Prendiamo posizione contro coloro che impongono alle donne di abortire
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Pubblichiamo il testo della dichiarazione di voto sulla mozione per la moratoria contro l'aborto dell'onorevole Rocco Bottiglione, presidente dell'Udc.
Signor Presidente, credo che quello che stiamo per fare adesso in questo Parlamento ha un significato e un'importanza che trascende il livello usuale dei nostri dibattiti. Stiamo per prendere una posizione solenne e forte in favore della libertà e della vita, inaugurando - mi auguro - un modo diverso di affrontare questi temi sia in Italia che nel mondo. Prendiamo posizione contro tutti coloro che impongono alle donne di abortire, mettendo insieme due principi che, troppe volte, si sono scontrati nel dibattito interno del nostro paese; il diritto della libertà di scelta e il diritto alla vita. Lo facciamo in un momento in cui questo tema è drammaticamente attuale nel mondo, perché, non dimentichiamolo, metà dell'umanità, in un modo o in un altro, non vede riconosciuto il diritto della donna di dare alla luce il bambino che ha concepito. Esistono paesi (qualcuno ne dubitava, ahimè), che abbracciano un quarto dell'umanità, in cui l'aborto, al secondo figlio, è obbligatorio. Esistono paesi, che abbracciano forse un altro quarto dell'umanità, in cui è possibile per la donna essere ricattata con l'offerta di aiuti a condizione di abortire. Questo ha generato nel mondo uno squilibrio drammatico, tra l'altro a danno delle bambine. Mancano ai conti della demografia forse cento milioni di bambine che sono state abortite unicamente per il fatto di essere di sesso femminile. Nei paesi in cui è consentito un solo figlio questo fenomeno si aggrava potentemente, perché se il primo figlio è di sesso femminile la tendenza è di farlo morire. Qui non stiamo discutendo della legge n. 194 del 1978 - l'ho detto con chiarezza nel mio intervento in Aula e lo ripeto oggi - e credo che chi è a favore della legge n. 194 e chi è contro la legge n. 194 possa e forse debba con eguale decisione convenire sulla scelta che ci stiamo proponendo in questa Aula, Infatti, la legge n. 194 non dice che si può costringere una donna ad abortire e non dice nemmeno che l'aborto è accettato come strumento di controllo demografico, dice anzi, all'articolo 1, esattamente il contrario. L'equilibrio che si è creato nella legislazione italiana come anche nella legislazione tedesca - le due legislazioni sono su questo fortemente apparentate - è fondato sulla teoria morale, discutibile peraltro, della comparazione di beni. Da un lato c'è il bene della salute fisica psichica, economica e sociale della donna: dall'altro c'è la vita del bambino, e si dice che uno di questi beni prevale sull'altro, dolorosamente, perché l'altro - come diceva giustamente l'onorevole Mura adesso - esiste. Questo rende dolorosa la scelta. Questo porta a dire che la libertà della donna, quando la donna è veramente libera, serve a salvaguardare la vita del bambino. Questo ci dice qualcosa anche per il dibattito interno nostro. Qualcuno ha tentato di negare il diritto alla vita, altri - io stesso - hanno insistito sulla difesa del diritto alla vita, eppure credo che tutti dobbiamo fare una riflessione ulteriore. Lo propone da tempo Giuliano Ferrara, che è stato un po' l'ispiratore della mozione che ho presentato. Il bambino esiste e ha diritto alla vita. D'altro canto Dio affida il bambino in modo così penetrante alla madre che è difficilissimo, forse impossibile, difendere il bambino contro la madre. Bisogna difendere il bambino insieme alla madre, rafforzando l'alleanza tra la madre e il bambino. Qui noi prendiamo posizione a livello mondiale, non nelle vicende interne italiane, su legislazioni le quali spezzano questo legame contro la vita del bambino e contro la libertà della madre. Questo è il tema della giornata di oggi, il tema sul quale io mi auguro che ancora sia possibile esprimere una unanimità morale di questo Parlamento e della nazione italiana. Le mozioni che sono state presentate hanno diverse caratteristiche. Vorrei dire all'onorevole Mura e all'onorevole Bernardini che in questo momento dobbiamo agire un po' come hanno agito il Papa e Barack Obama. Sono d'accordo su tutto? No, ma su alcune cose sì. Occorre delimitare l'ambito di un accordo unanime e su questo impegnare le nostre energie. Siamo d'accordo sul modo in cui si debba agire per contenere la crescita della popolazione mondiale? Lo dico francamente: no, non siamo d'accordo, perché noi pensiamo che la popolazione mondiale si stia già stabilizzando e che in alcune parti del mondo, tra cui l'Italia, sia iniziato un gravissimo e pericoloso fenomeno di regressione demografica. Provate a occuparvi del problema delle pensioni e vedrete che la radice prima del problema delle pensioni è che noi abbiamo troppo pochi giovani che devono mantenere un numero troppo ampio di anziani. Per un po' ce la caveremo aumentando l'età pensionabile, dopo non basterà neanche quella. C'è una valutazione diversa delle tendenze demografiche in atto nel mondo e una valutazione diversa delle modalità che devono condurre a una giusta politica demografica perché, ad esempio, nella nostra visione, la famiglia riveste un ruolo fondamentale; l'educazione alla procreazione responsabile è un elemento centrale dentro il quale alcuni faranno uso di metodi contraccettivi, altri faranno uso di metodi naturali e altri ancora faranno uso di ciò di cui riterranno opportuno fare uso. Sappiamo cine dove cresce l'economia, dove cresce l'educazione e soprattutto l'educazione femminile e i tassi di scolarizzazione femminile, i tassi di natalità decrescono. Ognuno poi decide in che modo farli decrescere secondo le sue convinzioni morali che hanno tutte il medesimo diritto ad essere rispettate. Non introduciamo questo aspetto nella mozione in oggetto, perché al riguardo dovremmo svolgere altri dibattiti. Forse potremmo trovarci anche d'accordo, ma alla fine di un dibattito molto più lungo e molto più complesso. Delimitiamo adesso ciò su cui siamo d'accordo e su questo esprimiamo la decisione e la volontà comune di tutto il Parlamento, iniziando a sanare una frattura profonda nella coscienza della nazione che ha opposto persone che, invece, potrebbero e dovrebbero dialogare anche e forse soprattutto su questi temi. Per tale ragione mi permetto di chiedere all'onorevole Mura di riflettere ulteriormente sulla scelta di astensione. Vi sono 11 milioni di bambini nel mondo che muoiono di fame. E' vero. Badate che sono bambini senza famiglia. La chiave per evitare che i bambini muoiano di fame è avere una famiglia. Conosco abbastanza bene la situazione latino-americana e conosco i meninos de rua di Rio de Janeiro: sono bambini che non hanno una famiglia. Se ci sono un padre e una madre può darsi che il padre vada a rubare ma il bambino non muore di fame. Se ci sono un padre e una madre può darsi che la madre vada a battere sull'avenida Atlantica ma il bambino non muore di fame. I meninos de rua, i bambini che muoiono di fame, sono i bambini che non hanno una famiglia. Rafforzare la famiglia è il perno fondamentale di ogni politica a favore del fanciullo. Parlo di questi temi, perché vi è stato accennato. Non è questo il tema di oggi. Su questo dobbiamo aprire un altro dibattito. Oggi cerchiamo di essere uniti su ciò su cui possiamo essere uniti. Accetto la riformulazione proposta dal sottosegretario Scotti, anche perché ricalca quasi alla lettera la mozione presentata dal mio partito con un importante e utile cambiamento tecnico. Come giustamente ha fatto osservare il sottosegretario, non potevamo impegnare il governo a presentare una risoluzione. Nessuno stato può presentare una risoluzione. Possiamo impegnarlo a raccogliere il consenso: come noi deputati quando andiamo a cercare le firme per presentare una mozione così anche il Governo, che, a differenza del singolo parlamentare, non può presentare da solo una mozione alla Camera dei deputati, può essere impegnato a cercare il consenso per presentare una risoluzione. Anche la formulazione successiva mi è sembrata sensibile, perché abbraccia ipotesi diverse di politiche di intervento. Annuncio, dunque, il nostro voto favorevole alla mozione Barani, Laura Molteni, Commercio e altri 11.1-00211 presentata dal Popolo della libertà. Chiederei la votazione per parti separate della mozione Livia Turco e altri n. 1-00221, presentata dal Partito democratico, che ha posto le sue rispettabili valutazioni culturali nelle motivazioni ma ha espresso un dispositivo su cui non possiamo essere d'accordo e, quindi, chiederei che fosse votata per parti separate. E' difficile fare la stessa cosa per la mozione Mura ed altri n. 1-00214, presentata dall'Italia dei Valori, e per la mozione Farina Coscioni ed altri n. 1-00213 presentata dal Partito radicale perché mi pare che il loro dispositivo sia troppo fortemente caricato di questioni che non sono attinenti al dibattito odierno.
Gli iscritti e contribuenti 2012
| FRANCESCA T. MILANO | 200 euro |
| EUFEMIA T. MUGGIO' | 200 euro |
| AMBROGIO S. CASSINA DE' PECCHI | 200 euro |
| PIER PAOLO S. FROSINONE | 200 euro |
| DAVIDE R. MILANO | 200 euro |
| LORENA P. MONZA | 200 euro |
| DAVIDE L. MANTOVA | 200 euro |
| PAOLO G. ROMA | 200 euro |
| MARTA G. ROMA | 200 euro |
| ANNA MARIA D. ROMA | 200 euro |
| Total SUM | 397.572 euro |











