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PENA DI MORTE, L'ITALIA CORRE A NEW YORK ALLA MARATONA ANCHE IL "NO" DI BALDINI
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Nazioni Unite, via al forcing della Bonino pro-moratoria
Roma - E' la corsa più famosa dei mondo, quella che si snoda fra il ponte di Verrazzano e Central Park. A correrla, domenica prossima, saranno migliaia di atleti: ma a rendere speciale la maratona di New York quest'anno ci sarà un elemento in più. I partecipanti che lo vorranno potranno correre con una pettorina preparata da Nessuno Tocchi Caino, associazione che si batte contro la pena di morte, per sostenere la richiesta italiana di moratoria internazionale della pena di morte. Porta bandiera dell'iniziativa è l'olimpionico Stefano Baldini, che mercoledì presenterà l'iniziativa a New York insieme al ministro perle Politiche comunitarie e per il Commercio estero, Emma Bonino, da domani alle Nazioni Unite per dare una spinta alla proposta di moratoria presentata dall'Italia e dalla Unione europea.
Ministro Bonino, perché questo viaggio?
«Siamo giunti ad una fase delicata. Ci sono 55 paesi finora che hanno co-sponsorizzato la risoluzione, un numero che deve crescere nei prossimi giorni. All'Assemblea Generale dell'anno scorso il "Death Penalty Statement", una dichiarazione di principio non vincolante, ne raccolse 85 con altri 10 che firmarono successivamente. Oggi, dai dati in nostro possesso, sappiamo che circa un centinaio di paesi dovrebbero essere disposti a votare la risoluzione il che ci consentirebbe di raggiungere quella maggioranza di 97 voti favorevoli sui 192 Stati membri. Ma non è proprio il caso di sedersi sugli allori. Nonostante l'impegno del governo italiano e il sostegno del Parlamento europeo, non c'è stato quel colpo di reni che la campagna di mobilitazione aveva bisogno».
Cosa intende?
«Serviva più attenzione. Questa battaglia da noi forse è vista come qualcosa di scontato, perché la pena di morte in Europa non c'è più. Ma è una battaglia difficile e devo ricordare che all'Onu siamo già stati sconfitti una volta su questo tema. Serve più attenzione, più mobilitazione: per questo sono grata a Stefano Baldini e a tutti gli atleti che alla maratona indosseranno la pettorina per chiedere l'abolizione».
A parte la mobilitazione "di strada", cosa manca a livello politico per arrivare a una vittoria?
«Non dobbiamo prendere i segnali positivi per uno successo acquisito. Troppe volte un approccio burocratico nella conduzione dei negoziati ci ha scottati nel passato. Quindi occorre creare la tensione necessaria per avere tutti a bordo. Conoscendo le dinamiche del Palazzo di Vetro direi che ora è il momento di dare massima attenzione».
Fra i paesi sostenitori della pena di morte, ce ne sono alcuni particolarmente potenti: Cina, Stati Uniti e Iran, solo per fare qualche nome. Vi aspettate qualche mossa da parte loro?
«Non sottovaluto affatto la potenza di fuoco dei paesi mantenitori della pena di morte, forti in Consiglio di Sicurezza ma capaci anche in Assemblea Generale di generare un'opposizione dell'ultima ora. E' innegabile che in questi anni si è creata un'atmosfera più favorevole, ma questo venticello deve tradursi nei fatti al momento del voto» .
Roma - E' la corsa più famosa dei mondo, quella che si snoda fra il ponte di Verrazzano e Central Park. A correrla, domenica prossima, saranno migliaia di atleti: ma a rendere speciale la maratona di New York quest'anno ci sarà un elemento in più. I partecipanti che lo vorranno potranno correre con una pettorina preparata da Nessuno Tocchi Caino, associazione che si batte contro la pena di morte, per sostenere la richiesta italiana di moratoria internazionale della pena di morte. Porta bandiera dell'iniziativa è l'olimpionico Stefano Baldini, che mercoledì presenterà l'iniziativa a New York insieme al ministro perle Politiche comunitarie e per il Commercio estero, Emma Bonino, da domani alle Nazioni Unite per dare una spinta alla proposta di moratoria presentata dall'Italia e dalla Unione europea.
Ministro Bonino, perché questo viaggio?
«Siamo giunti ad una fase delicata. Ci sono 55 paesi finora che hanno co-sponsorizzato la risoluzione, un numero che deve crescere nei prossimi giorni. All'Assemblea Generale dell'anno scorso il "Death Penalty Statement", una dichiarazione di principio non vincolante, ne raccolse 85 con altri 10 che firmarono successivamente. Oggi, dai dati in nostro possesso, sappiamo che circa un centinaio di paesi dovrebbero essere disposti a votare la risoluzione il che ci consentirebbe di raggiungere quella maggioranza di 97 voti favorevoli sui 192 Stati membri. Ma non è proprio il caso di sedersi sugli allori. Nonostante l'impegno del governo italiano e il sostegno del Parlamento europeo, non c'è stato quel colpo di reni che la campagna di mobilitazione aveva bisogno».
Cosa intende?
«Serviva più attenzione. Questa battaglia da noi forse è vista come qualcosa di scontato, perché la pena di morte in Europa non c'è più. Ma è una battaglia difficile e devo ricordare che all'Onu siamo già stati sconfitti una volta su questo tema. Serve più attenzione, più mobilitazione: per questo sono grata a Stefano Baldini e a tutti gli atleti che alla maratona indosseranno la pettorina per chiedere l'abolizione».
A parte la mobilitazione "di strada", cosa manca a livello politico per arrivare a una vittoria?
«Non dobbiamo prendere i segnali positivi per uno successo acquisito. Troppe volte un approccio burocratico nella conduzione dei negoziati ci ha scottati nel passato. Quindi occorre creare la tensione necessaria per avere tutti a bordo. Conoscendo le dinamiche del Palazzo di Vetro direi che ora è il momento di dare massima attenzione».
Fra i paesi sostenitori della pena di morte, ce ne sono alcuni particolarmente potenti: Cina, Stati Uniti e Iran, solo per fare qualche nome. Vi aspettate qualche mossa da parte loro?
«Non sottovaluto affatto la potenza di fuoco dei paesi mantenitori della pena di morte, forti in Consiglio di Sicurezza ma capaci anche in Assemblea Generale di generare un'opposizione dell'ultima ora. E' innegabile che in questi anni si è creata un'atmosfera più favorevole, ma questo venticello deve tradursi nei fatti al momento del voto» .
Gli iscritti e contribuenti 2012
| FRANCESCA T. MILANO | 200 euro |
| EUFEMIA T. MUGGIO' | 200 euro |
| AMBROGIO S. CASSINA DE' PECCHI | 200 euro |
| PIER PAOLO S. FROSINONE | 200 euro |
| DAVIDE R. MILANO | 200 euro |
| LORENA P. MONZA | 200 euro |
| DAVIDE L. MANTOVA | 200 euro |
| PAOLO G. ROMA | 200 euro |
| MARTA G. ROMA | 200 euro |
| ANNA MARIA D. ROMA | 200 euro |
| Total SUM | 397.572 euro |
Iscrizioni e contributi 2012
Gruppi radicali nel mondo
Comunicati stampa
10/03/2011
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Pena di morte. Nessuno Tocchi Caino: abolizione in Illinois segna una svolta in tutti gli Stati Uniti
21/01/2011
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Pena di morte, Nessuno tocchi Caino: ottima decisione di Hospira di stoppare produzione Pentotal per iniezione letale
24/11/2010
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Pena di morte: Missione di Nessuno Tocchi Caino in Congo, ministro della Giustizia per abolizione.
23/11/2010
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Pena di Morte: Zamparutti e Perduca incontrano Presidenti di Camera e Senato a Brazzaville
22/11/2010
Pena di morte
Pena di morte: missione di Nessuno Tocchi Caino in Congo per abolizione pena di morte
Rassegna stampa
07/12/2009
Corriere della Sera
Marco Del Corona
Europa contro la pena di morte in Giappone, ma ora anche a Riad
Documenti
09/07/2010
Pena di morte
OSCE: RISOLUZIONE SULLA MORATORIA DELLA PENA DI MORTE E VERSO LA SUA ABOLIZIONE
30/01/2008
Interrogazioni (PE) Pena di morte
Interrogazione di Marco Cappato e Marco Pannella alla Commissione sulla Pena di morte in Afghanistan
20/08/2007
Pena di morte Rapporti
LA CAMPAGNA DEL PARTITO RADICALE E DI NESSUNO TOCCHI CAINO PER LA MORATORIA ONU DELLE ESECUZIONI CAPITALI
03/02/2007
Interrogazioni (PE) Pena di morte
Peru/pena di morte: interrogazione di Marco Cappato e Marco Pannella
radioradicale.it
2011-11-02 14:00:00 Conversazione settimanale di Massimo Bordin con Marco Pannella
2011-10-03 16:31:35 Seduta 528ª (XVI legislatura)
2011-05-29 17:00:00 Conversazione settimanale di Massimo Bordin con Marco Pannella
2011-05-15 17:04:13 Conversazione settimanale con Marco Pannella - ospite Carlo Jean
2011-05-08 12:05:02 Conversazione settimanale con Marco Pannella 










