possiamo attendere un cambiamento culturale: una ricerca svolta nel Nord Europa ha rivelato che dove sono intervenuti prima mutamenti legislativi, si è giunti prima ai diritti civili per le donne”.
E con la Prestigiacomo sono d’accordo molti esponenti del centrosinistra.
Iscrizioni e contributi 2012
Rassegna stampa
23/06/2010
Notizie Radicali
Matteo Mecacci
Riflessione sulla politica estera del Partito Democratico a partire da una discussione parlamentare sulla situazione dei diritti umani a Cuba
Documenti
30/05/2010
Birmania Cambogia Italia Laos Vietnam
Consiglio Generale del PRNtt: Risoluzione approvata sull’Asia Sud Orientale
16/06/2008
Interrogazioni (PE) Italia
PE. Interrogazione scritta, Legge provinciale Alto Adige e radici cristiane
17/03/2004
Interrogazioni (PE) Italia
INTERROGAZIONE SCRITTA P-0928/04
di Maurizio Turco (NI) alla Commissione
radioradicale.it
2012-02-10 11:46:43 Le foibe, gli eccidi dei partigiani comunisti jugoslavi di Tito in Italia, le polemiche del passato, la congiura del silenzio, i radicali
2012-02-10 10:45:00 Verità e giustizia su Formigoni. Rispetto dei Referendum milanesi. Liberalizzazioni: l'alternativa Radicale a Milano 2012-02-09 12:32:10 L'amministrazione della giustizia, la responsabilità civile dei magistrati, il caso Tortora, Napoli, i referendum radicali della primavera 86
2012-02-09 08:57:55 Notiziario del mattino
2012-02-08 23:51:37 Collegamento di Marco Pannella
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