Home ›
Perché proprio i giornalisti danno tanto fastidio al regime di Fidel Castro
Tweet
Roma. Come mai Fidel Castro ha lasciato riunire indisturbati i dissidenti della "Asamblea para Promover la Sociedad Civii en Cuba" e ha invece poi infierito contro i politici e i giornalisti stranieri che hanno cercato di seguire l'evento? La vicenda acquisisce toni addirittura grotteschi se si pensa alle due ex senatrici spagnole, ormai uscite dalla politica, che si trovavano all'Avana per ragioni turistiche personali e che sono state bloccate dalla polizia senza tanti complimenti proprio in virtù di quella "sospetta" loro passata appartenenza alle Cortes. Singolare anche che l'inviato del Corriere della Sera, Francesco Battistini, sia stato in concreto perseguito per aver fatto un'intervista (pubblicata ieri) a Oswaldo Payà Sardinas in cui il leader del Proyecto Varela, altra ala dell'opposizione, sparava a zero sia contro quelli dell'Asamblea sia contro i "politici europei" tacciati di dar loro spago. Da vari ambienti diplomatici trapela ormai apertamente il dubbio che l'età abbia attaccato Fidel al cervello, e questa è di fatto la spiegazione avanzata dall'inviata di Repubblica, Francesca Caferri, anche lei passata all'Avana per qualche brutto quarto d’ora: "A Cuba esiste uno Stato di polizia assurdo, stupido ha commentato — A quella riunione, organizzata tra l'altro da ambienti vicini agli Stati Uniti, c'erano poche persone, al massimo 150: si tratta di un gruppo minoritario rispetto ai gruppi dell'opposizione presenti nell'isola. Bloccandomi, però, il regime ha fatto un'opera miope, perché ha amplificato la loro iniziativa, che altrimenti sarebbe rimasta di tono minore". Altri ribattono però che in realtà le coordinate essenziali della politica repressiva del regime si sono mantenute nel tempo relativamente costanti. Igor Man, sulla Stampa, parla infatti di "reporter che fanno più paura dei dissidenti" perché i secondi possono permettere alla "pentola a pressione cubana" di non saltare, mentre la paura di Fidel "è che i ficcanaso, andando in giro, tocchino con mano la realtà cubana". Neanche ciò e del tutto vero. Reporter senza frontiere va ricordando da un po' di tempo che Cuba è "la principale galera per giornalisti del mondo" e denuncia che sono tuttora 27 i giornalisti colpiti dalle più recenti ondate di repressione e detenuti nelle "patrie galere". Le condanne inflitte sono dure: da un minimo di 14 a un massimo di 27 anni di carcere. Per tre di loro era stata chiesta dall'accusa la condanna all'ergastolo. Reporter senza Frontiere ha anche curato un "Libro nero di Cuba", appena pubblicato in italiano dalla Guerini e Associati. Forse per comprendere veramente quel che è successo negli ultimi giorni a Cuba, è necessario rileggere questa pubblicazione. In particolare, bisogna sottolineare quel che è scritto alle pagine 67-77 sul "percorso di guerra dei giornalisti stranieri" : "Gli unici giornalisti non governativi autorizzati a esercitare la loro professione a Cuba sono i pochi corrispondenti permanenti dei mass media stranieri all' Avana, e gli inviati speciali dei giornali che, prima della loro partenza, hanno richiesto e ottenuto il visto obbligatorio da giornalista". Si legge poi che, secondo l'inchiesta condotta da Reporter senza frontiere presso una dozzina di corrispondenti di agenzie e di organi di stampa, che hanno vissuto quell'esperienza, "l'impresa ha spesso i connotati di una sfida": "Il regime castrista, molto attento alla sua immagine all'estero, impiega un arsenale di pressioni psicologiche costanti e scrupolosamente graduate, dall'appunto gentilmente critico su un certo articolo o reportage, alla denuncia sulla stampa ufficiale, passando per la convocazione davanti alle autorità. L'espulsione dal territorio cubano, misura estrema, è diventata più rara negli ultimi anni, dopo che l'adozione di una politica più restrittiva sui visti l'ha resa meno necessaria. Ma è soprattutto la sorveglianza della polizia, costante benché relativamente discreta, esercitata sui corrispondenti stranieri — e che non risparmia la loro vita privata — che conduce invariabilmente tutti, anche i meglio armati psicologicamente, sull'orlo della schizofrenia e della paranoia".
Il punto debole
Il regime ha però un punto debole: nel collasso generale dell'economia, il turismo è l'unico settore che procura ancora valuta, assieme alle rimesse che arrivano da coloro che sono scappati dagli Stati Uniti e alle recenti sovvenzioni petrolifere del presidente venezuelano Hugo Chàvez. Questo punto debole prefigura un incubo: una folla di "sobillatori" che, appunto sfruttando i visti turistici, s'infili nell'isola a prendere contatti con il dissenso interno e a svolgere un'opera di informazione non condizionabile. E' questo fantasma che il regime cerca adesso di esorcizzare, affermando il principio che travestirsi da turista per scrivere su Cuba è un crimine molto peggiore di qualunque cosa si possa poi in effetti scrivere.
Il punto debole
Il regime ha però un punto debole: nel collasso generale dell'economia, il turismo è l'unico settore che procura ancora valuta, assieme alle rimesse che arrivano da coloro che sono scappati dagli Stati Uniti e alle recenti sovvenzioni petrolifere del presidente venezuelano Hugo Chàvez. Questo punto debole prefigura un incubo: una folla di "sobillatori" che, appunto sfruttando i visti turistici, s'infili nell'isola a prendere contatti con il dissenso interno e a svolgere un'opera di informazione non condizionabile. E' questo fantasma che il regime cerca adesso di esorcizzare, affermando il principio che travestirsi da turista per scrivere su Cuba è un crimine molto peggiore di qualunque cosa si possa poi in effetti scrivere.
Gli iscritti e contribuenti 2012
| FRANCESCA T. MILANO | 200 euro |
| EUFEMIA T. MUGGIO' | 200 euro |
| AMBROGIO S. CASSINA DE' PECCHI | 200 euro |
| PIER PAOLO S. FROSINONE | 200 euro |
| DAVIDE R. MILANO | 200 euro |
| LORENA P. MONZA | 200 euro |
| DAVIDE L. MANTOVA | 200 euro |
| PAOLO G. ROMA | 200 euro |
| MARTA G. ROMA | 200 euro |
| ANNA MARIA D. ROMA | 200 euro |
| Total SUM | 397.572 euro |
Iscrizioni e contributi 2012
Gruppi radicali nel mondo
Comunicati stampa
10/05/2010
Cuba
Diritti umani: Mecacci, per PD rapporto con Fidel Castro ancora tabu’ e sostegno a politica estera Berlusconi dogma
06/04/2010
Cuba
Cuba, Mecacci: Frattini non è opinionista, Cicchitto chieda subito calendarizzazione mozioni su Cuba già depositate da settimane
28/09/2007
Cuba
Partito Radicale Nonviolento: sostegno ai manifestanti cubani arrestati tra cui Marta Beatriz Roque
Rassegna stampa
23/06/2010
Notizie Radicali
Matteo Mecacci
Riflessione sulla politica estera del Partito Democratico a partire da una discussione parlamentare sulla situazione dei diritti umani a Cuba
Documenti
15/05/2007
Cuba Eventi
Programma: Convegno “Diritti Sindacali e Responsabilità sociale delle Imprese a Cuba”
23/02/2007
Cuba Interrogazioni (PE)
Partecipazione azionaria di Telecom Italia nella compagnia monopolista di comunicazione cubana e cooperazione in attività di repressione della liberta' di espressione
24/06/2003
Cuba Interrogazioni (PE)
Interrogazione parlamentare E-2213/03 di Marco Pannella (NI) al Consiglio e risposta
radioradicale.it
2011-04-05 10:06:39 Seduta 458ª (XVI legislatura)
2011-01-27 09:40:12 Seduta 425ª (XVI legislatura)
2010-06-10 09:04:58 Seduta 335ª (XVI legislatura)
2010-06-07 16:07:43 Seduta 332ª (XVI legislatura)
2009-04-23 09:36:34 Sedute 193ª e 194ª (XVI legislatura) 










