Pena di morte. Conclusa la missione radicale in Ciad


Si è conclusa con l’incontro con il Primo Ministro Emmanuel Nadingar, la missione in Ciad della delegazione radicale composta da Marco Pannella, Demba Traoré, Segretario del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito, Elisabetta Zamparutti, deputata e tesoriera dell’associazione Nessuno tocchi Caino e Matteo Angioli, consigliere generale del PRNTT. Ad accompagnarli la console onoraria d’Italia Ermanna Favaretto Delacroix.

La missione si è svolta nell’ambito di un progetto sostenuto dal Ministero degli Affari Esteri italiano volto a far aumentare il numero dei voti a favore ed il sostegno della risoluzione per la moratoria universale delle esecuzioni capitali all’esame dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite il prossimo mese di dicembre. Il testo è stato votato dal Terzo Comitato lunedì scorso. Il Ciad che nel 2007 votò contro la risoluzione per la moratoria universale delle esecuzioni capitali, è poi sempre stato assente al momento del voto.
 
Il Primo Ministro Emmanuel Nadingar per evidenziare l’impegno del Ciad nel far progredire il rispetto dei diritti umani ha ricordato come la nuova Costituzione riconosca l’inviolabilità e la sacralità del vita umana. Ha riconosciuto la forza e l’importanza del dialogo per affrontare situazioni in cui prevalgono logiche di violenza ed in questo senso ha apprezzato lo spirito con cui la delegazione, e Marco Pannella in particolare, ha posto la questione della pena di morte e delle mutilazioni genitali femminili. Per il Primo Ministro la pena di morte è un problema globale di un mondo che non evolve allo stesso tempo e nello stesso modo e che necessita, come altri problemi globali, di essere governato. Quanto alla situazione interna, E. Nadingar ha ricordato la lunga presenza di gruppi armati in Ciad, animati solo da una volontà di distruzione che però il Presidente della Repubblica è riuscito a far dialogare in questo modo ponendo termine alla violenza.
 
Di fronte al fatto che non vi sono state esecuzioni dal 2003, che la nuova Costituzione tutela la persona umana in una forma tale da poter contestare ormai l’incostituzionalità della pena capitale, che il Ciad ha accolto nel 2009 la raccomandazione del Consiglio dei diritti umani dell’ONU, nell’ambito per processo di revisione periodico universale, a ratificare il Secondo Protocollo Opzionale al Patto sui diritti civili e politici, concernente la pena di morte ed ha una legge che proibisce le mutilazioni genitali femminili, Marco Pannella ha constatato come questo Paese abbia un’identità a cui occorre dare un’immagine adeguata. La delegazione ha spiegato come un’occasione in tal senso è offerta dal voto a favore delle due risoluzioni su pena di morte e mutilazioni genitali femminili.
 
Il Primo Ministro Emmanuel Nadingar, pur non dicendo espressamente se il Ciad voterà a favore o si asterrà, ha dichiarato che il suo Paese è ormai oltre la pena di morte perché impegnato in altri cantieri.
Anche nel corso degli incontri istituzionali precedenti (Presidente dell’Assemblea Nazionale, Sottosegretaria agli Esteri, Ministro della Giustizia, Ministro per i diritti umani ed audizione presso la Commissione comunicazione e libertà fondamentali) è emersa la volontà di partecipare al voto delle due risoluzioni. Se sulle mutilazioni genitali femminili più chiaro è stato l’orientamento per un voto a favore, sulla risoluzione per la moratoria delle esecuzioni la certezza riguarda l’esclusione di un voto contrario come nel 2007.
 
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