Piccola posta di Adriano Sofri

Adriano Sofri
Il Foglio

Umar Khambiev è ceceno, era un primario medico, fu ministro della Sanità finchè durò la tregua e il governo Maskhadov, andò poi in esilio e vive fra l'Azerbaijan, dove ha trovato rifugio la sua famiglia, e l'Europa, dove si impegna a sostenere la causa di una soluzione negoziata e internazionalmene vigilata della catastrofe cecena. Ha aderito al Partito radicale transnazionale ed è stato un interlocutore importante della discussione sulla nonviolenza in una situazione così schiacciata dalla violenza e dalle macerie. Nei giorni scorsi, mentre si moltiplicavano le brutali intimidazioni del quisling filorusso Ahmad Khadirov contro i Khambiev, ben tredici membri della famiglia sua e dei suoi fratelli sono stati rapiti. Secondo i russi,un fratello di Umar, Magomed, un combattente, avrebbe accettato di arrendersi. La persecuzione è stata denunciata ieri a Bruxelles. Io dichiaro a Khambiev tutta la mia solidarietà, che non vale niente. Lo faccia anche qualcun altro, che valga qualcosa.