PROVOCAZIONE AL PALAZZO DI GOSNARKOKONTROL: NIKOLAJ KHRAMOV È STATO DETENUTO E CHIAMATO ALLA RESPONSABILITÀ AMMINISTRATIVA PER LA DISTRIBUZIONE DEI VOLANTINI PER LA LEGALIZZAZIONE DI MARIJUANA


PROPAGANDA POLITICA OPPURE PROPAGANDA DELLA DROGA? A QUESTA DOMANDA RISPONDERÀ DOMANI MATTINA IL BASMANNY TRIBUNALE DELLA CITTÀ DI MOSCA

Mosca, 12 agosto 2004. Alle ore 12,15, quindici minuti dopo l’inizio del suo volantinaggio per la legalizzazione di marijuana davanti al palazzo del Servizio Federale per il controllo degli stupefacenti (Gosnarkokontrol) in via Maroseika, Nikolaj Khramov, segretario di Radicali Russi, è stato detenuto dalla polizia che operava sulle indicazioni del comissario Denis Seleznev e portato al comissariato del distretto Basmanny. Al comissariato sono state sequestrate 460 volantini con testo della petizione "Legalizzare Marijuana" lanciata dai radicali due anni fa, è stato compilato un verbale sul reato previsto dall’articolo 6.13 del Codice Amministrativo della Federazione Russa (propaganda degli stupefacenti o dei loro precursori). Dopo essere vincolato di presentarsi il 13 agosto alle ore 9,30 in comissariato per la comparizione in Basmanny tribunale, alle ore 14,10 il segretario di radicali Russi è stato rilasciato dalla polizia.

Dichiarazione di Nikolaj Khramov:

"Sono grato agli ufficiali di Gosnarkokontrol e della polizia per il loro lavoro eccezionale. Quindi domani mattina - come era previsto - il Basmanny tribunale deve giudicare la mia azione nonviolenta e rispondere alla domanda: che cosa rappresenta la distribuzione dei materiali con le richieste politiche della riforma politica nel campo delle droghe proibite - una propaganda politica leggittima o invece propaganda delle droghe? La risposta a questa domanda ha una grande importanza per la difesa delle libertà e della democrazia oggi nel nostro paese, quando il Gosnarkokontrol guidato dal vice capo Alexandr Mikhailov non è più soddisfatto soltanto dagli agguati contro i veterinari, ma ha scatenato una vera e propria caccia contro i negozianti che vendono le magliette con il disegno di marijuana.

Spero che il tribunale metta il punto e che prenda l’unica possibile decisione leggittima. Altrimenti intendo a rivolgermi alla Corte Costituzionale per esaminare la costituzionalità dell’articolo 46 della Legge federale sulle sostanze stupefacenti, che appunto contiene la definizione che cosa è la propaganda delle droghe."

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