Prime conseguenze delle politiche proibizioniste sulla droga in Olanda


Il manager del coffee-shop "Easy going" a Maastricht, visitato da Marco Cappato

L'1 maggio 2012 è stato introdotto nelle tre province meridionali olandesi del Noord-Brabant, Limburg e Zeeland il cosiddetto"erba-pass". Dal 2013 il pass sarà obbligatorio in tutto il paese. A soli due mesi dalla sua introduzione, si possono già osservare i primi risultati ottenuti nelle tre "province pionieristiche":

L'obiettivo dei provvedimento era quello di consentire l'acquisto di cannabis solo agli Olandesi registrati, allontanando gli utenti stranieri. I primi rapidi studi - "quick scan" - rivelano però che i giovani olandesi (tra i 18 e 24 anni) e gli immigrati rifiutano di farsi registrare. Tutto questo invece ha portato alla (ri)nascita di una vasta rete di commercio illegale di strada. Comprare la droga per strada permette non solo di risparmiare denaro, ma evita anche di dover rispondere a domande sulla propria età e nazionalità. La maggior parte dei venditori illegali, spesso minori, sono di origine marocchina, albanese, ungherese, rumena o della Francia settentrionale.
 
Nel Limburg sono state arrestate dall'1 maggio 386 persone per spaccio o acquisto di erba. Quasi tutti gli arrestati provengono da Olanda, Belgio e Germania e hanno tra i venti e i trent'anni. Nella lotta alla marijuana sono stati schierati temporaneamente 24 poliziotti in più. "Ne verranno schierati altri", dice un portavoce della polizia. "La guerra contro il commercio illegale di droga è una priorità nella quale continueremo ad investire".
 
Intorno a Eindhoven sono stati effettuati finora circa 30 arresti. Con 10 poliziotti in più assegnati a questo compito. I numeri relativi alle province Zeeland e Noord-Brabant non sono ancora disponibili.
 
Complessivamente, nelle tre province (Limburg, Noord-Brabant e Zeeland), sono almeno 600 i dipendenti di coffee-shop che hanno perso il lavoro dall'1 maggio. Molti di loro sono probabilmente condannati ad un lungo periodo disoccupazione a causa della connotazione negativa derivante dall'impiego presso un coffee-shop. Maastricht è la città più colpita: 450 nuovi disoccupati.
 
Tutta la città soffre della mancanza di turisti stranieri dopo l'introduzione dell'erba-pass. Jo Smeets, portavoce della "Fondazione per la Difesa del Personale dei Coffee-shop nei Paesi Bassi" dice: "Ristoranti, ma anche negozi di abbigliamento e altre piccole imprese rischiano la bancarotta. Molti dimenticano che i turisti che compravano erba, sia nazionali che stranieri, sono persone benestanti, non interessate esclusivamente all'erba".
 
Secondo alcune stime, al primo maggio 2012, erano 4500 le persone impiegate nei coffee-shop nei Paesi Bassi, ma questo provvedimento che nel 2013 diventerà obbligatorio in tutto il paese sta diffondendo la paura dei licenziamenti di massa.
 
L'1 maggio 2012 Marco Cappato aveva compiuto una disobbedienza civile proprio a Maastricht contro l'introduzione del pass.
 
Laura Harth