PRIVACY/ USA. CAPPATO CHIEDE A COX DI RISPETTARE LA VOLONTA' DEL PE, ED ATTIVARE IMMEDIATAMENTE LA PROCEDURA DI RICORSO IN CORTE DI GIUSTIZIA CONTRO LA COMMISSIONE UE.


Marco Cappato, eurodeputato Radicale della Lista Bonino e relatore del PE sulla privacy, ha scritto oggi al Presidente del PE, Pat Cox, chiedendo di attivare immediatamente le procedure per attaccare davanti alla Corte di Giustizia dell'UE la decisione della Commissione di dichiarare "adeguata" la protezione dei dati dei passeggeri transatlantici trasferiti dal territorio UE agli USA, nonché l'accordo internazionale CE/USA sul trasferimento dei dati.
Il 16 giugno, in occasione di una riunione straordinaria della Commissione Giuridica del PE, l'europarlamento si era espresso per l'ennesima volta - con 21 voti a favore e 10 contrari - in favore della denuncia degli accordi UE/USA sul trasferimento dei dati dei passeggeri dei voli transatlantici e del ricorso davanti alla Corte di Giustizia contro la Commissione ed il Consiglio in merito alla compatibilità di questi atti col diritto europeo.

Testo della lettera di Marco Cappato al Presidente Cox:

"Caro Presidente,
Il prossimo 26 giugno é previsto che, nel corso del summit UE/USA, si prenderà atto dell'entrata in vigore - il 28 maggio scorso - dell'accordo sull'acceso ai dati personali contenuti nel PNR. In questo contesto é più che probabile che si affronterà anche la questione dell'eventualità di un ricorso alla Corte di Giustizia contro tale accordo, come auspicato, sin dal 31 marzo scorso, in numerose occasioni dal PE.
Tale ricorso, sia sul progetto di accordo che sulla decisione della CCE a cui si riferisce, Le é stato ancora una volta richiesto la settimana scorsa dalla Commissione Giuridica, sostenuta anche dalla grande maggioranza dei Presidenti dei gruppi politici del PE, ma che non é stato ancora presentato in ragione di una pausa di riflessione che Lei ha voluto accordarsi.
Tuttavia, bisogna constatare che i giorni passano e senza una presa di posizione chiara da parte Sua il 26 giugno, dopo 15 mesi di prese di posizione sempre più chiare e ferme da parte del PE, é la nostra Istituzione che rischia di perdere credibilità dinanzi al Consiglio, la Commissione ed i Paesi terzi.
E' giunto il momento di uscire dal Suo riserbo e di rispettare le regole, mettere lealmente in atto la volontà del PE che L'ha eletto e rispettare esattamente le disposizioni dell'art. 91 del nostro regolamento che Le impongono (non "suggeriscono" o "invitano" ma impongono) di presentare il ricorso."


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